Portogallo – “La vostra è un’Ispettoria accogliente, dove mi sono sentito a casa”: intervista al Consigliere Generale per la Regione Mediterranea, don Juan Carlos Pérez Godoy
(ANS – Lisbona) – Si è recentemente conclusa la Visita Straordinaria di don Juan Carlos Pérez Godoy, Consigliere Generale per la Regione Mediterranea, all’Ispettoria salesiana “Sant’Antonio” del Portogallo (POR). Al termine di questi mesi intensi, durante i quali è stato possibile constatare l’eccellenza delle scuole salesiane, la creatività di iniziative come la Festa della Santità Giovanile e la forte corresponsabilità dei laici, il Consigliere Generale ha rilasciato una lunga intervista, che vuole essere soprattutto un messaggio di speranza per salesiani, educatori e giovani.
Cos’è una Visita Straordinaria? Chi la conduce?
Una Visita Straordinaria è un momento importante per tutte le Ispettorie salesiane. È una visita che le nostre Costituzioni richiedono al Rettor Maggiore di compiere ogni sei anni in tutte le Ispettorie della Congregazione. Lo stesso articolo stabilisce che questa può essere svolta da un visitatore, un delegato, poiché è impossibile per il Rettor Maggiore effettuare tutte le Visite Straordinarie.
Qual è l’importanza delle Visite Straordinarie? Cosa rappresentano per l’Ispettoria che le riceve?
Permettono una comprensione più approfondita della realtà di ogni Ispettoria, di ogni casa e dei religiosi, da parte del Rettor Maggiore e del Consiglio Generale. Pertanto, dopo ogni Visita, viene preparata una relazione che viene presentata al Consiglio Generale e al Rettor Maggiore. Dopo aver esaminato questa relazione, il Rettor Maggiore scrive una lettera al rispettivo Ispettore.
Quali sono state le principali motivazioni di questa Visita all’Ispettoria portoghese?
È principalmente la necessità di stabilire relazioni molto strette tra ciascuna Ispettoria e il Rettor Maggiore, affinché egli possa incoraggiarle e guidarle.
Come vede la realtà attuale dell’Ispettoria portoghese?
È una realtà bella, coerente, con una grande vitalità salesiana. Quando si arriva alle Case – 10 in tutto, compresa quella di Capo Verde – si respira un’atmosfera tipicamente salesiana, fatta di vicinanza ai giovani e spirito di famiglia.
Quali aspetti della missione salesiana in Portogallo toccano più profondamente?
Ho molto apprezzato la Festa della Santità Giovanile, la prima di questo tipo che incontro in un’Ispettoria. È stato significativo vedere come i giovani hanno celebrato questa realtà! Mi ha toccato poi la serenità della vita nelle comunità. Posso dire che la vostra è un’Ispettoria accogliente, dove mi sono sentito a casa.
Come valuta il ruolo della presenza salesiana nel contesto educativo portoghese?
Questa è un’Ispettoria fortemente caratterizzata dal suo sistema scolastico, molto ben gestito e con una forte identità salesiana. Le scuole salesiane in Portogallo raggiungono un livello di eccellenza, non solo per i risultati educativi, ma anche perché rappresentano uno spazio propizio per realizzare la missione salesiana: educare ed evangelizzare. Se c’è uno spazio in cui il binomio evangelizzare-educare, educare-evangelizzare, può essere realizzato più pienamente, è proprio la scuola. Ed è per questo che apprezzo così tanto tutte le attività che questa Ispettoria ha concepito attorno all’ambiente scolastico.
Quali sono, a suo parere, le maggiori sfide che la Congregazione Salesiana affronta oggi a livello globale?
Direi che la prima sfida per la Congregazione è raggiungere i giovani. In un mondo caratterizzato da una grande diversità culturale, etnica, religiosa e socioculturale tra i giovani, raggiungerli tutti rimane una grande sfida. D’altra parte, raggiungere i giovani più poveri attraverso l’educazione è anch’essa una grande sfida, sia negli oratori, nelle parrocchie o nelle opere sociali.
La cura dei più poveri e degli esclusi è una priorità nel carisma salesiano. Quali sono oggi le nuove forme di povertà che sfidano la Congregazione?
Oggi esistono molte forme di povertà tra i giovani. Penso che dire “giovani”, oggi, guardando al mondo globale, significhi spesso dire “povertà”. È vero che abbiamo molti giovani nelle società assistenziali, ma la Congregazione si trova a livello globale in luoghi poveri dove altri non arrivano. Ed è lì che ci troviamo.
