Venezuela – La speranza prende forma tra le macerie
(ANS – Caracas) – I giovani del Movimento Giovanile Salesiano (MGS) e i Salesiani portano conforto alle vittime del terremoto a La Guaira.
Il Venezuela torna a far notizia a livello internazionale. Se all’inizio dell’anno l’attenzione mondiale era concentrata sugli avvenimenti politici che hanno caratterizzato l’attualità del Paese, oggi gli occhi del mondo sono nuovamente rivolti al Venezuela a causa di una tragedia di origine naturale. Una serie di forti scosse sismiche, di magnitudo 7,2 e 7,5, ha provocato danni devastanti nella zona centro-settentrionale e nella capitale del Paese.
Tra le regioni più colpite figura lo stato di La Guaira, situato a circa 20 chilometri da Caracas, dove si sono registrate alcune delle conseguenze più gravi del disastro. Secondo i dati ufficiali pubblicati dal Ministero del Potere Popolare per la Comunicazione, il numero delle vittime ammonta a 1.943 persone, mentre i feriti superano i 10.500. Inoltre, si contano oltre 22.000 persone direttamente colpite e centinaia di edifici distrutti o gravemente danneggiati.
Una vasta rete di solidarietà
In questa difficile situazione, i Salesiani e i giovani del MGS hanno dato vita a un’ampia rete di solidarietà, sostenuta dal contributo delle comunità educative e delle opere salesiane presenti in tutto il Paese.
Il 1° luglio sono iniziate le giornate di assistenza rivolte alle persone che si trovano nelle zone più colpite dalla tragedia. L’invio dei volontari è iniziato con un momento significativo di adorazione eucaristica celebrato nella Casa Ispettoriale. Lì, giovani e Salesiani si sono riuniti per pregare per le vittime decedute, per i feriti e per tutte le famiglie che hanno visto la propria vita stravolta a causa del terremoto.
L’incontro spirituale è stato anche un momento di preparazione interiore per coloro che si apprestavano a prestare servizio in mezzo al dolore di tante persone. Al termine dell’adorazione, don Jorge Elías Ghazal, Ispettore dei Salesiani del Venezuela, ha rivolto ai presenti un messaggio di incoraggiamento e speranza.
L’occasione per infondere speranza
Riflettendo sull’esperienza della sofferenza e della fede, l’Ispettore ha ricordato che esistono eventi che superano la comprensione umana: “Ci sono cose alle quali non saremo in grado di dare una risposta. Qui vediamo semplicemente la croce”.
Tuttavia, ha invitato i giovani a non lasciarsi paralizzare dal dolore, ma a scoprire, nel mezzo della prova, i segni della presenza di Dio e l’opportunità di costruire la speranza: “In mezzo a tutto questo, guardiamo al futuro con speranza. Perché, come voi stessi avete detto qui in questa celebrazione, da tutto questo nascerà qualcosa di buono. E io ho la convinzione che sarà così. Dalla croce, Dio ci ha donato la vita. È stata una sofferenza intensa, ma poi ci ha donato la vita della Risurrezione. Dio vuole dirci qualcosa in questo momento”.
Don Ghazal ha sottolineato anche la straordinaria solidarietà che è emersa in tutto il Venezuela durante questi giorni di emergenza. Numerose iniziative civiche, ecclesiali e istituzionali sono state avviate per assistere le persone colpite. “Ci sono cose molto positive. Guardate quanta solidarietà”.
Rivolgendosi in particolare ai giovani volontari, l’Ispettore li ha incoraggiati a vivere questa esperienza come un autentico incontro con Dio in mezzo alla sofferenza umana: “Sentite, vi do un consiglio, cari giovani: vivete questo momento come un’esperienza di Dio in mezzo al dolore. Lui è al nostro fianco, anche se a volte Dio tace”.
Ricordando l’episodio evangelico di Gesù che placa la tempesta, ha aggiunto: “Così Lui è con noi. Dio è con noi nel mezzo di questa prova così difficile”.
Infine, ha indicato la fonte della forza necessaria per affrontare una missione così impegnativa: “Lui è la fonte della vita, della pace e della serenità. Mi sembra una cosa meravigliosa. Ecco la fonte. È Dio che vi darà la forza di vivere questa esperienza”.
La speranza rimane viva quando si trasforma in servizio
Concluso questo momento di preghiera, i giovani si sono distribuiti per smistare, organizzare e preparare i beni giunti in donazione da diverse scuole e opere salesiane del Paese. Successivamente, organizzati in gruppi, sono partiti verso vari punti di assistenza portando cibo caldo, medicinali, acqua potabile e beni di prima necessità alle persone rimaste completamente prive di risorse.
Come ha sottolineato lo stesso Ispettore, questa risposta costituisce un vero segno di solidarietà condivisa: in primo luogo, la generosa mobilitazione di migliaia di venezuelani che hanno deciso di aiutare i propri compatrioti; e, in secondo luogo, il sostegno proveniente da diversi organismi e manifestazioni di solidarietà internazionale.
In questo modo, l’impegno dei giovani del Movimento Giovanile Salesiano e dei Salesiani del Venezuela diventa una nuova espressione concreta del carisma di Don Bosco, che spinge a essere presenti là dove i giovani e i più vulnerabili hanno bisogno di compagnia, conforto e speranza.
Tra le macerie, il dolore e l’incertezza, questi giovani continuano a offrire una testimonianza semplice ma profonda: la speranza rimane viva quando si trasforma in servizio. E, sostenuti dalla fede, vanno avanti con la certezza che Dio cammina con il suo popolo anche nei momenti più bui.
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