Brasile – 15 luglio 2026: 50° della morte dei Servi di Dio Rodolfo Lunkenbein e Simão Bororo

(ANS – Meruri) – Il 15 luglio 2026 ricorre il 50° anniversario della morte dei Servi di Dio don Rodolfo Lunkenbein, SDB, e Simão Bororo, uccisi nella missione salesiana di Meruri, nel Mato Grosso, in Brasile.

L’Ispettoria salesiana di Campo Grande ha programmato una giornata di rendimento di grazie e di memoria presso le tombe di questi fratelli per ringraziare Dio per tutte le benedizioni ricevute dal giorno in cui don Lunkenbein e Simão suggellarono e testimoniarono con il proprio sangue l’alleanza stipulata con il popolo Boe Bororo e con questa terra benedetta di Meruri. Si renderà grazie anche per il cammino percorso in questi anni per il riconoscimento del loro martirio: il processo diocesano avviato il 31 gennaio del 2018, concluso e approvato dalla Santa Sede nel 2020; la preparazione e la consegna della Positio super Martyrio al Dicastero delle Cause dei Santi in Vaticano, il 28 novembre 2024; l’esame positivo della Positio da parte dei Censori Teologi, il 20 novembre 2025. Ora manca la Sessione ordinaria dei Cardinali e dei Vescovi.

Il 15 luglio 2026 sarà, dunque, una giornata di ringraziamento: per la terra demarcata, per la crescita e il rafforzamento del popolo, per la memoria, la testimonianza e la profezia continue che hanno segnato indelebilmente la storia e la vita del popolo bororo, della Congregazione salesiana e della Chiesa in questa terra del Brasile.

In questa giornata, insieme a Gesù, il Testimone fedele (Ap 1,5), viene celebrata la vittoria del perdono e della pace sul male e sull’arroganza, come disse Papa Francesco nell’udienza generale del 28 giugno 2017: “C’è infatti in mezzo a noi Qualcuno che è più forte del male, più forte delle mafie, delle trame oscure, di chi lucra sulla pelle dei disperati, di chi schiaccia gli altri con prepotenza… Qualcuno che ascolta da sempre la voce del sangue di Abele che grida dalla terra. I cristiani devono dunque farsi trovare sempre sull’‘altro versante’ del mondo, quello scelto da Dio: non persecutori, ma perseguitati; non arroganti, ma miti; non venditori di fumo, ma sottomessi alla verità; non impostori, ma onesti”.

Rodolfo e Simão risplendono tra questi testimoni del Vangelo come segni di speranza e semi di pace.

Rodolfo Lunkenbein nacque il 1° aprile 1939 a Döringstadt in Germania. Fin da adolescente la lettura delle pubblicazioni salesiane destò in lui il desiderio di essere missionario. Fu mandato in Brasile come missionario e fece il tirocinio nella missione di Meruri, nel Mato Grosso, dove rimase fino al 1965. Venne ordinato sacerdote il 29 giugno 1969 in Germania, scegliendo come motto: “Sono venuto per servire e dare la vita”. Quindi ritornò a Meruri, accolto con grande affetto dai Bororo, che gli diedero il nome di “Koge Ekureu” (Pesce dorato). Partecipò nel 1972 alla fondazione del Consiglio Missionario Indigeno (CIMI) e lottò per la difesa delle riserve indigene. Il 15 luglio 1976 venne ucciso nel cortile della missione salesiana.

Simão Bororo, amico di don Lunkenbein, nacque a Meruri il 27 ottobre 1937 e fu battezzato il 7 novembre dello stesso anno. Era membro del gruppo di Bororo che accompagnarono i missionari don Pedro Sbardellotto e il salesiano coadiutore Jorge Wörz nella prima residenza missionaria tra gli Xavantes, nella missione di Santa Teresina, negli anni 1957-58. Tra il 1962 e il 1964 partecipò alla costruzione delle prime case di mattoni per le famiglie Bororo di Meruri, diventando un muratore esperto e dedicando il resto della sua vita a questo mestiere. Fu ferito mortalmente nel tentativo di difendere la vita di don Lunkenbein il 15 luglio 1976. Prima di morire perdonò i suoi aggressori.

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