Italia – Don Bosco torna a Napoli: il murales dai “mille culure”
(ANS – Napoli) – C’è un forte bisogno di immagini, di volti che restano impressi, che accompagnano il cammino quotidiano e lo orientino. In un tempo in cui tutto scorre veloce e rischia di diventare anonimo, c’è bisogno di segni riconoscibili. I volti educano, interrogano, custodiscono storie e generano appartenenza: non sono semplici decorazioni, ma presenze che abitano gli spazi e li trasformano. Il nuovo murales dedicato a Don Bosco, all’Istituto Salesiano “Don Bosco” di Napoli, nasce proprio da questa esigenza profonda: rendere visibile un volto che non sia solo ricordato, ma incontrato ogni giorno. Collocato nel cuore del cortile, è visibile da ogni angolo. È un volto che accompagna il gioco, il lavoro, la scuola, la preghiera; che veglia senza controllare, che resta senza imporsi.
Don Bosco “ritorna” a Napoli attraverso un nuovo murales, a testimonianza della sua presenza viva tra i ragazzi, nelle strade e nel cuore della città. Napoli è stata l’unica città del Sud visitata dal santo, tra il 29 e il 31 marzo 1880, quando nella chiesa di San Giuseppe incontrò il vescovo di Napoli e anche San Ludovico da Casoria, conosciuto come il Don Bosco di Napoli.
Il nuovo murales nasce dal desiderio profondo di restituire un volto, quello di Don Bosco, non come icona distante, ma come presenza viva, capace ancora di interrogare e accogliere. Il suo sguardo è centrale, immerso in un’esplosione di colori che richiamano la vita, il sogno, l’energia dei ragazzi, ed è uno sguardo che non giudica ma accompagna, che non domina ma educa. Accanto a lui la scritta “Chi ama educa”, sintesi potentissima del suo carisma e, insieme, bussola quotidiana per chi vive e lavora in questa casa salesiana: non esiste educazione senza amore, e non esiste amore autentico che non diventi responsabilità educativa.
Attorno al volto di Don Bosco si muove un mondo ricco e complesso: i colori vivaci, come i ”mille culure” con cui il compianto artista napoletano Pino Daniele descrive la sua città nella canzone “Napule è”, le sagome dei ragazzi in movimento, il gioco, lo sport, la musica, la strada, la vita che scorre. Il golfo a forma di cuore, ci ricorda che: “l’educazione è cosa di cuore”. Tutto nasce da un libro, quasi come se fosse il libro della vita, perchè ogni storia, ogni vita è un libro da scrivere, con delle pagine bianche da riempire. L’aureola fatta di colori e forme diverse, ci ricorda che la Santità è per ognuno di noi, che Dio è la Bellezza che non delude.
Il murales è stato realizzato dallo street artist napoletano Lorenzo Manna, in arte Gosh, originario di Marano, Napoli, la cui carriera artistica inizia nel 1997. Dal 2004 fa parte di due gruppi internazionali con base in Belgio e Germania, e nel 2022 entra a far parte del gruppo storico americano TDS, che riunisce artisti da tutto il mondo. La collaborazione con il Don Bosco di Napoli nasce nel 2018, quando Gosh viene scelto per un progetto tra un carnet di artisti. Come lui stesso racconta: “Sono davvero contento della collaborazione con il Don Bosco perché è sempre propositiva nel fine di rendere la struttura ancor più giovane e attrattiva che è l’interesse principale”.
Il segno distintivo di Gosh è la divisione geometrica dei campi, che in questo murales si manifesta nella rappresentazione di tre bambini che, attraverso l’apertura di un libro, scoprono il mondo moderno e la storia legata a Don Bosco e alle attività della casa salesiana. Nei disegni sono presenti i mestieri insegnati alla scuola del fare, i laboratori che si svolgono in oratorio, al centro diurno all’educativa territoriale e nei percorsi educativi, le attività in cortile, il doposcuola, il gioco sportivo e la preghiera, fino alla figura di Don Bosco.
La scelta dello street artist non è stata casuale: Gosh è legato a Napoli ed è abituato a lavorare nei contesti popolari, dove l’arte non è decorazione ma racconto, denuncia e speranza. La sua mano restituisce un Don Bosco credibile, vicino, quasi contemporaneo, inserito nel flusso della città e non sospeso in una devozione astratta. In questo senso, il murales si inserisce nella tradizione salesiana, che fin dalle origini ha saputo leggere i segni dei tempi e utilizzare i linguaggi più adatti per parlare ai giovani: ieri il teatro, la musica, la stampa popolare; oggi anche la street art, capace di parlare a chi spesso non entra in chiesa ma alza lo sguardo passando per strada.
Il murales è collocato in un punto strategico e significativo del quartiere: non nascosto, non protetto, ma esposto, visibile e attraversato ogni giorno da ragazzi, famiglie e passanti. È un segno che dialoga con la strada perché il “Don Bosco” di Napoli non vuole essere una cittadella chiusa, ma una casa aperta, una chiesa che incontra, un cortile che accoglie. È una dichiarazione pubblica di ciò che vuole essere come comunità educativa e pastorale, un segno consegnato alla città di Napoli per dire che Don Bosco è ancora qui, che crede ancora nei suoi ragazzi, e in chi ogni giorno si dedica a loro con passione.
Per vedere il video della realizzazione del murales clicca qui: https://fb.watch/EK3SjLLXWT/
Don Fabio Bellino
Direttore del Don Bosco Napoli