India – 100 giorni di speranza: “Don Bosco Outreach Calcutta” porta avanti la missione dei pasti quotidiani per i dimenticati della città
(ANS – Calcutta) – Tra la folla frenetica e il ritmo incessante di una città come Calcutta, da 100 giorni si svolge ogni giorno un silenzioso atto di compassione. Tra i marciapiedi della stazione ferroviaria di Sealdah o nelle strette stradine di Moulali e Mothijil, il programma salesiano “Midday Meal” (Pasto di Mezzogiorno) portato avanti dall’organizzazione sociale salesiana “Don Bosco Outreach Calcutta” fornisce pasti caldi e nutrienti da circa 100 giorni a quasi 180 tra i residenti più vulnerabili della città, offrendo non solo cibo, ma anche gesti di attenzione e cura che restituiscono dignità e speranza alle persone più vulnerabili della società.
L’iniziativa, sostenuta dall’organizzazione altoatesina “Hoffnung auf einen Besseren Morgen” (Speranza per un domani migliore), segna un traguardo significativo il prossimo 7 giugno, completando 100 giorni consecutivi di servizio ininterrotto. Diretto dal salesiano don Mathew George Kariapuram , il programma si prende cura di mendicanti, persone abbandonate, anziani, malati e persone affette da malattie mentali che spesso faticano a procurarsi anche un solo pasto al giorno.
Tra i beneficiari c’è Rafiq Ali, 62 anni, che vive sul marciapiede fuori dalla stazione ferroviaria di Sealdah. Con in mano un piatto di riso fumante e patate al curry, descrive il servizio come un’ancora di salvezza. “Questo è l’unico pasto che ricevo nella mia giornata. Senza di esso, soffrirei la fame. Loro ci trattano come esseri umani, non come mendicanti”, dice.
Per don don Kariapuram, l’iniziativa rappresenta un’espressione concreta della propria fede e del suo carisma salesiano. Già professore di teologia, vicepreside di un college e Segretario dell’Ispettoria “” di India-Calcutta (INC), egli ritiene che la vera spiritualità debba riflettersi nel servizio a chi è nel bisogno. “Stiamo semplicemente condividendo ciò che abbiamo con chi non ha nulla. Ogni piatto di cibo ci ricorda che nessuno deve essere dimenticato”, spiega.
Sotto la sua guida, un’idea concepita dalla filantropa italiana Petra Theiner si è trasformata in un efficiente sistema di distribuzione quotidiana di pasti. I pasti preparati ogni mattina vengono trasportati con un furgone-risciò verso luoghi prestabiliti dove i beneficiari si radunano a mezzogiorno.
Il legame della signora Theiner con Calcutta dura da oltre due decenni. Originaria dell’Alto Adige, ha trascorso più di 25 anni in India, sostenendo iniziative di assistenza e promozione sociale a Calcutta, Howrah e nelle comunità più povere di Dhobasole. Il suo impegno nel servire gli emarginati le ha fatto guadagnare un ampio rispetto tra le comunità locali.
“Il cibo è il primo passo verso la dignità. Se una persona ha fame, nient’altro conta. Questo programma mira a restituire l’umanità”, ha spiegato da parte sua la Theiner. La sua collaborazione di lunga data con il programma “Don Bosco Outreach” ha fatto sì che questa visione continui tuttora a toccare tante vite ogni giorno.
Il cuore dell’iniziativa è costituito da un’équipe dedicata di volontari guidato da Sajia e Nadim. La loro giornata inizia prima dell’alba, quando, in una modesta cucina, preparano grandi quantità di riso, verdure e curry. Gli ingredienti freschi vengono accuratamente lavati, tagliati e cucinati, spesso integrati da donazioni provenienti dai mercati locali.
“Cuciniamo come se fosse per le nostre famiglie”, dice Nadim, che partecipa al programma sin dal suo lancio, avvenuto il 26 febbraio 2026. “Le persone che vivono per strada meritano ingredienti freschi e un piatto caldo e preparato con cura”.
Il menu è studiato per offrire sia varietà che valore nutrizionale. I pasti si alternano tra riso al curry e uova, soia e curry, patate e curry… O pietanze tradizionali anche piuttosto elaborate, come il khichdi o il biryani. In alcuni giorni vengono distribuite banane come integratore alimentare aggiuntivo. “La gioia che vediamo quando qualcuno riceve il proprio piatto ripaga di tutti gli sforzi”, aggiunge Sajia.
Il programma ha ricevuto apprezzamenti anche dalle autorità civiche. Anindya Chatterjee, alto funzionario del Consiglio Municipale di Calcutta, ha commentato che tali iniziative svolgono un ruolo fondamentale nell’affrontare la povertà urbana: “Non si tratta solo di sfamare chi ha fame, ma di restituire dignità. Collaborazione come queste alleggeriscono il carico sui sistemi civici e portano speranza ai più emarginati”.
Il programma salesiano fa tornare alla mente anche i ricordi del lockdown dovuto alla pandemia di Covid-19, quando la stessa compagine salesiana fornì pasti quotidiani a più di 1.500 persone per 262 giorni consecutivi. Per molti beneficiari, quel periodo rimane indimenticabile. “Se non ci avessero dato da mangiare allora, oggi non saremmo vivi”, ricorda Shanti Devi, una delle residenti nei pressi della stazione di Sealdah.
Don CM Paul, SDB
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