Italia – 150 anni di presenza salesiana: conferita la cittadinanza onoraria a don Fabio Attard, consegnate le chiavi della città

(ANS – Vallecrosia) – Nel pomeriggio di sabato 7 marzo 2026, nell’ambito delle celebrazioni per i 150 anni di presenza salesiana nella città, il Comune di Vallecrosia ha conferito la cittadinanza onoraria a Don Fabio Attard, Rettor Maggiore della Congregazione Salesiana e XI Successore di Don Bosco, consegnandogli anche le chiavi della città, nel corso di un consiglio comunale solenne svoltosi nella chiesa di Maria Ausiliatrice. La cerimonia, inizialmente prevista nel cortile dell’oratorio Don Bosco, è stata trasferita in chiesa a causa del forte vento, su concessione del Vescovo della diocesi di Ventimiglia-Sanremo, Mons. Antonio Suetta.

 L’accoglienza della città

Don Fabio Attard è stato accolto dalla Banda Musicale di Borghetto San Nicolò – Città di Bordighera APS, dagli sbandieranti e musici di Ventimiglia insieme al gruppo della Spes, dall’Amministrazione comunale, da autorità civili, militari e religiose, dagli Ex Allievi Don Bosco, dal Cnos-Fap e da numerose associazioni del territorio, tra cui Alpini, Protezione Civile, Croce Azzurra Misericordia, Croce Rossa, Croce Verde Intemelia, Polizia Locale, Le Cinque Torri, Marinai e Ordine dei Templari. In corteo, partiti dall’oratorio, i partecipanti hanno raggiunto la chiesa dove si è svolta la seduta solenne del consiglio comunale.

Il sindaco: “Un gesto di memoria, riconoscenza e impegno”

Ad aprire la cerimonia è stato il sindaco Fabio Perri: “Con questo consiglio comunale solenne l’Amministrazione comunale e l’intera comunità di Vallecrosia desiderano compiere un gesto dal valore simbolico e profondo”.

Il primo cittadino ha sottolineato come, nel celebrare i 150 anni dalla venuta di Don Bosco a Vallecrosia, la città riconosca il segno duraturo lasciato dal suo carisma educativo e umano. “Con questo atto intendiamo esprimere non soltanto stima e riconoscenza verso la sua persona e la sua missione, ma anche riaffermare il forte legame che unisce la nostra comunità ai valori educativi, spirituali e sociali che Don Bosco ha donato al mondo”.

La consegna delle chiavi, ha spiegato, rappresenta “il segno più alto dell’accoglienza e dell’appartenenza”, un gesto di fiducia con cui la città apre simbolicamente “le proprie porte e il proprio cuore”. Richiamando una celebre frase del fondatore dei Salesiani – “Non basta amare i giovani, bisogna che i giovani si accorgano di essere amati” – il sindaco ha definito l’atto “non soltanto simbolico ma un impegno concreto verso il futuro dei giovani”. La pratica è stata votata all’unanimità dal consiglio comunale.

L’opposizione: “L’oratorio è casa”

A nome del gruppo consiliare “Cittadini in Comune”, il consigliere regionale e comunale Armando Biasi ha espresso emozione e gratitudine: “Quando entriamo dalle porte dell’oratorio siamo a casa. La città di Vallecrosia in questi 150 anni ha trovato la sua casa”.

Ha evidenziato tre parole emerse dagli interventi del Rettor Maggiore: “speranza, ascolto e comunità”, definendo giusto il riconoscimento attribuito all’XI successore di Don Bosco.

Don Attard: “Mi date la chiave, ma da 150 anni ci avete dato il cuore”

Visibilmente commosso, don Fabio Attard ha accolto il riconoscimento con parole di gratitudine: “Mentre ascoltavo le vostre parole il mio sguardo era diretto al nostro padre e maestro, Don Bosco”. Ha ringraziato le autorità e la cittadinanza, ribadendo che “i giovani sono il motivo del nostro essere” e lasciando tre consegne ideali: gratitudine, determinazione e cammino insieme.

“Ogni presenza è un riflesso dell’identità della congregazione e della famiglia salesiana: bisogna continuare a essere servi dei giovani”. E ancora: “Abbiamo un solo obiettivo: educare i giovani. Abbiamo bisogno di tutti, al di là delle alleanze politiche, dell’identità religiosa o etnica”.

Accettando la cittadinanza a nome della Famiglia Salesiana, ha concluso con parole che hanno suscitato un lungo applauso: “Voi mi date la chiave, ma da 150 anni voi ci avete dato il cuore. Guardiamo avanti con speranza e ottimismo”.

Le istituzioni: un riconoscimento condiviso

Numerosi gli interventi istituzionali. Il presidente della Provincia di Imperia, Claudio Scajola, ha ricordato la vocazione di terra di confine del territorio e il ruolo educativo dei Salesiani nella crescita delle nuove generazioni.

L’assessore regionale Marco Scajola, presente con diversi consiglieri regionali, ha sottolineato l’importanza del lavoro svolto dal Cnos nell’inclusione e nell’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro: “Intercettate quei giovani che altrimenti rischiamo di perdere”.

Il senatore Gianni Berrino ha evidenziato il valore dell’umiltà come cifra educativa, mentre il viceprefetto Anna De Paola ha ringraziato don Attard per gli insegnamenti rivolti ai giovani e agli adulti durante le giornate di visita.

La voce della Chiesa salesiana e della diocesi

Il parroco don Simone Indiati ha messo in luce il clima di volontariato e servizio che ha accompagnato le celebrazioni: “Ho visto tanto affetto in questa cittadina per Don Bosco”.

L’ispettore salesiano don Roberto Colameo ha ribadito l’importanza della corresponsabilità tra salesiani e laici: “Noi salesiani senza i giovani e senza i laici siamo il nulla”.

Il vescovo Mons. Antonio Suetta ha definito i 150 anni “uno scrigno di doni incalcolabili”, ricordando che Don Bosco giunse a Vallecrosia “all’insegna della più pura gratuità”, stile che continua ancora oggi.

Una festa che continua

Al termine della cerimonia, la città ha proseguito i festeggiamenti con giochi, spettacoli e momenti di intrattenimento, suggellando i tre giorni di celebrazioni che hanno unito memoria, riconoscenza e impegno verso le nuove generazioni. Con il conferimento della cittadinanza onoraria a don Fabio Attard e la consegna delle chiavi della città, Vallecrosia ha riaffermato pubblicamente il legame profondo con l’eredità educativa di Don Bosco, che da 150 anni continua a plasmare il volto della comunità.

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