(ANS – Torino) – La devozione dell’intero popolo salesiano verso “la Madonna di Don Bosco” si è resa nuovamente manifesta nella Festa di Maria Ausiliatrice vissuta a Valdocco nella giornata di domenica 24 maggio 2026, Solennità di Pentecoste. Le Messe solenni, la chiesa sempre gremita, il via vai – composto e orante – dei pellegrini, gli stimoli delle ricche omelie, la tradizionale processionale e infine, novità di quest’anno, i fuochi d’artificio: tutto ha contribuito a rendere la giornata memorabile e degna dei più sentiti omaggi della Famiglia Salesiana a Maria, potente Aiuto dei Cristiani.
La festa, in verità, era iniziata già il giorno precedente, sabato 23, anche in questo caso con celebrazioni spirituali e gesti simbolici di grande impatto. Ad esempio, infatti, il Rosario e la Messa vespertina sono stati incorniciati da uno scenografico omaggio dei Vigili del Fuoco di Torino, che hanno portato delle corone di fiori sulle statue degli Arcangeli Michele e Gabriele e alla Madonna, posti sulle cupole della basilica; e con la Maratona notturna di preghiera allo Spirito Santo, sul tema “Perseveranti e Concordi nella preghiera, insieme ad alcune donne e Maria, la madre di Gesù” (At 1,14). La veglia, aperta dai Primi Vespri della Pentecoste, guidati dal Rettor Maggiore, Don Fabio Attard, è stata scandita da una liturgia penitenziale, un Rosario, una Messa notturna, canti e preghiere, momenti musicali accompagnati dall’arpa della Maestra Eleonora Savio, e ha previsto anche l’inaugurazione della nuova opportunità di visita virtuale alla Basilica.
Poi, l’intera giornata del 24 maggio è trascorsa in un clima di fermento evidente: gruppi di pellegrini, religiosi, devoti di ogni nazionalità, età, colore della pelle… hanno affollato la Basilica di Maria Ausiliatrice, così come i vari cortili e ambienti di Valdocco, per partecipare alle numerose celebrazioni ed attività programmate – con sette Eucaristie programmate lungo tutto l’arco della giornata.
Alla Messa centrale del mattino, quella delle ore 11 (UTC+2) – dopo quelle presiedute dai rappresentanti di istituti amici, quali il Cottolengo e il Seminario Maggiore di Torino, e quella del Superiore dei Salesiani di Piemonte e Valle d’Aosta, don Leonardo Mancini – il principale celebrante è stato il Cardinale Roberto Repole, Arcivescovo di Torino e Vescovo di Susa, che nella sua omelia, rifacendosi al Vangelo di Giovanni pronunciato in assemblea, ha osservato come la Pentecoste, l’effusione dello Spirito Santo, “non sia altro che lo sviluppo pieno, nel tempo della Chiesa, della Pasqua di Cristo”.
In tal senso, ha spiegato ancora, la ricezione dello Spirito Santo significa “essere innestati in Cristo Risorto” e quindi “prendere parte, già da adesso, alle energie della Risurrezione”; e la presenza di Gesù nel Cenacolo, che giunge tra i discepoli radunati a porte chiuse in preghiera con Maria, chiarisce che la potenza di Cristo ora non ha più limiti, né confini: “oramai non c’è più luogo, né situazione in cui Egli non sia presente”. Una condizione che diventa anche invio per i “gli uomini e le donne della Pentecoste, che hanno ricevuto il dono dello Spirito”: quella di portare avanti, senza riserve, la missione di Gesù, quella che Lui stesso ha ricevuto dal Padre.
La Pentecoste, ha concluso, significa perciò che in qualsiasi condizione e stato d’animo, i Cristiani sono “presenti a Cristo Risorto”, dunque, mai soli, e quindi non più vittime delle paure, ma incoraggiati ad accogliere il mandato divino a vivere “la sua missione”, non la propria.
Nel pomeriggio, dopo la benedizione dei ragazzi, l’adorazione e i Secondi Vespri e un’altra Messa, l’XI Successore di Don Bosco, Don Attard, ha presieduto la Messa specialmente dedicata ai giovani del Movimento Giovanile Salesiano (MGS).
