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04 Maggio 2026
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India – Un salesiano alla guida di un progetto di edilizia popolare in una baraccopoli di Calcutta

(ANS – Calcutta) – Il salesiano don Mathew George ha celebrato il 1° maggio, giorno in cui si ricorda San Giuseppe Lavoratore, con la consegna di trenta nuove abitazioni a Kapali Bagan–Narkeldanga, ampliando così un progetto che ha già permesso di costruire 678 alloggi per i poveri. Come da lui stesso spiegato, per anni molte famiglie hanno dormito sotto fragili…

(ANS – Calcutta) – Il salesiano don Mathew George ha celebrato il 1° maggio, giorno in cui si ricorda San Giuseppe Lavoratore, con la consegna di trenta nuove abitazioni a Kapali Bagan–Narkeldanga, ampliando così un progetto che ha già permesso di costruire 678 alloggi per i poveri.

Come da lui stesso spiegato, per anni molte famiglie hanno dormito sotto fragili teli di plastica, stesi su pali di bambù, nelle strade di Calcutta. Ad ogni stagione dei monsoni, l’innalzarsi delle acque minacciava di spazzare via il loro fragile riparo. Sono storie come quella di Mohammed Salim e dei suoi figli, che per molto tempo hanno vissuto in questa precaria realtà. “Il 1° maggio scorso, quella paura è finalmente svanita, quando la sua famiglia ha varcato la soglia di una casa in mattoni e lamiera: una dimora che potevano chiamare propria”, ha aggiunto il salesiano.

“Vogliamo ringraziare i salesiani e don George per essersi ricordati di noi quando nessun altro lo ha fatto. Ora i miei figli possono dormire in pace”, ha commentato il signor Salim.

L’inaugurazione di queste nuove case a basso costo, nella baraccopoli di Kapali Bagan–Narkeldanga, ha segnato una svolta per le famiglie che da tempo vivevano in provvisori capanni lungo il canale. Esposti al rischio di incendi, inondazioni, malattie e insicurezza, ora si trasferiscono in abitazioni permanenti che garantiscono sicurezza, servizi igienico-sanitari e dignità.

L’iniziativa, guidata dai Salesiani di Calcutta, ha progressivamente cambiato la vita di molte persone sin dal suo avvio, sette anni fa. Con l’ultima aggiunta, il progetto ha ora completato 678 case, ciascuna delle quali è stata consegnata alle famiglie più bisognose. I beneficiari hanno espresso la loro sincera gratitudine. “Questa casa è più di un rifugio: è dignità. Le mie figlie possono crescere senza paura”, ha detto Shabana Begum, madre di tre figli.

La cerimonia di inaugurazione ha riunito i leader locali, i rappresentanti dell’Ispettoria Salesiana di India-Calcutta e i residenti, che hanno celebrato insieme, con gioia, questo traguardo. L’evento ha sottolineato il potere della compassione collettiva nell’affrontare la povertà urbana e ha messo in evidenza l’impegno dei Salesiani per lo sviluppo olistico della comunità.

Riflettendo su questo percorso, don Mathew George ha infine affermato: “Ogni famiglia merita un tetto che la protegga, uno spazio che sia accogliente e una casa che le restituisca la dignità. Queste abitazioni non sono solo rifugi, ma simboli di solidarietà e speranza”.

Questo progetto di edilizia popolare rappresenta un faro di ciò che l’azione umanitaria guidata dalla fede può realizzare. Offre un modello per iniziative simili in tutta l’India, ricordando alla società che con impegno e compassione la trasformazione è possibile, anche negli angoli più remoti di ogni città.

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