Brasile – 80 anni del Patronato di Pará de Minas: un’eredità incrollabile di educazione, fede e trasformazione sociale
(ANS – Pará de Minas) – Martedì 3 marzo 2026, la presenza salesiana a Pará de Minas, nello Stato brasiliano del Mato Grosso, ha celebrato un evento di profonda rilevanza storica e spirituale: l’80° anniversario dell’inizio delle sue attività nell’Istituto “Coronel Benjamim Ferreira Guimarães”, affettuosamente conosciuto da generazioni come “Patronato”. Quella che oggi è un’istituzione consolidata dell’Ispettoria di Brasile-Belo Horizonte (BBH), totalmente volta al servizio ai giovani, e specialmente a quelli più bisognosi, nacque da un’idea audace dell’industriale Benjamim Ferreira Guimarães, che desiderava convertire il suo successo professionale in sostegno ai bambini poveri della sua terra natale.
In una corrispondenza profetica datata 1943, l’allora Ispettore salesiano di Brasile-San Paolo, don Orlando Chaves – successivamente nominato Vescovo di Cuiabá –, intuiva già che la carità lì seminata avrebbe attirato benedizioni divine, progettando un’opera grandiosa che sarebbe servita sia da rifugio per gli orfani, che da culla per nuove vocazioni religiose.
La genesi pratica di questa missione, tuttavia, non attese il completamento delle imponenti strutture in muratura che oggi dominano il paesaggio del quartiere di Patafufo. Il 3 marzo 1946, in campi ancora improvvisati tra i cantieri dell’opera, coordinati dal salesiano coadiutore Aldo Maia da Silva, l’Oratorio Festivo aprì le sue porte ai primi 32 ragazzi ospiti del centro. Quel primo cortile, pulsante della gioia tipica di Don Bosco, si rivelò un successo immediato; alla fine dello stesso anno, la frequenza media era già salita a 140 oratoriani, dimostrando che il vero motore della fondazione risiedeva nel desiderio dei giovani del posto di trovare accoglienza, calore, educazione e accompagnamento.
Nel corso degli otto decenni successivi, il Patronato ha funzionato come una vera e propria “città-scuola”, dove l’apprendimento accademico è sempre andato di pari passo con la formazione tecnica e morale. Nei laboratori per calzolai, sarti, falegnami e panettieri, i giovani apprendisti non solo apprendevano mestieri utili per la loro vita futura, ma iniziavano sin da subito a contribuire al sostentamento della propria casa.
Parallelamente, la produzione agricola e l’allevamento insegnavano il valore della terra e di tutta la Creazione, con figure memorabili come don André Roque, che presso il Patronato ha condotto importanti esperimenti botanici con il sorgo, e don João Bertoldi, la cui competenza tecnica nel frutteto era notevole quanto la sua dedizione nel confessionale.
Questa totale immersione nel lavoro e nella preghiera ha formato generazioni di “buoni cristiani e onesti cittadini”, molti dei quali sono diventati consacrati influenti o professionisti esemplari.
Il percorso dell’Istituto è stato caratterizzato anche da momenti di resilienza che hanno forgiato il carattere della sua comunità, come la grave crisi idrica affrontata alla fine degli anni ‘50. Durante i mesi di grave siccità, l’approvvigionamento idrico crollò, costringendo studenti e salesiani a percorrere lunghe distanze per fare il bagno collettivo al fiume Ribeirão Paciência, mantenendo l’igiene personale con solo la poca acqua distribuita con criterio dal fratello salesiano Francisco do Val. Tali sfide non hanno mai scalfito la stima che la popolazione di Pará de Minas nutrì e nutre per l’opera, visibile nella denominazione di varie strade cittadine in onore dei salesiani, come quelle dedicate a don Pedro Rosa Zanor e don Ambrósio Newton, e nella consacrazione di Don Bosco come Patrono dell’Educazione nel comune nel 2003.
Oggi, con il nome di Centro Giovanile Salesiano “São Domingos Sávio”, l’istituzione continua a onorare il proprio passato adattandosi alle esigenze del XXI secolo. Operando come ente filantropico dedicato al rafforzamento dei legami familiari e comunitari, il Patronato offre laboratori di informatica, musica, sport, arte, judo, sostegno scolastico e imprenditorialità per giovani in situazioni di vulnerabilità.
Con il sostegno dell’Ispettoria “San Giovanni Bosco” di BBH e di una vivace rete di exallievi e collaboratori, l’opera giunge ai suoi 80 anni riaffermandosi come la “pupilla” di Pará de Minas, un faro di speranza che rimane fedele alla pedagogia salesiana dell’amorevolezza e della presenza tra i giovani.
Antônio Arnaldo Martins Júnior, SDB