Nell’omelia il Rettor Maggiore ha osservato la coincidenza tra la solennità di Pentecoste e la Festa di Maria Ausiliatrice, individuando in questa apparente “coincidenza”, una “una provocazione” che permette di leggere “con occhi nuovi”, il mistero della discesa dello Spirito Santo, ma anche il mistero di Maria.
Così, ha esortato i giovani a prendere esempio da Maria e a seguirla nel cammino della vita attraverso i tre verbi che hanno segnato la sua di vita: “affidarsi, abbandonarsi e lasciarsi guidare”.
Il primo movimento, quello dell’affidamento, non è “una resa passiva”: “Maria non smette di essere protagonista della propria storia”: al contrario, “la diventa pienamente proprio nel momento in cui lei sceglie di non tenerla più nel suo pugno”.
Così, anche l’abbandono, “non è passiva rassegnazione”, ma “risposta matura” di chi ha colto “che la vita più vera non si costruisce da soli, ma si riceve” e diventa spazio sacro “perché qualcosa di più grande entra nel mio cuore, nella mia propria esistenza”.
Infine, il lasciarsi guidare: osservando il cambiamento degli apostoli, chiusi nel Cenacolo “per paura”, che diventano proclamatori del Regno dopo la Pentecoste, Don Attard ha rimarcato come a mutare i loro cuori sia stato “il fuoco dello Spirito” – che “non è romanticismo spirituale, non è una crociera: è una croce”; eppure, “è la cosa più liberante che possa accadere”.
In conclusione, l’XI Successore di Don Bosco ha invitato i giovani: “Impariamo da Maria i tre movimenti essenziali della vita cristiana. Affidarsi con determinazione, abbandonarsi con saggezza e lasciarsi guidare con grande gioia. Perché la vita è un dono consegnato a noi da Dio e quando questo dono lo teniamo stretto come se fosse nostra proprietà, gli togliamo l’ossigeno, ma se lo affidiamo a Dio, come ha fatto Maria, la vediamo fiorire, esplodere”.
Dopo questa toccante riflessione, l’assemblea dei fedeli si è unita ai devoti raccolti nella piazza di Maria Ausiliatrice, antistante la basilica, e ai gruppi oratoriani e parrocchiani giunti da diverse realtà ecclesiali e salesiane di tutta la città e del Piemonte, e ha scortato in processione la statua di Maria Ausiliatrice, debitamente illuminata e adornata con fiori.
Il tradizionale corteo mariano si è poi concluso davanti alla chiesa, tra nuovi inni, canti e preghiere alla Madonna di Don Bosco, e con un suggestivo spettacolo di fuochi d’artificio che, come nota speciale di quest’anno, ha voluto rendere ancora più popolare e festosa questa celebrazione così cara a chiunque condivida lo spirito salesiano.
Parlando all’ANS, il Rettore della Basilica di Maria Ausiliatrice, don Michele Viviano, ha espresso profonda soddisfazione per l’esito dell’intera preparazione e per la straordinaria partecipazione dei fedeli. Dopo gli anni segnati dalle restrizioni della pandemia, ha sottolineato con gioia il clima sereno e coinvolgente che si è respirato in questi giorni.
“È stato molto toccante – ha affermato – vedere bambini, anziani, persone in carrozzina, una folla immensa camminare insieme nella processione per le vie attorno a Valdocco, onorando e pregando la nostra Madonna. Un’immagine concreta di Chiesa che cammina unita, nella fede semplice e profonda del popolo di Dio”.
Don Viviano ha inoltre ribadito come la Madre Ausiliatrice continui ad operare grazie e segni della sua presenza anche oggi, così come ai tempi di Don Bosco. I fedeli – ha osservato – sentono vere e attuali le parole del Santo dei giovani: “Abbiate fede in Maria Ausiliatrice e vedrete cosa sono i miracoli”. E anche quest’anno, a Valdocco, quella promessa è sembrata risuonare con forza nei cuori di tutti.
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