RMG – Regione Africa Centrale e Ovest: una Regione giovane, missionaria e in piena ristrutturazione
(ANS – Roma) – Il Capitolo Generale XXIX ha segnato un passaggio storico per la presenza salesiana in Africa con la creazione di due nuove Regioni. Tra queste, la nuova Regione Africa Centrale e Ovest, una realtà dinamica che abbraccia una ventina di nazioni – dalla Repubblica Democratica del Congo fino al Senegal – e che conta oggi circa un migliaio di confratelli.
A presentarla è stato don Alphonse Owoudou, Consigliere Regionale, che ne ha sottolineato la vitalità e il carattere profondamente missionario:”Si tratta di una delle realtà più giovani e più recentemente ristrutturate della Congregazione. Quattro delle sei Ispettorie che la compongono sono nate dopo il Capitolo Generale XXVII; solo l’Africa Centrale (AFC), eretta nel 1959, e l’Africa Tropicale Equatoriale (ATE), eretta nel 1998, esistevano già prima”.
Le altre Ispettorie – ACC, ANN, AON e AOS – sono frutto di un processo di riorganizzazione e rilancio della presenza salesiana, volto a rendere più efficace l’animazione e la missione tra i giovani.
Il Congo, culla della presenza salesiana nell’Africa subsahariana
La Regione custodisce una memoria storica di grande rilievo: il Congo è stato infatti il primo Paese dell’Africa nera ad accogliere i Salesiani, nel 1911. Se già pochi anni dopo la morte di Don Bosco erano sorte missioni in Nord Africa, Sudafrica e Mozambico, è con il Congo che prende avvio la storia salesiana nell’Africa subsahariana.
L’Ispettoria Africa Centrale (AFC), eretta nel 1959, è stata la prima Ispettoria africana e nel tempo ha dato origine a nuove circoscrizioni: nel 2006 l’Africa dei Grandi Laghi (AGL); nel 2016 l’Africa Congo Congo (ACC), in collaborazione con l’ATE; e ora, nel 2026, la nuova Visitatoria San Giuseppe – Africa Congo Est (ACE), con sede a Goma. “È un segno di vitalità, di fecondità spirituale e vocazionale – ha spiegato don Owoudou – ma anche della capacità di ripensare le strutture al servizio della missione”.
Una consultazione ampia e partecipata
Il recente processo di ristrutturazione dell’AFC non è stato una semplice operazione amministrativa, ma un vero cammino di discernimento comunitario. La consultazione, richiesta formalmente nel novembre 2024 dall’Ispettore, don Guillermo Basañes e sostenuta dal Rettor Maggiore con il suo Consiglio, ha coinvolto 246 confratelli su 283, pari all’86,9%.
Un dato significativo è la forte presenza di confratelli in formazione iniziale (56,5%), segno di un’Ispettoria giovane e in crescita vocazionale. “Non abbiamo raccolto solo numeri – ha sottolineato il Consigliere Regionale – Abbiamo ascoltato ciò che sta nel cuore dei confratelli: le loro paure, le loro speranze, il loro senso di appartenenza”.
Il 63% ha espresso il desiderio di rimanere nell’AFC, mentre il 28,5% ha scelto di appartenere alla nuova circoscrizione dell’Est; il 7,3% si è dichiarato disponibile a servire dove la Congregazione riterrà più opportuno. Colpisce che circa il 71% di coloro che hanno scelto l’Est siano confratelli ancora in formazione iniziale, segno di generosità e slancio missionario.
Tra le preoccupazioni emerse figurano il rischio di regionalismi, le incognite economiche e il timore di una dispersione delle forze. Tuttavia, le attese più condivise parlano di una maggiore vicinanza dell’animazione, di una presenza più prossima ai giovani e di una rinnovata capacità di espansione missionaria. “Non si tratta di una semplice riorganizzazione – ha affermato ancora don Owoudou – ma di un vero discernimento su come essere oggi Don Bosco per i giovani del Congo”.
Goma: la missione in tempo di conflitto
La nascita della nuova Visitatoria ACE avviene in un contesto complesso. La città di Goma vive sotto il controllo dei ribelli dell’M23, che hanno sostituito le autorità civili. Una delle otto comunità salesiane presenti è stata occupata perché ritenuta economicamente strategica.
Nonostante ciò, i confratelli continuano il loro servizio con coraggio. “Ho potuto ammirare il coraggio dei nostri confratelli e del vescovo di Goma – ha raccontato don Owoudou – Continuano a far vivere la diocesi, invitando sacerdoti e religiosi a non esporsi politicamente, per poter servire la gente con prudenza e con fede”.
La precarietà della situazione rende difficile la vita quotidiana: spostamenti limitati, famiglie sfollate, giovani segnati dalla paura, ma anche da una sorprendente capacità di sperare. In questo contesto, la scelta di una guida locale stabile rappresenta una decisione che unisce responsabilità e fede.
Il Rettor Maggiore, Don Fabio Attard, ha già nominato il primo Superiore della nuova Visitatoria ACE ed è in corso la consultazione per la composizione del Consiglio, affinché la nuova circoscrizione possa contare su una guida completa e stabile.
“Senza Don Bosco saremmo già morti”: le parole di una madre
A conclusione del suo intervento, don Owoudou ha condiviso le parole di una mamma di Goma, durante una distribuzione di viveri organizzata dopo la Messa:”Quando tornerete, dite a Don Bosco che senza di lui saremmo già morti”.
“È una frase semplice – ha commentato il Consigliere Regionale – ma racchiude la gratitudine, la fede e la speranza di un popolo che sente la presenza di Don Bosco come una protezione concreta”. In quelle parole si riflette, dunque, la missione della Regione Africa Centrale e Ovest: essere segno di pace, scuola, pane e futuro per migliaia di giovani.