RMG – Ponti di speranza: un viaggio intercontinentale di fede e resilienza
(ANS – Roma) – Lo scorso 6 febbraio, il Movimento Giovanile Salesiano (MGS) di Europa e Medio Oriente si è riunito per un importante incontro online dal titolo: “Ponti di speranza”. L’evento ha fatto da “santuario” digitale, mettendo in contatto giovani provenienti dall’Europa e dal Medio Oriente per condividere testimonianze di fede, la realtà di vivere in un periodo di crisi e l’impatto trasformativo dell’accompagnamento salesiano.
L’incontro è stato promosso da suor Runita Borja, Consigliera per la Pastorale Giovanile dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, che ha chiesto allo Small Team del MGS Europa di creare questo spazio di dialogo. La sua ispirazione è venuta direttamente dalla visita di Papa Leone XIV in Turchia e Libano nel mese di dicembre, dove è rimasta colpita dal coraggio e dalla gioia dei giovani nonostante le loro difficoltà. Zaur, membro dello Small Team che ha moderato l’evento, ha espresso profonda gratitudine a suor Runita per aver piantato questo seme.
Un importante punto di ispirazione per tutti gli oratori è stato proprio il messaggio che il Santo Padre ha rilasciato durante la sua visita. I partecipanti hanno ricordato la sua suggestiva immagine dei giovani come “giovani cedri del Libano”, ricordando loro che, sebbene le loro radici siano piantate in un terreno segnato dalle cicatrici, i loro rami sono destinati a raggiungere il cielo.
Il messaggio di Papa Leone XIV ha sfidato i giovani a essere una “resistenza attiva, non attraverso la violenza, ma attraverso un amore che guarisce”. Per molti, come Tatiana che lavora con i bambini rifugiati all’oratorio, la visita è stata un momento di guarigione che ha fatto sì che non si sentissero dimenticati dal mondo.
Il dialogo ha affrontato anche le difficili realtà operative che devono affrontare le missioni salesiane. Don Joe Attila e Noura, una delle rappresentanti dei giovani del Medio Oriente, hanno descritto in dettaglio l’immensa pressione che grava sui centri educativi, come la Scuola Tecnica “Don Bosco”, che fatica a fornire borse di studio a causa della crisi finanziaria del Libano. I Salesiani assistono attualmente centinaia di bambini rifugiati iracheni e siriani, offrendo loro istruzione e sostegno psico-sociale anche quando il rilascio di certificati formali è limitato da ostacoli politici.
L’incontro “Ponti di Speranza” ha ricordato che la solidarietà è uno scambio reciproco di ricchezza spirituale. Mentre i giovani europei possono affrontare sfide diverse, come i problemi di salute mentale, i giovani libanesi hanno suggerito un rimedio semplice: rallentare e scegliere di connettersi.
Come ha sottolineato don Rafael Bejarano, Consigliere Generale per la Pastorale Giovanile, nel suo videomessaggio: “Il Movimento Giovanile Salesiano è sinonimo di fraternità e solidarietà… abbiamo sempre l’opportunità di offrire agli altri giovani questa bellissima opportunità di avere un mondo migliore per tutti”.
Questo evento ha dimostrato che, sia nelle strade di Beirut, sia nelle città europee, lo spirito salesiano rimane un «lievito di pace», che trasforma la realtà attraverso la presenza, la preghiera e la speranza persistente.
Alba Díaz, Small Team