Brasile – Capitolo Generale 29, un anno dopo: qualche ricordo e riflessione

(ANS – Porto Alegre) – Esattamente il 16 febbraio 2025 iniziava ufficialmente il Capitolo Generale 29° (CG29), con tante aspettative. A un anno di distanza da quell’appuntamento, durato fino a metà aprile, ecco qualche ricordo e riflessione da parte di don João Mendonça, Salesiano di Don Bosco, Capitolare al CG29, attivo nell’Ispettoria di Brasile-Manaus (BMA).

Il 60% dei 332 capitolari era lì per la prima volta. Tutto era nuovo, c’era tanta voglia di partecipare attivamente, l’ambiente di Valdocco, casa madre, e la riscoperta dell’Oratorio Primitivo, è stato per tutti noi un’immersione nella spiritualità salesiana, perché si è potuto respirare l’umile spazio educativo-pastorale dei primi tempi. Era il ritorno al clima oratoriano che deve caratterizzare le nostre case salesiane, perché l’oratorio non può essere solo un aggregato dell’opera, un’aggiunta per il divertimento dei bambini, degli adolescenti e dei giovani, ma tutto l’ambiente deve coinvolgere in una presenza attiva, familiare, di fiducia. Don Bosco non creò solo un ambiente geografico, egli voleva che ogni casa salesiana fosse un oratorio festoso! Questo spirito è stato ripreso dal CG29 e ha fatto sognare a tutti noi la mistica e l’ascesi salesiana a partire dal cortile come luogo di incontro, di esperienza spirituale, di giochi, di manifestazione dei sacramenti, di assistenza proattiva.

L’Arcivescovo di Torino, Card. Roberto Repole, ispirandosi a San Paolo (1 Cor 15), esortò i capitolari nella grande celebrazione di apertura, proprio nel cortile, affermando che “Siamo stati convocati da Dio per celebrare la nostra fede, ravvivare la nostra speranza e infiammare la nostra carità”. Nell’omelia ci ha nuovamente incoraggiato alla luce del Vangelo delle Beatitudini e ha detto: “Vi invito ad avere, come Gesù, uno sguardo d’amore per i poveri e uno sguardo profetico per coloro che ripongono tutta la loro fiducia nell’uomo: potere, denaro, avidità… E a reagire, come dice il Salmo 1, riponendo tutta la nostra fiducia in Dio” (Cfr. Pascual Chávez, Cronache del CG 29, in Documenti Capitolari, p. 117)”.

A sua volta, suor Simona Brabilla, Prefetta della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, commentando la sua partecipazione al processo sinodale, partendo dall’icona di Emmaus ci ha invitati a realizzare un “dialogo spirituale nel suo duplice vertice: a livello umano, di ciò che passa nelle nostre menti e nei nostri cuori; e a livello spirituale, di ciò che accade quando, infiammati dalla Parola e illuminati dallo Spirito Santo, cerchiamo la volontà di Dio, con la speranza che ciò avvenga nello svolgimento del nostro Capitolo Generale” (Cfr. Pascual Chávez, Cronache del CG 29, in Documenti Capitolari, p. 117). E così è stato.

I giorni di Esercizi Spirituali avevano come obiettivo quello di creare il clima di una “Pentecoste salesiana”, con i criteri per illuminare la realtà della Congregazione e far emergere le sfide emergenti. È stato un tempo di vera Grazia. Il momento culminante è stato il pellegrinaggio ai Becchi e a Chieri, per respirare, ringraziare e trovare ispirazione in quell’ambiente segnato dalla gioventù proattiva di Don Bosco, in risposta alle sfide delle nuove generazioni giovanili.

E così abbiamo iniziato il processo capitolare nelle commissioni (6) per lingua, le plenarie con la partecipazione attiva dei capitolari, i momenti di preghiera nelle cappelle riservate ai gruppi linguistici, le relazioni di ogni Settore e la relazione del Vicario e del Rettor Maggiore. Una settimana intensa che ha richiesto ascolto, interpretazione dei dati presentati e consenso. “Un lavoro fruttuoso che, soprattutto, ha contribuito a creare comunione e ha incoraggiato la partecipazione, tutto in vista della Missione” (Cfr. Pascual Chávez, Cronache del CG 29, in Documenti Capitolari, p. 120).

Il tempo di discernimento per l’elezione dei superiori, con la preziosa guida di padre Amedeo Cencini, è stato un dono prezioso. Con la sua esperienza di assistente della Vita Religiosa Consacrata, di professore e formatore, Padre Cencini ci ha aiutato ad avere un atteggiamento di obbedienza e discernimento, perché, con le sue parole, “il discernimento è l’atteggiamento normale per crescere nella fede e nella speranza del credente normale, per creare la sensibilità ob-audiens”. Nelle commissioni e sottocommissioni abbiamo valutato, nel dialogo nello Spirito, il profilo per la scelta del nuovo Rettore Maggiore che è servito anche per la scelta dei Consiglieri negli altri settori. Il 25 marzo, Solennità dell’Annunciazione del Signore, è stato eletto il Rettore Maggiore che, emozionato, ha detto SÌ, commuovendo a sua volta tutti noi. A partire dal 26, sia nelle commissioni e sottocommissioni che in plenaria, abbiamo votato gli altri membri del Consiglio Generale.

Dopo le elezioni abbiamo votato le proposte, le modifiche alle Costituzioni e il testo del Capitolo. Due settimane intense e faticose, ma siamo riusciti a consegnare al CG e a tutta la Congregazione un testo denso, in sintonia con il cammino percorso finora dalla Congregazione e con proposte nuove, come l’approvazione ad experimentum per la carica di Direttore di comunità ai coadiutori e un articolo specifico sulle Opere Sociali, fino ad allora inesistente. Tra un lavoro e l’altro abbiamo avuto l’opportunità di visitare, la domenica, ambienti salesiani esterni alla città di Torino, luoghi storici che hanno segnato gli inizi e che oggi sono per noi fonte d’ispirazione. Un tema richiesto e accettato dal Capitolo è stata la questione degli abusi, con esperienze positive di contrasto e prevenzione e racconti dolorosi. Nel corpo del testo capitolare sono state inserite alcune questioni relative a questo tema a cui dobbiamo prestare attenzione.

A mio parere, il CG è stato un momento di aggiornamento della missione salesiana nel mondo, di comprensione del mosaico dai vari colori delle realtà in cui siamo inseriti, con sfide complesse. Tuttavia, i Salesiani di Don Bosco sono ancora nelle periferie delle povertà esistenziali e geografiche, nel mondo delle culture, sempre con lo sguardo fisso su Gesù, nell’incontro con i giovani.

La domanda che tuttora mi inquieta è: come assimileremo la ricchezza del CG29, in sintonia con almeno i CG 23, 24 e 25? Non è possibile andare avanti senza una lettura sincronica e diacronica di questo cammino del magistero della Congregazione. Le Figlie di Maria Ausilitrice hanno una metodologia che potremmo adottare, ovvero Assemblee delle Sorelle ogni due o tre anni, per valutare l’attuazione del processo. È un suggerimento. Lo Spirito Santo ci guidi.

P. João Mendonça, SDB

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