Italia – “Educare in equilibrio: il coraggio dell’acrobata tra fragilità e relazione”

(ANS – Frascati) Nel teatro dell’Istituto Salesiano “Villa Sora”, le luci si abbassano lentamente mentre le famiglie prendono posto e prende la parola Diana Alessandrini, giornalista di “RadioRai” per l’ultimo incontro della “Scuola Genitori”: un appuntamento che vuole offrire al territorio dei Castelli Romani un servizio formativo per genitori nell’ambito dell’educazione, uno spazio di condivisione dove le domande educative trovano voce e dove le risposte nascono dal confronto con specialisti delle dinamiche adolescenziali.

L’incontro, trasmesso anche in diretta streaming su YouTube, si apre con un tono diretto, quasi confidenziale. Stefano Rossi invita i presenti a guardare con realismo alla complessità del ruolo genitoriale: “Educare non significa controllare, ma accompagnare”. Una frase che attraversa tutta la serata come un filo rosso. Non c’è retorica, ma esperienza concreta: quella di famiglie che ogni giorno si confrontano con figli immersi in un mondo veloce, incerto, spesso disorientante.

Nel corso dell’intervento emerge con forza il tema dell’equilibrio. Il genitore, spiega il relatore, è chiamato a essere “come un equilibrista”, capace di tenere insieme regole e ascolto, autorevolezza e comprensione. “Se perdiamo la relazione, perdiamo tutto”. Non è un monito astratto, ma una constatazione maturata sul campo. Il rischio, sottolinea, è quello di sostituirsi ai figli oppure, al contrario, di lasciarli soli davanti alle difficoltà. Due estremi che generano fragilità.

I relatori: tra competenza e impegno educativo

A guidare l’incontro sono due voci autorevoli: Stefano Rossi e Diana Alessandrini. Stefano Rossi, psicopedagogista e tra i principali esperti di educazione emotiva, è noto per il suo lavoro con scuole e famiglie su tutto il territorio nazionale, promuove un approccio educativo centrato sull’empatia e sulla relazione. Diana Alessandrini è giornalista e conduttrice della trasmissione radiofonica “Formato Famiglia”, spazio dedicato ai temi dell’educazione, della genitorialità e della vita quotidiana. Il suo contributo unisce competenza giornalistica e sensibilità narrativa, offrendo uno sguardo attento e concreto sulle dinamiche familiari contemporanee.

La loro presenza non è solo accademica, ma profondamente esperienziale: entrambi portano sul palco storie, casi reali e riflessioni maturate nel contatto diretto con famiglie e ragazzi.

La sfida educativa oggi

Nel racconto della serata prende forma un quadro lucido della condizione giovanile contemporanea: fragilità emotive, esposizione digitale, difficoltà relazionali. Temi che la Scuola Genitori affronta da anni con continuità, proponendo strumenti concreti e occasioni di confronto.

Non a caso l’iniziativa nasce proprio con questo obiettivo: sostenere gli adulti nel loro compito educativo e creare una rete tra famiglie, scuola e comunità. Un servizio aperto a tutti, non solo ai genitori degli studenti, ma a chiunque senta la responsabilità dell’educazione.

Durante l’incontro, l’autore insiste sull’importanza dell’educazione emotiva: “I figli hanno bisogno di adulti che sappiano ascoltare”. Dal pubblico una domanda: “Cosa possiamo fare per i nostri figli?” A volte è sufficiente prendersi del tempo per sedersi accanto a questi ragazzi, risponde Stefano Rossi che con parole semplici, chiama in causa una competenza tutt’altro che scontata. Educare alle emozioni significa, infatti, aiutare i ragazzi a riconoscere ciò che provano, a dare un nome al disagio, a trasformarlo in crescita.

Un servizio per il territorio

Da diversi anni, la Scuola Genitori rappresenta un presidio educativo stabile per il territorio. Non un evento isolato, ma un percorso che si rinnova ogni anno, affrontando temi diversi: dalle relazioni familiari ai comportamenti a rischio, fino alle sfide del digitale. Il valore di questa iniziativa sta proprio nella sua dimensione comunitaria. Non si tratta solo di “imparare” qualcosa, ma di costruire un’alleanza educativa. In un tempo in cui spesso le famiglie si sentono sole, Villa Sora offre uno spazio di condivisione, dove l’esperienza individuale diventa patrimonio comune.

Un racconto che continua

La serata si chiude senza una vera conclusione, ma con una consapevolezza più chiara: educare è un cammino, non una formula. “Non esistono genitori perfetti, ma genitori che scelgono di mettersi in gioco”. Applausi, qualche sorriso e molte riflessioni che restano sospese. Fuori dal teatro, le luci di Frascati accompagnano il ritorno a casa. Ma qualcosa, in chi ha partecipato, continua a lavorare. Perché educare, in fondo, è proprio questo: restare in equilibrio mentre tutto cambia, senza smettere di tenere per mano il futuro.

Laura Ferrante

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