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19 Aprile 2026
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Italia – “Accompanying when Trauma Hits”: un gruppo internazionale al servizio dei contesti più fragili

(ANS – Roma) – Dal 7 al 22 aprile 2026, l’Università Pontificia Salesiana (UPS) ospita a Roma la seconda edizione del percorso formativo “Accompanying when Trauma Hits” (Accompagnare quando si verifica un trauma), promosso dall’ateneo salesiano in collaborazione con la Fondazione DON BOSCO NEL MONDO e il Don Bosco Network. L’appuntamento riunisce partecipanti provenienti da diversi Paesi e impegnati in…

(ANS – Roma) – Dal 7 al 22 aprile 2026, l’Università Pontificia Salesiana (UPS) ospita a Roma la seconda edizione del percorso formativo “Accompanying when Trauma Hits” (Accompagnare quando si verifica un trauma), promosso dall’ateneo salesiano in collaborazione con la Fondazione DON BOSCO NEL MONDO e il Don Bosco Network. L’appuntamento riunisce partecipanti provenienti da diversi Paesi e impegnati in contesti di particolare complessità e fragilità.

I 25 partecipanti provengono prevalentemente da Paesi dell’Africa, del Medio Oriente e di alcune aree dell’Asia, spesso segnati da conflitti armati, instabilità politica o forti vulnerabilità sociali. Tra i Paesi rappresentati si trovano, ad esempio, realtà come Sudan del Sud, Nigeria, Siria, Libano, Tanzania, Zambia, Ucraina e altre regioni dove l’esperienza del trauma non è teorica, ma quotidiana.

Il gruppo è composto in larga parte da educatori già inseriti in ruoli di responsabilità: vi sono direttori di opere educative, coordinatori di programmi giovanili, formatori di insegnanti, responsabili pastorali e operatori impegnati nel campo del sostegno psicosociale. Alcuni sono religiosi salesiani o membri della Famiglia Salesiana, altri laici fortemente coinvolti nelle loro comunità.

Un tratto comune emerge con chiarezza: molti partecipanti operano direttamente a contatto con giovani segnati da esperienze di guerra, migrazione forzata, perdita o violenza. Questo rende il percorso formativo profondamente concreto: ogni contenuto è immediatamente confrontato con la realtà vissuta.

Allo stesso tempo, si percepisce nel gruppo una vocazione alla moltiplicazione. I partecipanti non sono chiamati solo a ricevere strumenti, ma a diventare a loro volta formatori nei propri contesti. In diversi casi, essi già accompagnano équipe educative, animatori, catechisti o insegnanti, e vedono in questo percorso un’opportunità per rafforzare e strutturare meglio il loro servizio.

Colpisce anche la ricchezza interculturale del gruppo: lingue, storie e sensibilità diverse si incontrano in un clima di ascolto reciproco. In questo senso, la formazione diventa essa stessa esperienza di comunione, dove ciascuno non è solo portatore di bisogno, ma anche di risorse e di speranza per gli altri.

In filigrana, si intravede una realtà molto cara alla tradizione salesiana e alla visione ecclesiale contemporanea: una Chiesa che cresce attraverso relazioni, scambio e corresponsabilità. Questi partecipanti, provenienti da contesti spesso feriti, diventano così segno concreto di una umanità che, pur segnata dal trauma, continua a cercare e a costruire vie di vita nuova.

Fonte: Unisal

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