RMG – Ricordando un Campione della Terra: Papa Francesco

(ANS – Roma) – Papa Francesco ha concluso il suo soggiorno “terreno” il 21 aprile 2025, alla vigilia della Giornata Mondiale della Terra. È importante ricordare che il 22 aprile 2020 – 50° anniversario della Giornata della Terra – Papa Francesco dedicò la sua udienza generale settimanale a parlare dell’importanza di prendersi cura della Terra. A partire da questi due peculiari ricorrenze, don Joshtrom Isaac Kureethadam, SDB, già Coordinatore del Settore per l’Ecologia e il Creato nel Dicastero Vaticano per la Promozione dello Sviluppo Umano Integrale, riflette sull’impatto di Papa Francesco a livello globale.

“Oggi celebriamo la 50ª Giornata Mondiale della Terra – manifestò in quella circostanza Papa Francesco –. È un’opportunità per rinnovare il nostro impegno ad amare la nostra casa comune e prenderci cura di essa e dei membri più deboli della nostra famiglia”.

“Abbiamo mancato nel custodire la terra, nostra casa-giardino, e nel custodire i nostri fratelli – continuò Papa Francesco –. Abbiamo peccato contro la terra, contro il nostro prossimo e, in definitiva, contro il Creatore, il Padre buono che provvede a ciascuno e vuole che viviamo insieme in comunione e prosperità”.

“Nel celebrare oggi la Giornata Mondiale della Terra – concluse Papa Francesco – siamo chiamati a ritrovare il senso del sacro rispetto per la terra, perché essa non è soltanto casa nostra, ma anche casa di Dio. Da ciò scaturisce in noi la consapevolezza di stare su una terra sacra! (…) È bene convergere insieme da ogni condizione sociale e dare vita anche a un movimento popolare “dal basso”. La stessa Giornata Mondiale della Terra, che celebriamo oggi, è nata proprio così. Ciascuno di noi può dare il proprio piccolo contributo”.

Un momento di svolta

Una delle più grandi benedizioni della mia vita è stata l’opportunità di ricoprire il ruolo di coordinatore del settore ’Ecologia e Creato’ presso il Dicastero Vaticano per la Promozione dello Sviluppo Umano Integrale, subito dopo la pubblicazione nel 2015 della storica lettera enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco’ sulla cura della nostra Casa Comune.

In quegli anni ho avuto modo di conoscere Papa Francesco un po’ più da vicino.

Credo che l’eredità più significativa di Papa Francesco sia l’invito costante, rivolto nella Laudato Si’ a tutti coloro che hanno buona volontà, a prendersi cura della Terra. Appena due settimane dopo la sua pubblicazione, Dale Jamieson della New York State University lo descrisse come “il testo sull’ambiente più importante del ventunesimo secolo”.

Dopo la morte di Papa Francesco, un editoriale su Nature ha reso omaggio alla sua straordinaria leadership nel definire la protezione della nostra Casa Comune “come un imperativo morale” e ha lodato la Laudato Si’ come “una dichiarazione tempestiva di un leader importante”.

Una rinnovata speranza

Durante i circa dodici anni del suo pontificato, Papa Francesco ha continuato a sfidarci “per ascoltare tanto il grido della terra quanto il grido dei poveri” (Laudato Si’, n° 49). Tuttavia, le grida della Terra e dei poveri non fanno altro che diventare più forti e dolorose. Come ha riconosciuto lo stesso Papa Francesco nell’esortazione apostolica Laudate Deum (LD, n° 2) del 2023: “Con il passare del tempo, mi rendo conto che non reagiamo abbastanza, poiché il mondo che ci accoglie si sta sgretolando e forse si sta avvicinando a un punto di rottura”.

Noi esseri umani siamo arrivati molto tardi nella fase evolutiva. Per metterci in prospettiva, gli esseri umani moderni non sono esistiti per il 99,99% dei quasi 4,5 miliardi di anni di storia geologica della Terra. Tuttavia, il futuro della splendida epoca di prosperità umana, in cui sono nate fedi e religioni, sono stati costruiti e crollati imperi e civiltà, sono state create arti e scienze e sono state plasmate culture e lingue, sarà determinato dalle nostre scelte nei prossimi decenni.

Abbiamo un’enorme responsabilità sulle nostre spalle. Per citare ancora una volta una frase spesso ripetuta da Papa Francesco: “Abbiamo ricevuto un giardino dal Creatore, non possiamo lasciare un deserto ai nostri figli!”

Che la Giornata Mondiale della Terra 2026 e il ricordo della scomparsa di Papa Francesco, appena celebrati, ci riempia di rinnovata ispirazione e speranza, e facciamo nostra la preghiera del Pontefice argentino: “Che la nostra generazione sia nota per aver ridato vita al mondo; per aver adempiuto alla nostra comune responsabilità di prenderci cura della nostra Casa Comune; per aver portato guarigione nelle nostre vite, affinché possiamo proteggere il mondo e non depredarlo”.

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