Vaticano – Un anno senza Papa Francesco: un ricordo che resta vivo e si fa eredità

(ANS – Città del Vaticano) – Anche a un anno di distanza dalla nascita al Cielo di Papa Francesco, tutta la Chiesa sente ancora vicina la sua presenza e ricorda con gratitudine il suo pontificato. Il suo impegno totale a trasmettere il volto della Misericordia di Dio e la sua voce forte per una Chiesa al servizio degli ultimi restano ancora oggi segni indelebili del suo magistero, oltre che dei tratti impressi alla Chiesa che ne hanno segnato e ne segneranno la sua missione ancora per gli anni a venire.

Il ricordo di alcuni suoi più stretti collaboratori

“Il Pontefice argentino amava ripetere che non è importante occupare spazi ma avviare processi. Penso che di processi ne abbia avviati parecchi” ha commentato a motivo dell’anniversario il Card. Baldo Reina, Vicario Generale per la diocesi di Roma, ossia “il numero due” del Papa per la sua diocesi. Per il porporato, il funerale di Bergoglio – coinciso con il Giubileo dei Ragazzi e degli Adolescenti – ha offerto una chiave di lettura del suo pontificato: “Una primavera, un tempo di semina coraggiosa per raccogliere i frutti di un rinnovamento atteso”.

Al centro del magistero di Francesco, ha rilevato il cardinale, il testo della Evangelii gaudium: “Rimarrà il faro di tutto il suo pontificato”. Francesco “ha inteso rimettere il Vangelo al centro della vita della Chiesa”, affrontando le sfide dei giovani, della famiglia e del Creato, con uno stile caratterizzato dall’ascolto e dall’”uscita”: “Non poteva giocare in difesa arroccandosi dietro posizioni di forza, ritenute da molti distanti”.

In tal senso, il card. Reina ricorda che anche Leone XIV, nell’ultimo Concistoro, “ha chiesto ai cardinali di continuare a riflettere sull’Evangelii gaudium”. E ha concluso: “La primavera avviata da Francesco fa sentire il suo profumo”.

Tra i prelati più vicini a Papa Francesco c’è stato anche il Cardinale Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna, e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, che nella prefazione ad un libro in uscita in questi giorni sui messaggi di Papa Francesco alla Chiesa italiana (Con volto di mamma. Discorsi e interventi alla Chiesa italiana – LEV), ricorda:Papa Francesco ci ha chiesto, con insistenza, di non fermarci. ‘Ecco, dunque, la prima consegna: continuate a camminare. Si deve fare’ (Discorso, 25 maggio 2023). È una conversione concreta: continuare a camminare ‘lasciandovi guidare dallo Spirito’, non dalle abitudini; non dalle strutture che rassicurano; non dal formalismo che irrigidisce”.

E ancora, più avanti: “C’è una parola che attraversa tutto: misericordia. Non come sentimento vago, ma come criterio di verità. La misericordia non cancella la giustizia: la rende umana. Non rende ciechi: rende capaci di vedere. È la misericordia che impedisce di trasformare la fede in ideologia”.

La Messa commemorativa a Santa Marta

È stato l’arcivescovo Luigi Travaglino, nunzio apostolico emerito nel Principato di Monaco, a presiedere, nelle prime ore del mattino dell’anniversario, la Messa a Casa Santa Marta, il luogo in cui il Santo Padre argentino usualmente viveva e celebrava quotidianamente l’Eucaristia.

Nell’omelia della Messa di suffragio, preparata dal Cardinale Angelo Acerbi, prelato emerito del Sovrano Militare Ordine di Malta, il porporato ha ricordato la figura del Pontefice: “Sono sicuro che Papa Francesco si era affezionato a questa casa e noi lo siamo a Lui. Tale rimane lo spirito della nostra preghiera di suffragio in questo primo anno della Sua dipartita. Lo sentiamo ancora vicino a noi”.

“Voglio solo ricordare il coraggio apostolico col quale ha affrontato gli anni del suo Pontificato anche quando, nonostante le sue limitazioni fisiche, ha voluto compiere la sua missione apostolica fino agli estremi confini della terra” ha sottolineato ancora il Cardinale Acerbi nell’omelia.

Le celebrazioni in ricordo del 266º Pontefice della Chiesa Cattolica 

In occasione del primo anniversario della morte del Pontefice argentino vengono celebrati un Rosario e una Messa nella Basilica di Santa Maria Maggiore, luogo tanto amato da Papa Bergoglio – che vi sostava in preghiera prima e dopo di ogni viaggio apostolico – e che oggi accoglie le sue spoglie.

L’omaggio inizierà alle 17:00 (UTC+2) nella Cappella Paolina con la preghiera del Rosario. Successivamente verrà svelata sul lato destro della Cappella una lapide commemorativa dello speciale legame tra Papa Francesco e l’icona della Salus Populi Romani. Sulla lapide figura una scritta in latino, realizzata in bronzo e composta da 160 caratteri di due diverse dimensioni, che recita: “Francesco Sommo Pontefice che sostò 126 volte in devota preghiera ai piedi della Salus Populi Romani per sua volontà riposa in questa Basilica Papale. 21 aprile 2026, Primo anniversario della morte”.

Dopo il Rosario, alle ore 18:00, verrà celebrata la Messa, durante la quale sarà letto il messaggio di Papa Leone XIV, impegnato nel viaggio apostolico in Africa. La celebrazione sarà trasmessa sul maxischermo presente sul fronte della Basilica, in Piazza di Santa Maria Maggiore, e in streaming su Vatican News, collegandosi a questo link.

Il documentario “Todos, todos, todos”

Sempre in occasione dell’anniversario i media vaticani hanno pubblicato un documentario di 26 minuti, intitolato “Todos, Todos, Todos”, titolo tratto da una delle sue affermazioni più significative, pronunciata alla Giornata Mondiale della Gioventù di Lisbona 2023 e volta a manifestare l’apertura della Chiesa verso tutti,

L’audiovisivo, sottotitolato in italiano, inglese, spagnolo, francese e arabo, attraverso immagini d’archivio e sequenze simboliche racconta il pontificato del Papa della misericordia e delle periferie, nelle sue espressioni e nei suoi gesti più emblematici. 

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