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13 Luglio 2026
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Brasile – 143 anni di presenza salesiana: la storia che è iniziata con una finestra sfondata

(ANS – Niterói) – Esattamente 143 anni fa, il 14 luglio 1883, la Congregazione Salesiana muoveva i primi passi in Brasile. Sette sacerdoti, guidati dall’Ispettore don Luigi Lasagna, sbarcarono a Piazza XV (Cais Pharoux), a Rio de Janeiro, provenienti dall’Uruguay, dando inizio a una missione che oggi riunisce sei Ispettorie salesiane e oltre 650 salesiani professi in tutto il Paese.…

(ANS – Niterói) – Esattamente 143 anni fa, il 14 luglio 1883, la Congregazione Salesiana muoveva i primi passi in Brasile. Sette sacerdoti, guidati dall’Ispettore don Luigi Lasagna, sbarcarono a Piazza XV (Cais Pharoux), a Rio de Janeiro, provenienti dall’Uruguay, dando inizio a una missione che oggi riunisce sei Ispettorie salesiane e oltre 650 salesiani professi in tutto il Paese. I religiosi furono accolti con entusiasmo, come riportano i resoconti storici della Congregazione: “Il 14 luglio 1883, i Salesiani giunsero finalmente in Brasile, provenienti dall’Uruguay, e furono accolti con straordinaria gentilezza dall’imperatore Dom Pedro II, che dimostrava il massimo interesse per le opere salesiane”.

Un arrivo improvvisato

Dopo lo sbarco a Rio, i salesiani si diressero verso la città di Niterói, dove ancora oggi opera il “Colégio Santa Rosa”, la prima scuola salesiana del Paese e “casa madre” della presenza salesiana in Brasile. Ma l’accoglienza non fu così semplice come il gesto dell’Imperatore lasciava intendere.

Giunti alla casa che sarebbe diventata la loro nuova dimora, i religiosi trovarono il luogo chiuso a chiave e vuoto. Il vescovo di Rio de Janeiro, Monsignor Pedro Maria de Lacerda, era in viaggio nello Stato di Minas Gerais e non poté accoglierli. Non avendo altra scelta, i salesiani sfondarono una finestra ed entrarono da lì.

In casa, quasi nulla. Il primo pasto in terra brasiliana fu possibile grazie alla generosità dei vicini e degli amici del posto. Il canonico Luís de Brito, il vicino Benevides, Antônio Correa e la famiglia Mourissy offrirono uova, formaggio e pane ai nuovi arrivati.

Una tradizione che attraversa le generazioni

Il semplice gesto dei vicini ha dato origine a un’usanza che perdura ancora oggi. Ogni anno, il 14 luglio, la famiglia Mourissy ha iniziato a offrire formaggio ai salesiani in ricordo di quel primo incontro. Col tempo, anche la rapadura* si è aggiunta alla tradizione, e la consegna simbolica di formaggio e rapadura ai salesiani è diventata un rito annuale.

Da una casa vuota a sei ispettorie

Partendo da Niterói, i salesiani hanno aperto oratori, missioni, opere sociali e una vasta gamma di attività a favore dei giovani e della popolazione in generale, fino ad arrivare oggi a sei ispettorie salesiane in Brasile con oltre 650 salesiani professi, dando continuità a una storia che è iniziata, letteralmente, da una finestra.

Don Narciso Ferreira

* “La rapadura è uno zucchero di canna non raffinato, di colore marrone, tipico del Brasile, ottenuto dalla bollitura e solidificazione del succo di canna da zucchero (guarapo) in blocchi rettangolari simili a piccole mattonelle.

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