Italia – Rigenerare spazi, accendere vite: il nuovo volto del “Don Bosco” di Napoli
(ANS – Napoli) – Il 25 aprile resterà, per la casa del “Don Bosco” di Napoli, una data che sarà custodita con gratitudine e commozione. Non è stata semplicemente un’inaugurazione, ma un’esperienza di comunità viva, un intreccio di storie, volti e speranze che hanno trovato spazio – è proprio il caso di dirlo – dentro ambienti rinnovati, ma soprattutto dentro cuori rinnovati.
Fin dal primo momento, ciò che ha colpito è stata la partecipazione: quella “istituzionale”, con la presenza di don Juan Carlos Pérez Godoy, Consigliere per la Regione Mediterranea, e di don Gianpaolo Roma, Ispettore salesiano dell’Italia Meridionale, insieme a tanti confratelli provenienti dal Sud Italia e dai territori missionari nei Balcani. Accanto a loro, c’era qualcosa di ancora più prezioso: il popolo del Don Bosco.
C’erano i ragazzi di oggi, con la loro energia contagiosa. C’erano gli educatori, che ogni giorno seminano con pazienza. Ma, soprattutto, c’erano tanti “volti di ieri”: uomini e donne che qui sono cresciuti, che hanno abitato questi cortili anni fa, e che sono tornati per rivedere, per riconoscersi, per dire: “questa è casa mia”. Questo ritorno è stato forse uno dei segni più belli della giornata: quando un luogo educativo riesce a rimanere nel cuore, significa che ha lasciato un’impronta vera.
In questa giornata sono stati vissuti gli “itinerari di rigenerazione” in quattro luoghi rinnovati: dei percorsi che non sono stati solo una visita guidata. Attraversare la cappella, soffermarsi davanti ai murales, entrare nella cucina didattica o nel centro di formazione, vivere l’oratorio… tutto questo è diventato racconto. Non solo di lavori conclusi, ma di vite che continuano a trasformarsi. Ogni spazio parlava di futuro, ma anche di radici profonde.
Poi il cortile si è fatto teatro e sogno. “Un sogno nel cortile” è stato infatti lo spettacolo messo in scena dai ragazzi del Don Bosco, insieme al musical realizzato dai giovani di Cisternino. I ragazzi hanno raccontato, con la loro creatività, che qui non si costruiscono solo ambienti, ma possibilità. E quando i giovani salgono sul palco, in realtà stanno già salendo nella vita.
Al termine dello spettacolo si è svolto il simbolico taglio del nastro, affidato congiuntamente a un rappresentante della direzione dei lavori, a un salesiano, a un educatore e a un giovane dell’oratorio. Non un atto formale, ma un segno condiviso: insieme, si è voluto dire che questa casa non appartiene a uno solo, ma è frutto di una corresponsabilità quotidiana. È così che il carisma salesiano continua a vivere: nella comunione.
“La celebrazione eucaristica ha poi raccolto tutto in un’unica offerta – ha affermato don Fabio Bellino, Direttore del Don Bosco Napoli – Abbiamo affidato questi spazi, ma soprattutto le persone che li abiteranno. Perché, in fondo, ciò che rende un luogo ancora più bello, è quanto riesce a generare vita, relazioni, speranza”.
“Ripensando a quella mattina – ha proseguito don Bellino – porto nel cuore un’immagine: il cortile pieno, le risate, gli abbracci tra chi non si vedeva da anni, gli occhi dei ragazzi rivolti al futuro. In quel momento ho avuto la certezza che non stavamo inaugurando semplicemente dei luoghi rinnovati, ma una nuova stagione.
Il Don Bosco continua. E continuerà finché ci saranno giovani da accogliere, sogni da custodire e una comunità capace di camminare insieme”.
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