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01 Aprile 2026
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Italia – Memoria in onore di Mamma Margherita nel 238° della sua nascita

(ANS – Capriglio) – Mercoledì 1° aprile, alle ore 21.00, nell’ambito delle celebrazioni indette per i 170 anni dalla morte di Mamma Margherita, presso la Parrocchia di San Martino in Capriglio è stata celebrata l’Eucaristia in memoria della nascita della Venerabile, avvenuta il 1° aprile 1788. La Santa Messa è stata presieduta dal Direttore-Rettore dell’Opera Salesiana di Colle Don Bosco,…

(ANS – Capriglio) – Mercoledì 1° aprile, alle ore 21.00, nell’ambito delle celebrazioni indette per i 170 anni dalla morte di Mamma Margherita, presso la Parrocchia di San Martino in Capriglio è stata celebrata l’Eucaristia in memoria della nascita della Venerabile, avvenuta il 1° aprile 1788.

La Santa Messa è stata presieduta dal Direttore-Rettore dell’Opera Salesiana di Colle Don Bosco, don José Miguel Nuñez, SDB. Con lui hanno concelebrato il Vicario, don Enrico Lupano SDB, il confratello don Andrea Lovisone, SDB, il Vicario diocesano dell’Unità Pastorale Mamma Margherita (composta dalle comunità parrocchiali di Capriglio, Montafia, Viale e Cortazzone) don Emanuele Baviera. Ha animato il coro Mamma Margherita di Capriglio.

Nell’omelia don José Miguel, citando le memorie di Don Francesia, ha ricordato come:

«…la cucina di Mamma Margherita si trasformava, nell’autunno piovoso e nel lungo inverno, in uno spazio famigliare, in un rifugio caldo, per tutti i ragazzi che si avvicinavano al fuoco, cercando un po’ di calore e anche sicuramente un po’ di affetto. Siamo nei primi passi della vita di Valdocco: nella casa e nella più assoluta povertà si intrecciano pagine bellissime di quello che potremmo chiamare, senza esagerare, la culla dell’opera salesiana».

Ha poi sottolineato l’importanza di Mamma Margherita nel modello educativo di Don Bosco:

«Ragione, religione e amorevolezza, i tre pilastri su cui si fonda il sistema preventivo: Valdocco fu un laboratorio per sperimentare dal vivo e in diretta il metodo educativo del nostro Padre, ma Don Bosco lo apprese da Margherita. E possiamo ben dire che il progetto educativo salesiano ha molto dello sguardo benevolo e tenero della mamma. È questa la nostra memoria, è questa la nostra storia. La sorgente dove tornare sempre a bere l’acqua fresca dello spirito salesiano. Risalire il fiume ci aiuta a tornare alle origini, alla fonte dove tutto è più puro, più pulito, più trasparente. Ricordare Mamma Margherita è lasciarsi sfiorare dalla tenerezza, dall’abbraccio di una madre che accoglie sempre, sorride sempre, perdona sempre. Evocare la sua figura non è solo nostalgia. La sua memoria è impegno per tutti noi che abbiamo respirato nell’ambiente salesiano e siamo cresciuti nella casa di Don Bosco. Possiamo benissimo imparare da lei lo sguardo attento, la bontà in ogni gesto, la parola buona, sempre pronta da sanare qualsiasi ferita. Energica quando necessario, sensibile quando la situazione lo richiede: una grande educatrice da cui lo stesso Don Bosco apprese il sistema preventivo».

Il presidente dell’Associazione Amici del Museo Mamma Margherita, Diego Occhiena, ha poi evidenziato come Mamma Margherita ha saputo nella sua vita incarnare e vivere il mistero pasquale. Nel momento più difficile presso l’Oratorio di Valdocco (i giovani giocando alla guerra sconfinarono nell’orto della mamma, riducendolo ad un vero campo di battaglia e delle coltivazioni rigogliose non rimase più nulla) volgendo lo sguardo al Crocifisso, capì, accettò, ritornò alle sue faccende di casa e non si lamentò più: «il Signore Dio mi ha aperto l’orecchio e io non ho opposto resistenza, non mi sono tirato indietro». (Is 50,4-9)

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