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13 Aprile 2026
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Algeria – Viaggio del Papa in Africa: un missionario promotore di pace

(ANS – Algeri) – Pietro torna in Africa. Tre anni dopo la visita compiuta all’inizio del 2023 da Francesco nella Repubblica Democratica del Congo e in Sudan del Sud, Papa Leone XIV inizia un lungo pellegrinaggio nel continente africano che lo ha portato come prima tappa in Algeria – la terra di Sant’Agostino, di cui è figlio spirituale – e…

(ANS – Algeri) – Pietro torna in Africa. Tre anni dopo la visita compiuta all’inizio del 2023 da Francesco nella Repubblica Democratica del Congo e in Sudan del Sud, Papa Leone XIV inizia un lungo pellegrinaggio nel continente africano che lo ha portato come prima tappa in Algeria – la terra di Sant’Agostino, di cui è figlio spirituale – e che proseguirà poi tra Camerun, Angola e Guinea Equatoriale. È un viaggio di 11 giorni, che Papa Leone avrebbe voluto compiere come primo del Pontificato, ed è eminentemente missionario, scandito da un programma fittissimo di incontri con le popolazioni di un continente caratterizzato da problemi e contraddizioni, ma che è serbatoio di gioia e speranza.

Non si può dimenticare “l’ora drammatica della storia” in cui questa visita si compie, con la preoccupazione crescente per ciò che sta avvenendo in Medio Oriente e le minacce di un’ulteriore recrudescenza del conflitto dopo il mancato accordo dei negoziati pakistani tra Stati Uniti e Iran. Ed è significativo che proprio la pace sia emersa come tema principale nel primo discorso di Leone XIV in Algeria, durante la visita al Monumento dei Martiri dell’Indipendenza, Maquam Echahid: “In questo luogo ricordiamo che Dio desidera per ogni Nazione la pace: una pace che non è solo assenza di conflitto, ma espressione di giustizia e di dignità. E questa pace, che permette di andare incontro al futuro con animo riconciliato, è possibile solo nel perdono. La vera lotta di liberazione sarà definitivamente vinta solo quando si sarà finalmente conquistata la pace dei cuori”.

Lo stesso messaggio che aveva ribadito anche durante il volo che lo aveva portato nel Paese nordafricano, quando alle domande dei giornalisti sulle critiche rivoltegli dal Presidente statunitense, il Papa aveva risposto: “Io continuo a parlare forte contro la guerra, cercando di promuovere la pace, promuovendo il dialogo e il multilateralismo con gli Stati per cercare soluzioni ai problemi. Troppa gente sta soffrendo oggi, troppi innocenti sono stati uccisi e credo che qualcuno debba alzarsi e dire che c’è una via migliore”.

Un messaggio ribadito poi di fronte alle autorità del Paese, ai rappresentanti della società civile e al corpo diplomatico algerino riuniti nel Centro convegni Djamaa el Djazair, esordendo sin dall’inizio con questa frase: “Vengo a voi come testimone della pace e della speranza che il mondo desidera ardentemente e che il vostro popolo ha sempre cercato”. Quella pace, che per essere vera, deve integrare al suo interno altri e alti valori – che il Pontefice ha riconosciuto come radicati tra il popolo algerino – come la generosità e la pietà, intesi come frutti maturi di una vera giustizia e di una vera religiosità.

Nella realtà di un Paese a stragrande maggioranza islamico, il Santo Padre si è soffermato anche sulle opposte derive – fondamentalismo e secolarizzazione – che possono essere innescate dalle tensioni tra senso religioso e vita moderna, e ha invitato a favorire la conoscenza e il dialogo: “Occorre educare al senso critico e alla libertà, all’ascolto e al dialogo, alla fiducia che ci fa riconoscere nel diverso un compagno di viaggio, non una minaccia”.

Dialogo, rispetto, conoscenza reciproca e fratellanza sono stati i temi toccati ancora successivamente da Leone XIV quando, nel primo pomeriggio, sotto una pioggia battente, ha visitato la Grande Moschea della capitale algerina. Dopo essersi soffermato in preghiera silenziosa sotto la grande cupola, nel colloquio con il Rettore, Mohamed Mamoun Al Qasimi, il Papa ha osservato che: “Cercare Dio è riconoscere anche l’immagine di Dio in ogni creatura, figlio di Dio, in ogni uomo e donna creati ad immagine e somiglianza di Dio”. Perciò è importante “imparare a vivere insieme con rispetto per la dignità di ogni persona umana”. 

Papa Leone ha anche lodato il fatto che all’interno della Moschea sia stato istituito un centro di studio, perché “è importante che l’essere umano sviluppi la capacità intellettuale che Dio ha dato all’uomo”, per “scoprire quando è grande la creazione”, e perché “con la ricerca della verità”, “attraverso lo studio” e “con la capacità di riconoscere la dignità di ogni essere umano” si possa “imparare a rispettarci mutualmente, vivere in armonia e costruire un mondo di pace”.

Nella prima giornata di visita del Papa in Algeria c’è stato ancora tempo per una visita privata a Bab El Oued, presso il Centro di Accoglienza e di Amicizia delle Suore Agostiniane Missionarie, per rendere omaggio alle agostiniane uccise durante la guerra civile.

E poi, per finire, l’incontro con la piccola comunità cristiana algerina nella Basilica di Nostra Signora d’Africa, luogo di devozione anche per i fedeli musulmani.

“Siete anche eredi di una tradizione antica, che risale ai primi secoli del cristianesimo”, ha ricordato il Santo Padre, indicando poi ai presenti tre vie fondamentali della vita cristiana: la preghiera, quale dialogo con Dio, sull’esempio di San Charles de Foucauld; la carità, testimoniata dal martire di Tibhirine, Fratel Luc; e di nuovo l’impegno a promuovere pace e unità, per il quale Leone XIV ha utilizzato, infine, una significava similitudine: “Una parte considerevole del territorio di questo Paese è occupata dal deserto, e nel deserto non si sopravvive da soli. Le asperità della natura ridimensionano ogni presunzione di autosufficienza e ricordano a tutti che abbiamo bisogno gli uni degli altri, e che abbiamo bisogno di Dio. È la fragilità riconosciuta che apre il cuore al sostegno vicendevole e all’invocazione di Colui che può donare ciò che nessun potere umana è in grado di garantire: la riconciliazione profonda dei cuori e con essa la pace vera”.

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