Italia – “Il Vangelo è festa”: la lectio divina sulle nozze di Cana alle GSFS2026
(ANS – Torino) – Dopo l’avvio già molto denso e ricco di stimoli della prima giornata, al mattino di venerdì 16 gennaio 2026, i partecipanti alle Giornate di Spiritualità della Famiglia Salesiana hanno ricevuto una nuova, vasta raccolta di suggestioni e spunti, attraverso la lectio divina guidata dal diacono torinese Paolo De Martino sul brano evangelico delle nozze di Cana (Gv 2,1-11) – brano che ha offerto il “la” alla Strenna di quest’anno.
Proposta come momento centrale di ascolto, preghiera e interiorizzazione della mattinata di venerdì, la meditazione, intitolata significativamente “Il Vangelo è festa”, ha offerto una rilettura profonda e spiritualmente densa di uno dei testi più noti del Vangelo di Giovanni, mettendone in luce la forza simbolica e la sua attualità per la vita cristiana e salesiana.
La scena evangelica – il primo dei segni miracolosi riportati da Giovanni – si apre su un contesto di gioia, di relazioni e di festa condivisa. Già per questo il relatore ha sottolineato come il Vangelo non prenda le distanze dalla vita concreta, ma entri pienamente nelle sue dinamiche umane, e non solo quelle più dure o dolorose: “Schiavi e lebbrosi gridavano la loro disperazione e Gesù comincia non dà loro ma da una festa di nozze. Deve esserci sotto qualcosa di molto importante: è il volto nuovo di Dio, un Dio che viene come festa”.
Se dunque la festa è il contesto, il protagonista è il vino, che viene a mancare: “Non è il pane che viene a mancare, non il necessario alla vita, ma il vino, che non è indispensabile, ma ‘un di più’ inutile, eccetto che alla festa o alla qualità della vita” ha osservato don De Martino. E ad accorgersene è Maria, che “a Cana è l’Ausiliatrice per eccellenza”. Lei, infatti, “partecipa alla festa, conversa, mangia, ride, gusta il vino, danza, ma insieme osserva ciò che accade attorno a sè”, con quell’attenzione che “è già una forma di preghiera”.
Il suo invito ai servi – “Qualsiasi cosa vi dica, fatela” – costituisce le prime e uniche parole pronunciate da Maria nel Vangelo di Giovanni, ed è stato presentato come sintesi dell’atteggiamento del credente capace di unire immediatamente il dire e il fare, di aprire spazi nuovi anche quando non si comprende fino in fondo ciò che sta accadendo.
Nel testo proposto alla meditazione è stato evidenziato anche come il segno compiuto da Gesù non sia un gesto spettacolare, ma un’azione silenziosa, quasi nascosta, che passa attraverso la collaborazione di altri. Le giare colmate d’acqua, il servizio dei servi, l’obbedienza semplice alla parola ricevuta diventano parte integrante del miracolo. In questo senso, è stato sottolineato che Gesù non crea il vino, ma prende l’acqua – “la cosa più semplice e banale che ci sia” perché la possa trasformare in qualcosa di prezioso e che dà gioia. Così Dio fa con tutte le esistenze umane: piccola o grande che sia, Dio la abita nella quotidianità, e, se riceve accoglienza, può trasformarla in qualcosa di bellissimo.
“Che bello sapere che Dio non cambia la nostra vita, ma la trasforma. È l’acqua ad essere trasformata in vino. Dio ha bisogno di qualcosa di già dato, di precedente per poter compiere la sua opera, per questo utilizzerà la mia umanità, per me immonda ma per lui preziosissima, tanto da essere oggetto di miracolo appunto” ha osservato verso la conclusione il diacono.
Per questo il relatore ha esortato con grande enfasi tutti i presenti: “Quando continuiamo a credere, ad appartenere alla Chiesa, alla Famiglia Salesiana, nonostante i suoi evidenti limiti, quando non molliamo nelle nostre tristi periferie e ci raduniamo per pregare, per parlare di Cristo, per annunciare la Parola, stiamo riempiendo le giare”.
E, nella prospettiva del nuovo anno appena aperto, ha augurato: “Come a Cana, così inizia questo anno della Famiglia Salesiana, con semplicità e stupore. Qualunque cosa accadrà, quest’anno è l’anno in cui vogliamo dare al Signore la nostra fedeltà imperfetta, la nostra vita pietrificata, per vederla trasformare nel vino nuovo del Regno”.
Con tanta ricchezza e profondità di input, la lectio divina ha aiutato i partecipanti a collegare il Vangelo alla vita concreta della Famiglia Salesiana, esortando ciascuno dei presenti – e delle migliaia di persone collegate tramite le dirette streaming – a essere segno di gioia credibile nel mondo di oggi.
Al termine di questa sessione, i partecipanti sono stati divisi in gruppi per lingua per continuare a riflettere su questi temi, aiutati anche da alcune domande proposte per la meditazione, e nel prosieguo della mattinata quanto condiviso nei gruppi è stato sintetizzato e concluso nella forma di una preghiera.
Ulteriori foto della giornata sono accessibili su ANSFlickr