Italia – Card. Fernández Artime, SDB: “Il calo dei religiosi diventi opportunità di rinnovamento”
(ANS – Torino) – Centinaia di persone, tra giovani, salesiani e religiose hanno ascoltato con vivo interesse, sabato 13 giugno 2026, il Cardinale Ángel Fernández Artime, presso la Casa Madre Salesiana di Torino-Valdocco. Il Pro-Prefetto del Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, e Rettor Maggiore Emerito, ha presentato pubblicamente il suo libro-intervista “Un futuro senza numeri e senza mura. Conversazione sulla vita consacrata” (Edizioni San Paolo), a cura di don Giuseppe Costa, SDB, e condiviso le sue impressioni dello storico viaggio papale in Spagna – a cui anche il Card. Fernández Artime ha preso parte.
L’occasione, come ha spiegato il Rettore della Basilica di Maria Ausiliatrice, don Michele Viviano, è stata il 158° anniversario della consacrazione della Basilica, celebrata il 9 giugno 1868 da san Giovanni Bosco, le cui spoglie mortali riposano oggi al suo interno.
Il Card. Artime, a partire dal suo recente libro-intervista, ha esordito dicendo che non basterebbe il tempo a disposizione “per condividere le riflessioni anche sulla vita religiosa dopo i sette giorni intensi trascorsi in Spagna con il Santo Padre. Ho incontrato ad esempio alle Canarie religiosi e religiose che stanno a fianco degli immigrati e che, come nella Torino dove sono nati i santi sociali, proseguono secondo il carisma dei loro fondatori l’opera di accoglienza e consolazione laddove ci sono problemi sociali e di richiesta di senso in un modo sempre più indifferente alla sofferenza”.
Per questo, rispondendo alle domande di suor Maria Trigila, delle Figlie di Maria Ausiliatrice e della Presidenza dell’Unione delle Superiore Maggiori d’Italia (USMI)-Sicilia, e di don Costa, sulla possibilità di vincere oggi la sfida del calo delle vocazioni (“i numeri”) e delle opere (“le mura”), il Cardinale ha affermato che la diminuzione dei religiosi non deve preoccupare, né angosciare. Va considerata,
“piuttosto come l’opportunità di un rinnovamento della vita consacrata: con comunità più semplici nella gestione, comunità più famiglia e più vicine alla gente, fuori da quelle case religiose-fortezza che sono spesso diventate più vincolo che risorsa”.
“Un conto è il castello interiore di Teresa d’Avila, altra cosa è proteggerci dentro le pareti e i muri del passato. Oggi l’umanità – e lo abbiamo respirato in questi giorni in Spagna nell’accoglienza di popolo del successore di Pietro – ha tanto bisogno di una vita contemplativa nella realtà di tutti i giorni”.
Secondo il cardinale salesiano chi incrocia le proprie strade con uomini e donne consacrate “deve avere la percezione di incontrare persone felici perché profondamente credenti e abbandonati a Dio: allora la vita consacrata avrà futuro perché sarà contagiosa anche per le nuove generazioni”.