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22 Febbraio 2026
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Italia – Messina, all’Istituto Teologico San Tommaso la presentazione dell’Esortazione Apostolica “Dilexi te” di Papa Leone XIV

(ANS - Messina) - Si è svolto il 19 febbraio, presso l’Istituto Teologico San Tommaso (ITST), un partecipato incontro di studio dedicato alla presentazione del primo documento di Papa Leone XIV, Dilexi te. L’evento è stato organizzato dall’ITST in collaborazione con l’Arcidiocesi di Messina, Lipari e Santa Lucia del Mela e con la Consulta Diocesana per la Vita Consacrata, registrando una…

(ANS – Messina) – Si è svolto il 19 febbraio, presso l’Istituto Teologico San Tommaso (ITST), un partecipato incontro di studio dedicato alla presentazione del primo documento di Papa Leone XIV, Dilexi te. L’evento è stato organizzato dall’ITST in collaborazione con l’Arcidiocesi di Messina, Lipari e Santa Lucia del Mela e con la Consulta Diocesana per la Vita Consacrata, registrando una significativa presenza di docenti, consacrati e studenti. A moderare i lavori è stata la prof.ssa Mariangela Galluccio, vice direttrice dell’Istituto Teologico San Tommaso. L’incontro si è aperto con il saluto di Sua Eccellenza Mons. Cesare Di Pietro, vescovo ausiliare di Messina, che ha evidenziato il valore ecclesiale del nuovo documento pontificio e l’importanza di momenti di riflessione condivisa. È seguito il saluto di Sr. Maria Tirreni AR, delegata episcopale per la Vita Consacrata a Messina, che ha richiamato l’attenzione sulla particolare rilevanza dell’Esortazione per il cammino delle comunità religiose.

Il primo intervento è stato affidato a don Giovanni Russo Sdb, professore ordinario di bioetica, direttore dell’Istituto Teologico San Tommaso e della Scuola Superiore di Specializzazione in Bioetica e Sessuologia, che ha approfondito il tema di fondo di Dilexi te nella sua prospettiva sociale ed etica. Don Russo ha sottolineato che questo primo documento di Leone XIV porta a compimento la Dilexit nos di Papa Francesco. L’intento dell’Esortazione — ha spiegato — è quello di approfondire l’amore e la predilezione di Cristo per i poveri, non solo per chi manca dei mezzi materiali di sostentamento, ma anche per i “piccoli” della società: per chi è più debole, per chi è emarginato socialmente e non ha strumenti per dare voce alla propria dignità, per quanti non hanno forza pubblica, per la povertà di chi non ha diritti, non ha spazio, non ha libertà.

Don Russo ha proseguito evidenziando che Cristo si è fatto povero e, proprio per questo, anche la Chiesa è chiamata a configurarsi agli ultimi: esiste dunque un vincolo inseparabile tra la fede cristiana e i poveri. Sullo sfondo di Dilexi te, ha ribadito, si delinea un vero e proprio modello di Chiesa e di evangelizzazione: in ogni tempo Dio evangelizza mediante la povertà di Cristo; sono i poveri che evangelizzano noi; con i poveri e per i poveri, perché essi consegnano alla Chiesa il Vangelo da condividere con il mondo. La logica di Dio — ha precisato — non è la povertà in se stessa, ma la logica della “spogliazione”, contrapposta alla logica del “dominio”. Per questo Papa Leone afferma che «per noi cristiani, la questione dei poveri riconduce all’essenziale della nostra fede» (Dilexi te, 110).

Successivamente la prof.ssa Rosa Grazia Romano, associata di Pedagogia generale e sociale presso l’Università degli Studi di Messina, ha sviluppato la relazione “Povertà e crisi dell’umano in Dilexi te”. La studiosa ha proposto una lettura della povertà non solo come questione economica, ma come chiave interpretativa della crisi antropologica del nostro tempo. In una società segnata dall’opulenza e dall’eccesso di possibilità — ha osservato — emergono nuove forme di povertà: non soltanto l’emarginazione sociale, ma soprattutto la perdita di senso, la fragilità delle relazioni e la difficoltà di accogliere il limite. A partire dall’Esortazione, Romano ha mostrato come la povertà interroghi i criteri con cui definiamo successo, felicità e identità, rivelandosi anche uno spazio educativo in cui riscoprire il valore del farsi dono e di relazioni autentiche.

A concludere è stato fra Antonio Catalfamo, ministro provinciale dei Frati Minori di Sicilia, con l’intervento “Per gli ultimi da ultimi: la cura come criterio di autenticità della vita religiosa alla luce della Dilexi te”. Il religioso ha richiamato la grande eredità metodologica lasciata da Papa Francesco — il primato della realtà concreta sull’idealismo — sottolineando come, nella quotidianità, sia possibile fare esperienza di Dio riconoscendolo nei poveri e nelle molteplici povertà dell’uomo. Credere questo, ha affermato, rende autentica la vita cristiana e fa sperimentare la bellezza dell’essere fratelli, tutti poveri amati da Cristo povero. Papa Leone, ha aggiunto, esorta a lasciarsi interpellare dal grido dei poveri non solo personalmente ma anche come società civile, politica, economica e religiosa, perché nella custodia della dignità del povero si custodisce anche la dignità di ciascuno.

L’incontro si è rivelato un significativo momento di approfondimento teologico e pastorale, offrendo piste di riflessione convergenti su un documento destinato a incidere nel cammino della Chiesa. La partecipazione attenta e il dialogo finale hanno confermato l’interesse vivo della comunità ecclesiale e accademica per i contenuti di Dilexi te e per le sue implicazioni nella vita della Chiesa e della società.

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