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31 Marzo 2026
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Belgio – “Ritorno a quale costo?” Gruppi cristiani segnalano Diritti Umani a rischio nelle politiche di rimpatrio dell’UE

(ANS – Bruxelles) – Insieme ad altre sei organizzazioni cristiane, “Don Bosco International” (DBI), l’organismo che rappresenta i Salesiani di Don Bosco nelle sedi dell’Unione Europea (UE), ha manifestato attraverso un comunicato la sua profonda preoccupazione per la posizione del Parlamento europeo del 26 marzo sul regolamento UE sui rimpatri, una riforma che dà priorità ai rimpatri forzati e alle…

(ANS – Bruxelles) – Insieme ad altre sei organizzazioni cristiane, “Don Bosco International” (DBI), l’organismo che rappresenta i Salesiani di Don Bosco nelle sedi dell’Unione Europea (UE), ha manifestato attraverso un comunicato la sua profonda preoccupazione per la posizione del Parlamento europeo del 26 marzo sul regolamento UE sui rimpatri, una riforma che dà priorità ai rimpatri forzati e alle misure punitive rispetto alla dignità umana.

Questo cambiamento, riportano le sette organizzazioni cristiane firmatarie – espressioni di gruppi anglicani, protestanti, ortodossi e cattolici di tutta Europa –, rischiano di normalizzare la detenzione sistematica e segnala un allontanamento dai valori di accoglienza e rispetto per coloro che hanno bisogni umanitari.

La riforma amplia la detenzione e introduce dei “centri di rimpatrio” che rischiano di provocare una reclusione a tempo indeterminato al di fuori della protezione dell’UE. Fondamentalmente, non ci sono eccezioni per bambini, giovani e famiglie. La legislazione non deve mai progredire a scapito di coloro che si trovano in situazioni di vulnerabilità.

“La retorica attuale – hanno condiviso le ONG cristiane – promuove rientri forzati al di sopra dei percorsi volontari. Le misure invasive proposte, come la perquisizione di dispositivi elettronici, consentono la profilazione razziale e dissuadono le persone dall’accedere ai servizi essenziali. Questo approccio ignora i legami familiari e non riesce a offrire soluzioni reali e umane a coloro che cercano un futuro di speranza”.

Inoltre, le ridotte garanzie legali consentono le deportazioni durante i ricorsi, creando un grave rischio di respingimento che viola il principio fondamentale di non respingere le persone in pericolo e rischia di favorire rimpatri illegali.

“Come organizzazioni cristiane – affermano le istituzioni firmatarie – chiediamo di sostenere la compassione, la giustizia e il rispetto per ogni persona. Esortiamo i decisori ad abbandonare questa logica del ‘ritorno a tutti i costi’ e a ritornare a politiche radicate nella dignità umana e nel rispetto dei diritti umani”.

Il documento è sottoscritto da:

–       Caritas Europa, www.caritas.eu 

–       Commissione delle Chiese per I Migranti in Europa (CCME), www.ccme.eu 

–       Don Bosco International (DBI), www.donboscointernational.eu 

–       Commissione Internazionale Cattolica per la Migrazione (ICMC Europe), www.icmc.net/europe 

–       Jesuit Refugee Service (JRS) Europe, www.jrseurope.org 

–       Chiesa Protestante in Germania (EKD) Ufficio di Bruxelles, www.ekd.de 

–       Consiglio Quacchero per gli Affari Europei (QCEA) – www.qcea.org    

Il testo completo del comunicato è disponibile, in inglese, qui:

http://donboscointernational.eu/wp-content/uploads/2026/03/260326_Christian-Group-statement-return-EP_Final.pdf 

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