RMG – “Io sono la vite, voi i tralci”: tra condizione giovanile e ambienti educativi fecondi, proseguono i lavori della Scuola dei Delegati di Pastorale Giovanile
(ANS – Roma) – Dopo la giornata inaugurale dedicata all’accoglienza e ai saluti, nelle giornate di martedì 26 e mercoledì 27 maggio 2026 i partecipanti alla Scuola dei Delegati Ispettoriali di Pastorale Giovanile (PG) hanno iniziato il loro percorso di approfondimento e formazione.
La mattina di martedì 26 maggio è stata dedicata all’incontro con la Parola di Dio attraverso la Lectio Divina, animata da don Jerry Matsoumbou, membro del Settore per la PG. Il momento si è ispirato al Vangelo di Giovanni (15, 1-16), in cui Gesù si presenta come la vite e i discepoli come i tralci, chiamati a portare frutto. La meditazione ha aiutato i partecipanti a cogliere come “nella vita del pastore, la fecondità apostolica sia frutto della centralità di Cristo”.
A seguire, i delegati hanno celebrato l’Eucaristia, presieduta da don Oscar Lozano, Coordinatore dell’Ufficio Educazione nel Settore PG.
Nel pomeriggio, don Lozano ha guidato una riflessione sulla necessità di curare l’ambiente educativo nelle opere salesiane. Il suo intervento ha messo in luce l’importanza della pedagogia dell’ambiente secondo lo stile di Don Bosco, sottolineando l’urgenza di promuovere una pastorale organica e sistemica capace di generare ambienti educativi fecondi. In questa prospettiva, il Delegato di Pastorale Giovanile è chiamato a riferirsi al modello del Sistema Preventivo, articolato nei quattro ambienti fondamentali – casa, scuola, cortile e parrocchia – che insieme costituiscono un unico ecosistema educativo.
Assumere seriamente questa prospettiva significa essere coerenti con il criterio oratoriano indicato dalle Costituzioni Salesiane, e ulteriormente sviluppato nel Quadro di Riferimento della Pastorale Giovanile per i diversi ambienti.
La seconda parte del pomeriggio è stata dedicata al tema della cura della salute mentale. Le dott.sse Monica Ronchi e Antonella Sinagoga, insieme a don Carlos Mendez, tutti membri del Settore per la PG, hanno sviluppato il tema evidenziando l’importanza della cura personale del Delegato. È stato sottolineato come le molte responsabilità e l’impatto della cultura digitale possano incidere sulla qualità della vita, rendendo necessario promuovere stili di vita più equilibrati e salutari. Il momento è stato arricchito da alcune dinamiche di gruppo che hanno favorito la consapevolezza personale e si è concluso con suggerimenti concreti per il benessere individuale.
La giornata di mercoledì 27 maggio si è invece concentrata su alcuni elementi della Teologia Pastorale e della condizione giovanile, guidata da don Gustavo Cavagnari, teologo e docente dell’Università Pontificia Salesiana (UPS).
Don Cavagnari ha avviato la sua riflessione richiamando l’esperienza del Sinodo dei Giovani, che ha offerto una lettura approfondita della realtà giovanile contemporanea grazie al contributo di giovani ed esperti provenienti da tutto il mondo. Da questo percorso sono emerse alcune sfide rilevanti per la Chiesa e per la missione salesiana:
– la dimensione del corpo, dell’affettività e della sessualità;
– il rapporto con la verità, segnato dalla cultura della post‑verità;
– l’impatto della cultura digitale, oltre i semplici strumenti tecnologici;
– la crisi di fiducia nelle istituzioni e la ricerca di nuove forme di partecipazione;
– la difficoltà nel prendere decisioni di fronte alla molteplicità delle possibilità;
– il ritorno della dimensione del sacro nel contesto post-secolare.
Nel pomeriggio, don Cavagnari ha guidato un momento di riflessione personale e successivamente di condivisione in gruppo, con l’obiettivo di individuare come queste sfide si manifestino nelle diverse Ispettorie e nelle Regioni salesiane.
Questa riflessione teologica aiuta i partecipanti a comprendere e approfondire il primo capitolo del Quadro di Riferimento della Pastorale Giovanile Salesiana, autentico strumento che configura il modello della Pastorale Giovanile Salesiana.
La giornata si è conclusa con la celebrazione dell’Eucaristia nella Basilica, presieduta dallo stesso don Cavagnari.
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