Si parla molto del calo delle vocazioni in Europa. Come sta cercando di rispondere la Congregazione a questa sfida?
La Congregazione si impegna ad aiutare ogni salesiano a essere un buon salesiano, a vivere la vocazione con gioia e felicità, perché solo così possiamo “contagiare” la nostra realtà e chi ci circonda. La questione delle vocazioni è complessa, dipende da diversi fattori. Non abbiamo, ad esempio, abbastanza giovani e il tasso di natalità è sempre più basso. Ma quando guardo la nostra realtà, non sono uno di quelli che demonizza continuamente la nostra cultura. Abbiamo tante cose belle, ma comunque devo riconoscere che la nostra cultura non è una cultura vocazionale.
Quale ruolo svolgono i laici nella missione salesiana oggi?
È un ruolo molto importante. È vero che dobbiamo continuare a fare passi avanti, ma la Congregazione, da quando ha affrontato questo tema – nel 1996, durante il 24° Capitolo Generale – non ha mai smesso di insistere su questa realtà. La sfida ora è anche quella di accompagnare tutti questi laici, non solo perché condividano un lavoro, ma soprattutto perché condividano lo spirito di Don Bosco e la missione salesiana.
Nell’anno che segna il 150° anniversario della Prima Spedizione Missionaria, quali orizzonti missionari si aprono oggi per i Salesiani?
La Congregazione non abbandona l’orizzonte missionario! Abbiamo appena fondato una missione in Grecia, aspettiamo di entrare in Algeria e abbiamo molti fronti missionari. In questa Ispettoria, ad esempio, molti giovani di Capo Verde aspettano che Don Bosco dia loro una risposta.
La Congregazione ha iniziato una nuova fase con l’elezione del nuovo Rettor Maggiore. Quali caratteristiche evidenzia nella sua personalità e nella sua leadership?
Sicuramente l’attenzione per l’individuo, per le vite di ciascuno. Poi la sua costante disponibilità e la sua grande capacità intellettuale. Ha una predisposizione per le lingue, il che gli consente di entrare in contatto con le persone. Ha ovviamente un immenso amore per Don Bosco e insiste con forza sul fatto che dobbiamo conoscerlo.
In quali aspetti la Congregazione può osservare continuità e in quali aspetti può osservare novità?
Quando arriva un nuovo Rettor Maggiore, egli è il Successore di Don Bosco, quindi è Don Bosco stesso a garantire la continuità. Le Linee Programmatiche, però, introducono chiaramente elementi di novità, basti pensare che siamo chiamati a riflettere su temi quali l’Intelligenza Artificiale. Se, in conclusione, la prima e la seconda linea sono in continuità con il precedente Capitolo Generale, le ultime due rappresentano una novità.
Al termine di questa Visita Straordinaria, quale messaggio vorresti lasciare ai giovani, ai Salesiani e alla Famiglia Salesiana in Portogallo?
Per me, questo è il messaggio: “Il Signore è con noi, il Signore ci accompagna, il Signore non ci abbandona. L’unica cosa che dobbiamo fare è aprire i nostri cuori a Lui”. È quindi un messaggio di speranza! Sì, è vero, abbiamo delle difficoltà, ma possiamo costruire un futuro di speranza, soprattutto per i giovani, che non sono solo semplici destinatari, ma sono affidati a noi dal Signore, per un cammino da percorrere insieme.
Nella lunga intervista, don Godoy prosegue raccontando anche il suo cammino vocazionale iniziato a 10 anni con l’incontro dei Salesiani a Utrera. Durante un ritiro spirituale, una frase decisiva (“dal tuo sì o dal tuo no dipende la felicità di molti”) lo porta a scegliere la vita salesiana, con il sostegno dei genitori. Entra giovanissimo nella Congregazione, studia, insegna e svolge diversi incarichi di responsabilità nella Pastorale Giovanile e nel governo delle Ispettorie salesiane in Spagna. Diventa Superiore prima a Siviglia e poi a Madrid, partecipando ai Capitoli Generali, nei quali viene eletto – e poi confermato – come Consigliere Regionale per la Regione Mediterranea.
Il testo completo, in lingua portoghese, è disponibile qui, sul sito dei Salesiani del Portogallo.