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15 Giugno 2026
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Spagna – Il musical “Gesù, il compagno perfetto”

(ANS – Villamuriel) – Nei centri giovanili salesiani è normale realizzare un musical ogni anno scolastico, pur con tutto lo sforzo che comporta. Ma partecipare a un musical insieme ad altri 60 centri educativi, più di 4.000 ragazzi e ragazze, 600 professori di religione e coordinatori di Pastorale delle diocesi di Palencia, Valladolid, Zamora e León, è un’altra cosa. Nelle…

(ANS – Villamuriel) – Nei centri giovanili salesiani è normale realizzare un musical ogni anno scolastico, pur con tutto lo sforzo che comporta. Ma partecipare a un musical insieme ad altri 60 centri educativi, più di 4.000 ragazzi e ragazze, 600 professori di religione e coordinatori di Pastorale delle diocesi di Palencia, Valladolid, Zamora e León, è un’altra cosa.

Nelle lezioni di religione di tutto l’anno scolastico 2025-26 i minori del primo anno della scuola secondaria di primo grado (ESO) del centro salesiano di Villamuriel hanno lavorato sodo per conoscere le canzoni del musical “Jesús, el compañero perfecto” (Gesù, il compagno perfetto), quindi per impararle e poi per apprendere le coreografie. “È il secondo anno che partecipiamo e sicuramente non l’ultimo”, hanno affermato i responsabili della scuola salesiana.

Idee e spunti dello spettacolo

Siamo nel 2050. Eva, interpretata da Amanda García – madre e insegnante, in quest’ordine, nella vita reale – riceve un robot umanoide incarnato da Laureano Ramírez – attore e cantante, con una vasta esperienza nel teatro musicale. Entrambi formano un dinamico duo sulla scena della Sala Sinfonica del Centro Culturale “Miguel Delibes”.

Emmanuel, il robot umanoide, ha risposte a tutto? Con precisione algoritmica e rapidità offre a Eva soluzioni che potrebbero essere prese da qualsiasi assistente di Intelligenza Artificiale (IA) – come quelle che usa sui suoi computer, tablet e telefoni cellulari il numeroso pubblico che riempie l’auditorium.

Ma Eva sente che ha bisogno di qualcosa di più, qualcosa che sfugge alla comprensione di un robot. Poi entra in scena un inginocchiatoio. L’illuminazione proietta una croce. E il suono di un organo trasporta il pubblico all’interno di una chiesa in cui la protagonista si apre per parlare con Dio, dopo del tempo lontano da lui, e condividere una crisi di fede in cui chiunque può sentirsi identificato: l’incomprensione e il sentimento di solitudine che genera la morte di una persona cara.

“Alleluia!” canta allora il grande coro formato da più di centinaia di scolari diretto da don Goyo Casado, sacerdote dell’Arcidiocesi di Valladolid, per ricordare anche ad Eva che Gesù “sarà sempre un amico fedele” e la Chiesa, una “casa”.

Un coro di 4.000 studenti

Questo grande coro – formato dagli allievi che si sono esibiti nelle otto rappresentazioni messe in scena a Valladolid e formato da allievi provenienti da diversi centri educativi, sia della città, sia delle province vicine e della vicina diocesi di Palencia – è il grande protagonista dello show e ha permesso a circa 4.000 allievi, nelle diverse messe in scena, di entrare da protagonisti nel centro culturale “Miguel Delibes” di Valladolid e di sentirsi artisti per un giorno, mentre accompagnavano uno spettacolo dotato di un messaggio che fa riflettere.

Un musical che con la messa in scena raggiunge l’apice di un lavoro che inizia a scuola, dal mese di settembre, con studenti e professori che lavorano le unità didattiche con i contenuti della materia di religione, mentre provano anche le canzoni e coreografie proprie dello spettacolo.

Imparare cantando

Cantamor, la casa di produzione che ha allestito lo spettacolo, formata da don Goyo Casado e Sergio Merino, laico impegnato – e, sul palco, chitarrista di una band formata da altri tre musicisti – ha così emozionato ancora una volta Valladolid, con una rappresentazione che rivendica la fede e l’anima in tempi di intelligenza artificiale.

È una proposta che evangelizza e al tempo stesso insegna, cantando e avvicinando gli allievi a una visione umanistica e cattolica di una questione d’attualità che non è loro estranea, come l’uso adeguato di queste nuove tecnologie. E tutto questo, al ritmo di pop, rock, blues e, persino, rumba.

Mons. Luis Javier Argüello García, Arcivescovo di Valladolid, prima che iniziasse la seconda delle rappresentazioni dello spettacolo, lo scorso 1° giugno, ha affermato: “Sicuramente sarà tra le prime iniziative che stanno mettendo in pratica ciò che Leone XIV ci chiede nella sua enciclica”.

Mons. Argüello si riferiva direttamente a Magnifica Humanitas, il testo pubblicato di recente dal Santo Padre nel quale Leone XIV afferma: “Nel tempo dell’intelligenza artificiale, in cui la dignità umana rischia di essere oscurata da nuove forme di disumanizzazione, abbiamo il dovere urgente di restare profondamente umani, custodendo con amore quella magnifica umanità che ci è stata donata e mostrata nella sua pienezza in Cristo, e che nessuna macchina potrà mai sostituire nel suo splendore” (MH, 15).

Un’affermazione molto in sintonia con questo musical, in cui l’educazione – alla quale, nella stessa enciclica, Leone XIV attribuisce “un’importanza decisiva” per l’era digitale – e la musica, sono messe al servizio del bene comune.

Con “Jesús, el compañero perfecto” si è andato dunque consolidandosi il progetto che Cantamor ha avviato lo scorso anno con un altro musical, “Si Jesús Hubiera tenido Instagram” (Se Gesù avesse avuto Instagram); un progetto che avrà ulteriore sviluppo l’anno prossimo, con una nuova proposta per il quale sono già aperte le iscrizioni: il musical “El viaje de tu vida” (Il viaggio della tua vita).

Fonte: Salesianos.info

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