RMG – Dall’Oratorio al mondo: il cammino di pace di Don Bosco
(ANS – Roma) – Nella festa di San Giovanni Bosco, la Fondazione DON BOSCO NEL MONDO ha celebrato il fondatore salesiano presso la Sede Centale Salesiana con un incontro di riflessione incentrato sul tema “Dall’Oratorio al mondo: la pace di Don Bosco”. Benefattori, ambasciatori, salesiani e amici si sono riuniti per una mattinata di riflessione, dialogo e musica, animata da Le Voci del Sacro Cuore, riaffermando l’impegno salesiano per la pace attraverso l’educazione.
Aprendo il programma, don Jerry Matsoumbou, Direttore del programma, ha sottolineato il messaggio centrale della celebrazione: la pace è possibile quando nasce dall’esperienza vissuta e viene condivisa dalle comunità locali di tutto il mondo.
Da parte sua, dando il benvenuto ai partecipanti, Sig. Alberto Rodríguez Marmòl, Presidente della Fondazione, ha dato il tono a una celebrazione radicata nella gratitudine e nella responsabilità condivisa.
Nel suo discorso, don Silvio Roggia, Consigliere Generale per la Formazione, ha ricordato che per Don Bosco la pace non è mai stata un’idea astratta o un progetto politico, ma una pratica quotidiana vissuta attraverso la pedagogia della presenza. Riferendosi alle quattro guerre che hanno segnato la vita di Don Bosco a Torino, ha sottolineato che il Santo non è fuggito dal conflitto, ma ha risposto con l’educazione, la perseveranza e l’accompagnamento fedele dei giovani. “Don Bosco ci ha lasciato una parola rivoluzionaria: rimanete – rimanete con i giovani – per il lungo cammino, fino all’ultimo respiro”, ha detto.
Sottolineando l’impegno concreto della Fondazione, Marcella Orsini, Responsabile dei Progetti della Fondazione, ha spiegato la visione della pace positiva come equità, giustizia e pari accesso alle opportunità. Ha presentato il concorso “Sognati da Grande”, che invita gli studenti a riflettere sulla pace sostenendo un progetto salesiano di protezione dell’infanzia a Niamey, in Niger, collegando la riflessione alla solidarietà nella vita reale.
Da una prospettiva missionaria e pastorale, Mons. Rosario Vella, Vescovo in Madagascar, ha sottolineato che l’approccio salesiano attribuisce maggiore importanza al come si fanno le cose piuttosto che al cosa si fa. “Noi educhiamo senza proselitismo; i giovani vengono da noi liberamente, perché la pace si costruisce attraverso la cultura”, ha affermato.
Testimonianze personali hanno arricchito la serata, tra cui quella di Elena Bascucci, benefattrice che ha espresso il suo profondo senso di appartenenza alla famiglia salesiana, e Filippo Coin, studente che ha condiviso la sua visione creativa per il concorso intitolato “Sognati da Grande”.
Nelle sue osservazioni conclusive, Mariangela Gargano, Coordinatrice Generale della Fondazione, ha ringraziato i benefattori e i collaboratori, affermando che la costruzione della pace è una missione condivisa. “Insieme a voi, possiamo davvero diventare costruttori di pace”, ha detto.
La celebrazione è stata una testimonianza vivente che il sogno di Don Bosco continua ancora oggi, dove l’educazione, la presenza e la responsabilità condivisa rimangono potenti percorsi verso la pace per i giovani e per il mondo.