Ecuador – Don Enio Esteves: un missionario che ha donato la sua vita alle missioni amazzoniche dell’Ecuador
(ANS – Quito) – Lo scorso 26 gennaio, in un incidente aereo avvenuto nella provincia di Morona Santiago, ha perso la vita il salesiano don Enio Ramalho Esteves. Il piccolo velivolo su cui viaggiava il salesiano stava effettuando un volo missionario e, dopo una giornata di servizio comunitario, era diretto alla località di Wasakentsa dove era previsto il pernottamento. Oltre a don Esteves sono rimaste coinvolte altre due persone: Danny López, il pilota, e il giovane volontario della comunità, Roberto Wisum.
Don Enio Ramalho Esteves, missionario originario di Timor Est, ha emesso la sua prima professione il 24 luglio 2002 a Fatumaca e il 24 maggio 2014 è stato ordinato sacerdote presso la missione salesiana di Bomboiza.
Don Enio è stato assegnato all’Ecuador come Missionario Ad Gentes il 27 settembre 2008, per servire tra le popolazioni indigene Shuar e Achuar dell’Amazzonia ecuadoriana. Dopo aver completato gli studi teologici in Colombia e aver ricevuto l’ordinazione diaconale, è stato inviato alla Missione Salesiana “Santo Domingo Savio” a Bomboiza (2014-2017), dove ha ricoperto i ruoli di Vicario, Consigliere, Parroco ed Economo. Successivamente, è stato assegnato alla Comunità “Cuore Immacolato di Maria” presso la Missione Salesiana Yaupi (2017-2020), dove ha ricoperto i ruoli di Direttore, Economo e Parroco. Nel 2023 è stato assegnato alla Comunità “Beato Ceferino Namuncurá” di Wasakentsa, dove prestava servizio come Parroco e Vicario.
Don Enio è stato un sacerdote dedito con tutto il cuore alla missione, in particolare tra i popoli Shuar e Achuar, che ha amato e servito con grande fedeltà evangelica. La sua vita è stata segnata da un ideale chiaro e costante: annunciare la Parola di Dio ai bambini e ai giovani, accompagnarli nella loro crescita umana e spirituale e far loro sentire che Dio cammina con loro.
Con semplicità e gentilezza, sapeva integrarsi nelle dinamiche delle comunità ecuadoriane, condividendo la vita quotidiana, rispettandone la cultura, imparando dalla gente e costruendo relazioni autentiche. Non era un missionario distante, ma un fratello che ascoltava, accompagnava e incoraggiava con la sua presenza.
Era un salesiano che amava profondamente la vita comunitaria. Per lui, lo sport era un linguaggio di incontro, uno spazio educativo e fraterno dove si rafforzavano i legami e si coltivavano i valori. Don Enio era anche un buon amico, leale, allegro e sempre disponibile, qualcuno che sapeva essere presente, condividere e che ha lasciato un segno indelebile in tutti coloro che hanno avuto la grazia di conoscerlo.
L’Ispettoria Salesiana dell’Ecuador ringrazia Dio per la sua vita di dedizione, per la sua testimonianza silenziosa, ma feconda e per il bene che ha seminato in tanti cuori. Il suo ricordo rimarrà vivo nelle comunità che ha servito e nei giovani che ha accompagnato. “Affidiamo la sua vita al Signore – scrivono dall’Ecuador – che ha servito con gioia, e crediamo che ora riposi tra le sue braccia, come un servo buono e fedele, con 23 anni di professione religiosa e 11 anni di sacerdozio”.
Don Juan Flores, SDB
Vicario Ispettoriale