Italia – Maria modello di sinodalità: la testimonianza di suor Yvonne Reungoat ai “Sabati mariani”
(ANS – Torino) – Maria come “modello di sinodalità” è stata al centro dell’ultimo appuntamento dei «Sabati sera al femminile», iniziativa che ha preparato alla festa di Maria Ausiliatrice e che quest’anno ha visto protagoniste tre donne consacrate con ruoli di grande rilievo nella Chiesa. Dopo suor Simona Brambilla, Prefetta del Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, e suor Raffaella Petrini, Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, sabato 16 maggio 2026, nella Basilica di Maria Ausiliatrice a Torino, ha offerto la sua testimonianza suor Yvonne Reungoat, FMA, già Madre Generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice (2008-2021) e membro del Dicastero per i Vescovi (2022-2026).
Forte della sua esperienza nei lavori del Sinodo dei Vescovi e nelle Assemblee del Cammino sinodale delle Chiese in Italia, suor Yvonne ha delineato i tratti mariani della sinodalità, a partire dall’ascolto. «Persone provenienti dai quattro angoli del pianeta – ha raccontato – con grandi differenze culturali ed esperienziali, sono state capaci di ascoltarsi senza pregiudizi». Un atteggiamento che richiama Maria nell’Annunciazione e alle nozze di Cana: un ascolto mite, silenzioso, fiducioso e compassionevole.
Dall’ascolto nasce il discernimento, secondo grande tratto mariano e sinodale. «La Chiesa in cammino è alla ricerca della volontà di Dio soprattutto nella condivisione», ha sottolineato. Come Maria che, dopo l’Annunciazione, si mette in viaggio verso Elisabetta, così la Chiesa è chiamata a muoversi verso l’altro. Il discernimento autentico, ha aggiunto, cresce nell’ascolto di tutte le voci, anche di quelle più distanti o scomode: «Più c’è differenza, più è ricco il discernimento». Fondamentali sono la fiducia reciproca e la consapevolezza che Dio si manifesta nelle relazioni.
Infine, Maria è modello di corresponsabilità. Alle nozze di Cana coinvolge i servi («Qualsiasi cosa vi dica, fatela»), così come Gesù coinvolge i discepoli nella distribuzione dei pani. «La Chiesa sinodale siamo noi», ha affermato suor Yvonne, ricordando che ogni battezzato è chiamato a offrire il proprio contributo.
La serata è stata anche occasione per conoscere più da vicino il servizio ecclesiale svolto da suor Yvonne, che ha espresso gratitudine per aver avuto «il mondo come casa» nei suoi anni di governo. Particolarmente incisiva è stata la sua lunga esperienza in Africa centrale, dove ha imparato la pazienza dell’ascolto e ha toccato con mano povertà profonde ma anche una straordinaria capacità di gioia e accoglienza. Una ricchezza umana e spirituale che, ha osservato, va custodita e valorizzata.
Infine, suor Yvonne ha indicato nella Famiglia Salesiana uno dei segni concreti di sinodalità vissuta: consacrate, consacrati e laici che camminano insieme nella missione. «La sinodalità è esigente e non produce risultati immediati – ha concluso – ma è la via tracciata dallo Spirito Santo. Con l’aiuto di Maria, dobbiamo percorrerla con fiducia e perseveranza».