(ANS – San Pedro Carchá) – Nell’ambito della Consulta Mondiale della Famiglia Salesiana che si sta svolgendo in questi giorni a Torino-Valdocco, la Congregazione religiosa di diritto diocesano delle Suore della Resurrezione (Hermanas de la Resurrección – HR), XXII gruppo della Famiglia Salesiana, ha offerto la sua testimonianza sul Sistema Preventivo.
Qual è il livello di conoscenza del Sistema Preventivo all’interno del vostro gruppo?
In generale, il livello di conoscenza del Sistema Preventivo può essere considerato tra il base e l’intermedio, anche se in alcuni contesti esiste un’esperienza più profonda e pratica dei suoi principi. La maggior parte dei partecipanti ha conosciuto il Sistema Preventivo attraverso laboratori, esperienze formative, momenti di riflessione, incontri mattutini e pomeridiani, nonché nella convivenza e nell’accompagnamento quotidiano con i giovani.
Si riconosce che il Sistema Preventivo guida l’educatore nell’accompagnamento dei giovani, aiutandoli a trovare un senso alla loro vita attraverso una formazione basata sulla ragione, l’amorevolezza e la religione. Allo stesso modo, si apprezzano la vicinanza, l’ascolto e l’accompagnamento opportuni come elementi fondamentali di questo stile educativo.
Sebbene vi sia ancora personale di nuova assunzione che non possiede una conoscenza completa dell’argomento, c’è volontà e interesse ad approfondire maggiormente attraverso la lettura, lo studio e la riflessione su documenti ed esperienze che consentano di rafforzare la loro comprensione e il loro vissuto pratico del Sistema Preventivo.
Oltre a considerarlo una pratica pedagogica, è anche una fonte di vita spirituale?
Sì, il Sistema Preventivo è considerato non solo una pratica pedagogica, ma anche un’autentica fonte di vita spirituale. Più che un metodo educativo, è percepito come uno stile di vita che si cerca di vivere con convinzione, ispirandosi all’esempio di San Giovanni Bosco.
Il Sistema Preventivo aiuta a vivere il Vangelo attraverso la vicinanza, il rispetto, la gioia, l’accompagnamento e la fraternità, promuovendo un rapporto più profondo con Dio e con gli altri. Inoltre, spinge a compiere ogni azione con amore, impegno e senso di missione, favorendo la crescita umana e spirituale di chi lo pratica.
Si riconosce anche che trasforma gli studenti in buoni cristiani e onesti cittadini, ponendo Dio al centro delle attività e aiutando a scoprire la sua presenza nei giovani e nella missione quotidiana.
Nel vostro servizio di animazione e governo, quale impatto concreto ha il Sistema Preventivo?
Il Sistema Preventivo ha un impatto significativo e positivo sul modo di accompagnare, animare e lavorare con i giovani e le comunità. Favorisce un clima di vicinanza, fiducia, fraternità e corresponsabilità, in cui le persone si sentono valorizzate, ascoltate e amate.
Inoltre, rafforza l’identità istituzionale e il lavoro di squadra, promuovendo una comunicazione più orizzontale, cordiale e impegnata. Influisce anche sul processo decisionale e sul modo di agire secondo la ragione, l’amorevolezza e la religione, aiutando a prevenire i conflitti e rafforzando la pacifica convivenza comunitaria.
Il suo impatto si manifesta non solo all’interno dell’istituzione, ma anche nelle famiglie e nelle comunità. Molte persone riconoscono negli studenti e nei diplomati dei nostri istituti atteggiamenti, valori e abitudini che riflettono la formazione ricevuta. In questo modo, il Sistema Preventivo diventa uno stile di vita che poi si replica in diversi ambiti sociali, familiari, religiosi e comunitari, formando leader, professionisti e cittadini impegnati nei valori umani e cristiani.
In quali situazioni risulta più difficile agire secondo il Sistema Preventivo?
Le maggiori difficoltà nell’agire secondo il Sistema Preventivo si presentano in situazioni di tensione, pressione, conflitti familiari o ambienti di lavoro difficili. A volte, la mancanza di tempo, lo stress o la pressione per i risultati fanno sì che l’attenzione si concentri più sui compiti che sulle persone, rendendo difficili il dialogo, la pazienza e l’atteggiamento preventivo.
Rappresenta una sfida anche quando i giovani provengono da contesti familiari complessi, mancano di orientamento o non partecipano a spazi di formazione spirituale, il che limita la loro integrazione e partecipazione.
Un’altra sfida importante si presenta in ambito religioso, specialmente quando si lavora con studenti che appartengono ad altre confessioni religiose e non si sentono identificati con certe attività spirituali, rendendo difficile fare esperienza del terzo pilastro del Sistema Preventivo, quello della religione.
Allo stesso modo, si riconosce anche che agire secondo il Sistema Preventivo diventa difficile quando mancano l’empatia, la vicinanza e l’amore verso i giovani o verso i membri della comunità, specialmente quando non si riesce a far sentire il giovane veramente amato e accompagnato.
Nei momenti di difficoltà, trovate nel Sistema Preventivo una luce che guida la vostra azione?
Sì, il Sistema Preventivo è considerato una luce e una guida che orienta l’azione nei momenti di difficoltà. Più che uno strumento, è inteso come uno stile di vita che aiuta ad affrontare le situazioni attraverso il dialogo, l’accompagnamento, la comprensione, il rispetto e la speranza.
Nei momenti difficili, il Sistema Preventivo invita a educare e accompagnare con amore, pazienza e umanità, comprendendo le diverse realtà personali e familiari dei giovani. Inoltre, favorisce la riflessione e il discernimento attraverso l’analisi delle situazioni alla luce della ragione, della fede e dei valori cristiani.
La riflessione, il consenso, gli accordi e l’esperienza condivisa permettono di trovare orientamenti e soluzioni che rafforzano le relazioni umane e comunitarie. In questo modo, le difficoltà si trasformano in opportunità di crescita, di apprendimento e di apertura a nuovi orizzonti, vissuti nella fede, nella speranza e nell’amore.



