(ANS – Bamako) – Il Mali sta attraversando una nuova escalation di violenza e insicurezza che ha nuovamente colpito la vita quotidiana della popolazione, soprattutto nella Capitale, Bamako. In questo contesto, i salesiani rimangono al fianco delle comunità per sostenere l’educazione, la formazione professionale e la speranza di migliaia di giovani. Dalle loro presenze a Bamako, Sikasso e Touba, i missionari continuano a offrire opportunità laddove la violenza, la povertà e l’incertezza minacciano il futuro e la pace.
L’incertezza e la violenza tornano a segnare l’attualità del Mali dopo una nuova offensiva delle forze ribelli che ha colpito punti strategici del Paese e ha messo nuovamente in luce la fragilità del Paese e di una crisi che si trascina da anni. L’insicurezza, i blocchi stradali, la pressione sulla capitale e la paura della popolazione incidono sulla vita quotidiana e aggravano le difficoltà di migliaia di famiglie. In tutto il Paese, la violenza e l’instabilità hanno provocato la chiusura di migliaia di scuole e hanno lasciato centinaia di migliaia di bambini e bambine senza accesso all’educazione.
“Oggi si respira una certa normalità nelle attività quotidiane anche se ci sono ancora strade bloccate a protezione degli edifici pubblici” ha testimoniato, martedì 5 maggio 2026, Genel Joseph, cooperante di MISIONES SALESIANAS, la Procura Missionaria salesiana di Madrid in Mali. “Qui a Bamako – prosegue – c’è stato l’attacco, ma non si registra alcuna occupazione del territorio né delle località”. La sua testimonianza aiuta a inquadrare la realtà sul campo: preoccupazione, ma anche continuità della vita quotidiana.
In questo contesto, i salesiani in Mali continuano ad accompagnare la popolazione e il lavoro educativo prosegue nelle loro tre case: a Bamako, Sikasso e Touba. “La nostra presenza si concentra in particolare sui bambini, le bambine, gli adolescenti e i giovani più vulnerabili, convinti che l’educazione e la formazione professionale siano una risposta concreta alla violenza, alla povertà e alla mancanza di opportunità», spiegano i Figli di Don Bosco attivi nel Paese.
Educazione per costruire una cultura di pace
A Touba, i salesiani hanno promosso per anni corsi di alfabetizzazione, laboratori di formazione tecnica, un centro sportivo, una scuola secondaria e un convitto per studenti provenienti da villaggi rurali lontani. La Scuola Secondaria San Giovanni Bosco accoglie più di 400 giovani provenienti da 17 villaggi, molti dei quali in situazione di emarginazione sociale. “Prima molti studenti dovevano percorrere lunghe distanze per continuare la loro educazione. Il centro ha dato la possibilità a molti giovani di continuare a studiare e di avere un luogo sicuro dove imparare e crescere”, spiegano i salesiani.
A Sikasso il centro dedicato a Maria Ausiliatrice, avviato ben 45 anni fa, nel 1981, è un’oasi educativa che offre alla gioventù locale una scuola professionale, l’oratorio–centro giovanile salesiano e una casa di accoglienza per i giovani.
A Bamako, infine, il Centro di Formazione Professionale “Père Michel”, dà l’opportunità di studiare ad oltre 650 giovani, e fa parte del progetto finanziato dall’Agenzia Spagnola per la Cooperazione allo Sviluppo (AECID) per contribuire all’inserimento socio-lavorativo dei giovani maliani attraverso una formazione professionale di qualità, con un approccio che mira ad appianare le disparità di genere e a favorire la costruzione della pace e l’accesso al lavoro.
Il Mali sta vivendo una situazione complessa, ma i salesiani non se ne vanno. Rimangono al fianco delle comunità, sostengono scuole e laboratori, accompagnano le famiglie e offrono cose che in tempi di incertezza risultano indispensabili: speranza, educazione e opportunità per costruire la pace.
Fonte: Misiones Salesianas



