L’8 dicembre 1841, nella gelida sacrestia della chiesa di San Francesco d’Assisi a Torino, avvenne un incontro apparentemente marginale che avrebbe segnato per sempre la storia della pedagogia sociale. Giovanni Bosco, giovane sacerdote, incrocia lo sguardo di Bartolomeo Garelli, un orfano sedicenne analfabeta e spaventato. Da quel breve dialogo, nato dalla difesa del ragazzo contro i maltrattamenti del sacrestano, scaturisce un metodo educativo rivoluzionario fondato sull’accoglienza incondizionata e sulla valorizzazione della persona.
Antonio Boccia, Coordinatore Mondiale dell’Associazione dei Salesiani Cooperatori, ripercorre quell’episodio fondamentale analizzandone ogni sfumatura per estrarne principi educativi universali e di straordinaria attualità. Attraverso una narrazione che fonde l’analisi storica con decenni di esperienza vissuta in prima persona negli oratori, il testo esplora le dinamiche del Sistema Preventivo salesiano.
Le pagine offrono una guida concreta su come trasformare la “vergogna” di un giovane in desiderio di apprendere, su come esercitare un’amorevolezza esigente, ma accogliente e su come accompagnare le nuove generazioni alla scoperta della propria vocazione. Questa lettura si rivolge a genitori, insegnanti, educatori e animatori che cercano strumenti autentici per camminare a fianco dei ragazzi, offrendo loro fiducia, competenza e una speranza concreta per il futuro.
Il libro è parte di un duo pensato complessivamente come un’opera unica.
Lo spiega lo stesso autore. “Bartolomeo rappresenta l’azione, il correre nei cortili, l’educare facendo. ‘Quando Don Bosco incontrò Bartolomeo’ racconta l’inizio: come nasce il carisma, come Don Bosco accoglie il primo ragazzo, come da un incontro nasce una famiglia. Il secondo volume, ‘Due Lampade Accese. Alessandrina da Costa e Vera Grita, mistiche salesiane cooperatrici’ ne è la naturale prosecuzione”.
“Questi libri sono nati principalmente per me – prosegue Boccia –. In tutti questi anni ho maturato esperienze profonde, sia come educatore che come Cooperatore, e sentivo il bisogno di dare forma a ciò che avevo vissuto e compreso. Scrivere è stato un modo per rileggere il mio cammino e, allo stesso tempo, per offrire ad altri ciò che ho ricevuto. Non sono partito con l’idea di scrivere due libri, ma man mano che procedevo ho capito che c’erano due facce dello stesso carisma da raccontare”.
Il Coordinatore Mondiale dei Salesiani Cooperatori, infine, conclude: “Tutto è iniziato lì, l’8 dicembre 1841, in quella sacrestia fredda. Bartolomeo Garelli era un ragazzo spaventato, analfabeta, solo. Don Bosco lo difende dal sacrestano e gli dice semplicemente: ‘Vieni, ti insegnerò a leggere e a pregare’. Da quell’incontro nasce l’Oratorio, nasce il Sistema Preventivo, nasce la Famiglia Salesiana. Ho voluto raccontare quell’episodio perché contiene tutto: l’accoglienza incondizionata, la valorizzazione della persona, la fiducia che trasforma. È un metodo educativo rivoluzionario che resta attualissimo per chi lavora con i giovani oggi”.
Nei prossimi giorni ANS renderà conto anche del secondo volume: “Due Lampade Accese. Alessandrina da Costa e Vera Grita, mistiche Salesiane Cooperatrici”.
Editore Youcanprint, 192 pagine



