Corea del Sud – “30 anni di compagnia, verso un’amicizia eterna”: uno splendido finale per la presenza dell’Ispettoria salesiana coreana a Yanji, Cina
(ANS – Yanji, Cina e Seul, Corea) – Il grande viaggio dell’Ispettoria Salesiana della Corea del Sud a Yanji, in Cina, durato 30 anni e faticosamente costruito, si è concluso ufficialmente il 6 gennaio 2026 con il ritorno di don Joseph Ahn Il-Pyeong e don Michael Jeon Su-jong, gli ultimi a risiedervi. L’evento del 6 gennaio arriva dopo la “Cerimonia di conclusione della cooperazione della Scuola Tecnica Cooperativa Internazionale di Yanji”, tenutasi localmente il 15 del mese scorso e che ha segnato una chiusura completa. È stata valutata come un “bellissimo addio” e una “conclusione anticipata di successo”, a conferma che lo spirito educativo salesiano ha messo radici nel territorio locale.
Il rapporto tra la Congregazione Salesiana e la città di Yanji, in Cina, risale al 1995. All’epoca, i Salesiani parteciparono alla fondazione della “Yanji International Cooperative Technical School” attraverso la “Salesian High School” per realizzare l’insegnamento di Don Bosco: “Date ai giovani poveri pane, competenze e paradiso”. Il contratto originale prevedeva una collaborazione di 70 anni, fino al 2065, ma poiché gli obiettivi sono stati considerati raggiunti, entrambe le parti hanno concordato di interrompere la collaborazione all’inizio del 2025, dopo 30 anni.
Alla cerimonia di conclusione tenutasi a Yanji il 15 dicembre, hanno partecipato per la parte coreana don Marcello Baek, Superiore dell’Ispettoria salesiana della Corea del Sud, don Henry Bonetti, che si è dedicato al progetto fin dall’inizio, il salesiano coadiutore Hilario Seo Jeong-kwan, che ha guidato le discussioni a livello operativo per l’accordo di conclusione, e i sacerdoti salesiani Ahn e Jeon, i quali si sono presi cura di questo luogo fino alla fine. Per la parte cinese, erano presenti il vicesindaco di Yanji, Zhang Xuebin, e altri funzionari di alto rango che hanno espresso la loro profonda gratitudine.
Il vicesindaco ha elogiato i Salesiani, affermando: “Il percorso trentennale di cooperazione è stato uno straordinario viaggio di sviluppo basato sulla fiducia”.
Nello stesso giorno, don Baek ha ribadito l’essenza dell’educazione salesiana nel suo discorso di risposta. Ha ricordato infatti: “Ciò in cui abbiamo investito negli ultimi 30 anni non sono stati solo edifici e attrezzature, ma un’educazione autentica”.
Ha quindi continuato ricordando che “gli investimenti nella costruzione di edifici invecchiano nel tempo, ma gli investimenti che offrono agli studenti poveri opportunità di apprendimento diventeranno una luce eterna di speranza che non tramonterà mai”.
Al termine della cooperazione, i Salesiani hanno donato tutti i beni materiali investiti nella scuola alla città di Yanji. In risposta, le autorità scolastiche della città hanno promesso di istituire una borsa di studio di 1 milione di yuan (circa 130.000 dollari) all’anno per i prossimi 20 anni, a sostegno degli studenti provenienti da contesti finanziari difficili. Questa sarà un’eredità concreta che permetterà allo spirito salesiano di “educazione per i giovani poveri” di continuare a esistere anche dopo la partenza dei Figli di Don Bosco.
La conclusione di questa presenza a Yanji ricorda ancora una volta il “Quinto sogno missionario: Pechino” che Don Bosco ebbe nel 1886. Nella grande visione di una missione che si estendeva da Santiago a Pechino, Don Bosco si preoccupava che “la distanza fosse immensa e gli operai pochi”, ma ricevette la risposta: “Questo lavoro sarà fatto dai tuoi figli e dai loro figli”.
L’investimento educativo dell’Ispettoria coreana a Yanji è un prezioso tentativo di realizzare questo sogno. Il Preside della scuola, Bok-nam Jo, ha espresso la speranza di costruire una nuova forma di cooperazione, affermando: “L’affetto che attraversa montagne e mari è intatto in ogni fase dello sviluppo della scuola”. Questa è un’osservazione che auspica vivamente che, sebbene la presenza fisica della Congregazione Salesiana venga meno, essa rimanga all’interno del legame educativo della Famiglia Salesiana e che nuove forme di scambio e cooperazione continuino.
Il ritorno dei salesiani Joseph Ahn e Michael Jeon rappresenta sia il completamento di un progetto, sia un ulteriore punto di partenza per l’Ispettoria della Corea del Sud, che si sta muovendo verso nuovi campi di missione.
Come precedentemente affermato da Don Pascual Chávez SDB, Rettore Maggiore Emerito dei Salesiani di Don Bosco, la Corea è già passata dall’essere una “Chiesa che accoglie” a una “chiesa che condivide” e si sta assumendo la responsabilità di guidare l’era dell’“interculturalità” oltre il multiculturalismo.
Come ricordato, i 30 anni di esperienza a Yanji diventeranno una risorsa preziosa e una bussola per le attività che l’Ispettoria svilupperà nei Paesi in via di sviluppo della regione, come la Mongolia. L’esperienza della presenza a Yanji, in Cina, costituirà senza dubbio una solida base per la prosecuzione delle missioni ad gentes dell’Ispettoria coreana.