Vaticano – Consegna della “Positio super martyrio” del Servo di Dio Akash Bashir

(ANS – Città del Vaticano) – Il 9 luglio 2026 è stato consegnato presso il Dicastero delle Cause dei Santi in Vaticano il volume della Positio super martyrio del Servo di Dio Akash Bashir, giovane pakistano, exallievo di Don Bosco.

La Positio ha avuto come Relatore don Angelo Romano, come Postulatore don Pierluigi Cameroni, SDB, come Collaboratore il dott. Matteo Penati. Elementi strutturali della Positio – che presenta in modo articolato ed approfondito tutto l’apparato probatorio documentale e testificale riguardante la vita, il martirio e la fama di martirio del Servo di Dio – sono: una breve presentazione da parte del Relatore; l’Informatio super martyrio, ossia la parte teologica nella quale viene dimostrato il martirio materiale e formale del Servo di Dio; i due Summaria con le prove testificali e documentali; le Sezioni ultime e l’apparato iconografico.

Dopo la consegna, la Positio sarà esaminata dai Consultori Teologi del Dicastero delle Cause dei Santi. Quindi, sarà studiata dai Cardinali e Vescovi: queste articolate tappe di studio e valutazione permetteranno al Sommo Pontefice, in caso di esito positivo, di promulgare il Decreto sul martirio del Servo di Dio.

Il Servo di Dio Akash Bashir, giovane pakistano ucciso il 15 marzo 2015, è una figura estremamente attuale, considerando la situazione che vivono i cristiani nel suo Paese ed in generale in molte aree segnate dalla presenza del terrorismo islamista. La presente Positio si propone di presentare la vicenda di Akash Bashir come quella di un martire cristiano ucciso in odio alla fede dai terroristi islamisti.

La Positio super martyrio di Akash Bashir tratta di una vicenda molto recente, un giovane cristiano ucciso in un attentato mirante a uccidere decine di persone che, grazie al suo volontario servizio e sacrificio, fallisce quasi totalmente nel suo intento. È una storia molto conosciuta in Pakistan e nel mondo, che ha gettato una luce di simpatia verso i cristiani pakistani e la loro difficile condizione, mostrando come un figlio di quella Chiesa abbia saputo testimoniare grande serenità e fortezza d’animo, con semplicità e umiltà cristiane. La sua storia riveste grande interesse non solo per la Chiesa in Pakistan, ma certamente in tutte le aree in cui i cristiani sono sottoposti alle minacce del terrorismo islamista, che tenta di sottomettere nel terrore quanti non aderiscono alla sua ideologia di violenza e di morte.

La fama di martirio di Akash Bashir è solida e fortemente radicata nella memoria della comunità cristiana del Pakistan. Dal funerale, celebrato insieme alle altre vittime dei due attentati simultanei, Akash emerge come figura con una sua specifica particolarità, data dalla sua esplicita esposizione al possibile martirio, frutto della sua scelta di svolgere il servizio di guardia volontaria. Numerose testimonianze descrivono una diffusa e persistente fama di martirio, presente anche sui media di vario tipo, che ha oltrepassato i confini del Pakistan per giungere a fare conoscere il Servo di Dio in vari Paesi del mondo. A questa fama di martirio si accompagna una documentata fama di segni.

Un elemento abbastanza originale della vicenda di Akash Bashir è il suo valore ecumenico. Il Servo di Dio è morto insieme ad altre vittime, cattoliche ed anglicane, e la sua storia è ricordata dalle due comunità per le sue caratteristiche proprie: è un giovane che si è particolarmente esposto al martirio per amore della sua Chiesa. Anche il funerale ecumenico delle vittime è stato un segno di unità dei cristiani pakistani, al di là delle divisioni confessionali. La sua testimonianza, quindi, è vissuta da tutti i cristiani pakistani come qualcosa di estremamente importante, come riconosciuto anche da autorevoli voci del mondo protestante.

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