India – Il Sistema Preventivo di Don Bosco nell’era dell’IA: il seminario di Chennai e un nuovo libro tracciano le linee guida per una pastorale giovanile basata sull’amicizia

(ANS – Chennai) – È possibile che una generazione sia al tempo stessa la più connessa della storia e  una delle più sole? Questa domanda è stata al centro di un seminario nazionale di ricerca tenutosi a Chennai, dove l’Ispettoria Salesiana e il Don Bosco College cittadini  hanno riunito oltre 250 partecipanti — delegati della pastorale giovanile, sociologi, pedagogisti, ricercatori e giovani provenienti da tutta l’India — per celebrare l’uscita di uno studio di riferimento sull’amicizia e il benessere nell’era dell’intelligenza artificiale.

Il seminario ha presentato il nuovo libro Friendship as Well-being in the AI Era: New Models of Youth Accompaniment di don M. John Alexander SDB (Kristu Jyoti Publications, Bengaluru). Lo studio, realizzato anche grazie al supporto della Fondazione DON BOSCO NEL MONDO e basato sulle testimonianze di 4.527 giovani provenienti da ventiquattro stati indiani (attraverso sondaggi, focus group e interviste), è uno dei più ampi  sull’amicizia giovanile nel Paese. Il suo metodo è il suo messaggio: anziché esprimere un giudizio sui giovani, li ascolta.

Ciò che i giovani rivelano è un paradosso sorprendente. Mentre l’88,5% afferma che l’amicizia è essenziale per il proprio benessere, il 76,8% ammette di sentirsi solo anche quando è circondato da amici, un divario spiegato non da una mancanza di amici, ma da una mancanza di profondità. Riflettendo che l’84,7% dei giovani  utilizza strumenti di intelligenza artificiale come ChatGPT e che un terzo vi fa  ricorso  in caso di problemi di amicizia, lo studio invita a un discernimento relazionale: aiutare i giovani a distinguere la simulazione dell’amicizia da quella autentica, il pericolo che Papa Leone XIV paventa nella sua enciclica Magnifica Humanitas.

Nella sua prefazione, il Rettore Maggiore, don Fabio Attard SDB, lo definisce «un libro attuale e significativo per i nostri tempi, perché unisce un’attenta ricerca, intuito umano, saggezza educativa e una profonda sensibilità alle domande reali che i giovani si pongono oggi». Egli elogia il modo in cui l’opera offre una lettura rinnovata del Sistema Preventivo di Don Bosco — «recuperato e rinnovato per l’era dell’intelligenza artificiale» — riportando l’amorevolezza del cortile di Valdocco nel mondo digitale in cui i giovani vivono oggi.

Al seminario, tenutosi il 1° luglio 2026, il discorso inaugurale è stato pronunciato da don Biju Michael SDB, Consigliere Generale per l’Asia Sud, mentre il discorso principale è stato tenuto dall’ispettore di Chennai, don L. Don Bosco SDB. Le tavole rotonde hanno approfondito le dinamiche di amicizia emerse dallo studio: la solitudine che si nasconde dietro la connessione costante, le amicizie «ibride» vissute sia online sia di persona, il tradimento e il perdono, nonché le amicizie che superano le barriere di casta, religione, lingua e genere. In particolare, l’82% degli intervistati ha affermato che tali barriere non limitano le proprie amicizie, un risultato che l’autore definisce «un piccolo ma significativo atto di democrazia».

Il libro è stato presentato da don John Felix Raj SJ, vicerettore della St Xavier’s University di Calcutta.  La sua prima copia è stata consegnata ad Antoon Vandevelde, professore emerito dell’Università di Lovanio, in Belgio.

Tra le testimonianze a sostegno del libro,il  Sig. Jean Paul Muller SDB, Procuratore della Missione di Don Bosco a Bonn, scrive che «era ora che venisse scritto un libro del genere», aggiungendo che solo se useremo le macchine «per il benessere degli esseri umani» anziché diventare dipendenti da esse «conserveremo la forza, il tempo e la fiducia necessari per continuare a interagire come esseri umani».

La proposta centrale del seminario è sintetizzata nel modello di «accompagnamento come amicizia» presentato nel libro: gli adulti che accompagnano i giovani in modo più proficuo sono quelli che si relazionano con loro con le qualità di un buon amico — pazienza, presenza, onestà, rispetto e la libertà di lasciare che l’altro cresca. È un invito a sostituire il controllo con una presenza fidata. In questo spirito, le istituzioni salesiane sono invitate a integrare intenzionalmente l’«educazione all’amicizia» nelle loro scuole, nei collegi, negli oratori e nei centri per giovani a rischio, come contrappeso deliberato a una cultura digitale e dell’intelligenza artificiale onnipresente.

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