(ANS – Tarnowskie Góry) – Domenica 28 giugno 2026, nel Centro Salesiano Educativo di Tarnowskie Góry, nell’Ispettoria di Wrocław (PLO), si è tenuta una celebrazione di ringraziamento per la beatificazione dei salesiani martiri, soprattutto per il beato don Ignacy Dobiasz, che fu battezzato nella vicina chiesa di Toszek, dove è stato onorato il giorno prima, il 27 giugno, in occasione del 85° anniversario della sua morte nel campo di sterminio di Auschwitz.
La Santa Messa di ringraziamento – durante la quale sono state affidate tutte le comunità, le opere salesiane e tutti coloro che si ispirano alla spiritualità di San Giovanni Bosco – è stata presieduta da Mons. Sławomir Oder, Vescovo della Diocesi di Gliwice. L’omelia, invece, è stata tenuta da don Sylwester Jędrzejewski, salesiano di Cracovia, autore di varie pubblicazioni dedicate ai beati martiri.
Don Jędrzejewski nella sua omelia, dopo aver parlato in generale di tutti salesiani martiri che sono stati beatificati il 6 giugno 2026 a Cracovia, tenendo conto del contesto locale, si è concentrato soprattutto sulla figura di don Ignacy, dicendo: “Per la comunità riunita a Tarnowskie Góry, la figura centrale di questo gruppo di testimoni è il beato don Ignacy Dobiasz, originario della regione di Toszek e Gliwice. Nacque il 14 gennaio 1880 a Ciochowice. Mise in pratica le parole del Vangelo sull’amore per Cristo al di sopra dei legami familiari già all’età di 14 anni, quando lasciò la sua terra natale, la Slesia, e partì per Torino – culla del carisma salesiano. Dopo gli studi in Italia, ricevette l’ordinazione sacerdotale nel 1908, conseguendo parallelamente la laurea in agronomia”.
E poi ne ha illustrato i suoi tratti distintivi: “teologo e pastore – possedeva una conoscenza eccezionale nel campo della teologia morale, che insegnava presso l’Istituto Teologico Salesiano, traducendola in una silenziosa pratica pastorale; mite e obbediente – era caratterizzato da una profonda umiltà e da un’assoluta obbedienza; un sacerdote dagli «occhi sorridenti» – come sacerdote sempre in viaggio, si conquistava anche i giovani più ribelli con la sua semplicità evangelica; dispensatore della Misericordia – il sacramento della penitenza divenne la sua missione più importante. Nel confessionale di Dębniki, a Cracovia, trascorreva intere ore, distinguendosi per la sua comprensione e la sua pazienza sconfinata. Godendo della fiducia dei parrocchiani, il 21 febbraio 1941 guidò il corteo funebre di Karol Wojtyła senior, padre del futuro papa”.
E così ha sintetizzato questa caratteristica: “Don Ignacy Dobiasz – umile formatore e martire del confessionale. Cresciuto nel cuore stesso del carisma di Torino, univa una straordinaria conoscenza teologica alla semplicità e alla mitezza evangeliche. Il suo cuore salesiano, pieno di pazienza e bontà, gli conquistava sia i giovani ribelli che le folle di penitenti a Dębniki, a Cracovia. La profezia sul coraggio, che egli stesso insegnava, si è compiuta nell’inferno del campo di concentramento di Auschwitz. Morì appena un giorno dopo il suo arrivo nel campo. Fino all’ultimo risplendevano in lui le più belle virtù salesiane: la totale abnegazione di sé e l’eroico amore per i nemici, espresso nelle parole di perdono sussurrate ai propri aguzzini prima dell’ultimo respiro. Anche di fronte a torture bestiali e a una morte martiriale, don Ignacy ha brillato fino alla fine delle virtù sacerdotali, perdonando sottovoce i propri aguzzini. Il suo sacrificio, insieme a quello dei suoi confratelli, costituisce un modello eterno di amore pastorale senza limiti. Era il buon pastore evangelico”.
Dopo la Santa Messa si è svolta una festa in comune in un’atmosfera familiare e salesiana, che ha permesso di vivere ancora più intensamente la comunità che vive della gioia del Vangelo.
wp-content/uploads/images/PLO - Ringraziamento giugno 2026



