RMG – Regione Africa Est e Sud: «Da mihi animas» nel cuore di un continente giovane

(ANS – Roma) – La presenza di Don Bosco in Africa non è iniziata con l’ambizioso Progetto Africa. Molto prima di quella storica iniziativa del 1979, il cuore missionario del Fondatore già batteva per il continente. Il Progetto Africa avrebbe poi esteso la presenza salesiana a 42 Paesi africani, ma il sogno era molto più antico — radicato nella celebre visione missionaria di Don Bosco, quella linea che si estende «dal Sud America fino alla Cina», abbracciando il mondo nel suo orizzonte. Oggi, in nessun luogo quel sogno è più vivo che nella dinamica e giovane Regione dell’Africa Est e Sud, dove il carisma salesiano continua a crescere con forza, creatività e speranza.

Una storia iniziata prima del Progetto Africa

I primi Salesiani arrivarono in Sudafrica nel 1896, una presenza che nel 2026 celebrerà infatti i suoi 130 anni. L’Ispettoria più antica dell’Africa, tuttavia, è quella dell’Africa Centrale (AFC), con sede nella Repubblica Democratica del Congo, eretta canonicamente nel 1959, anche se i Salesiani erano giunti in Congo già nel 1911.

Anche il Madagascar e l’Etiopia testimoniano uno sviluppo provvidenziale di questa storia. Quando Don Bosco era ancora in vita, scrisse alla regina Ranavalona III del Madagascar, chiedendole sostegno per la sua opera educativa a favore dei giovani. Decenni più tardi, negli Anni ’70, un sacerdote francese Fidei Donum, don François Bernard, che si prendeva cura dei bambini poveri nei pressi dell’aeroporto di Ivato, ad Antananarivo, si recò a Valdocco. Già in età avanzata, supplicò l’allora Rettor Maggiore di inviare i Salesiani per continuare l’opera.

Qualche anno dopo, con l’avvio del Progetto Africa, i Salesiani arrivarono. Oggi quel seme è diventato la fiorente comunità di Ivato Clairvaux. In Etiopia, il vescovo di Adigrat si recò personalmente a Torino per chiedere la presenza dei Salesiani nella sua diocesi. Poiché la risposta tardava ad arrivare, inviò due suoi sacerdoti a diventare Salesiani. Uno di loro sarebbe poi diventato vescovo di Adigrat. Nel 1975, in occasione del centenario della prima spedizione missionaria, l’Ispettoria ILE aprì la missione a Mekelle. “È stata davvero una provvidenza”, ricordano in molti.

La svolta: il Progetto Africa

Il Capitolo Generale Speciale del 1979 diede vita al Progetto Africa. Nel 1980 furono aperte numerose nuove presenze in tutto il continente. Quella decisione cambiò il volto della Congregazione in Africa. Oggi l’Africa non è soltanto una terra di missione: è una forza missionaria.

Nel 29° Capitolo Generale, la Congregazione ha formalmente riconosciuto questa vitalità creando, a partire dalla Regione Africa–Madagascar, due nuove Regioni: Africa Centro e Ovest e Africa Est e Sud.

L’Africa Est e Sud in numeri

Secondo le ultime statistiche SDB Flash del 31 dicembre 2025, la Regione dell’Africa Est e Sud mostra una forte vitalità e una crescita significativa. L’Etiopia (AET) conta 99 Salesiani con 4 novizi; Kenya e Sudan del Sud (AFE) hanno 175 Salesiani e 13 novizi; la Visitatoria dell’Africa Meridionale (AFM) conta 44 Salesiani; l’Ispettoria Africa Grandi Laghi (AGL), che comprende Uganda, Rwanda e Burundi, ha 149 Salesiani con 7 novizi; l’Angola (ANG) registra 175 Salesiani e 18 novizi; la Tanzania (TZA) conta 151 Salesiani con 16 novizi; la Visitatoria ZMB (Zambia, Malawi, Zimbabwe e Botswana) conta 155 Salesiani con 17 novizi; e il Madagascar (MDG) ha 172 Salesiani con 8 novizi. Complessivamente, queste circoscrizioni rappresentano ben oltre un migliaio di Salesiani, con una significativa presenza di confratelli giovani in formazione, segno evidente del dinamismo e della vitalità vocazionale della Regione.

Questi numeri non sono semplici statistiche: rappresentano aule e laboratori, centri giovanili e parrocchie, case di formazione e comunità missionarie, e soprattutto migliaia di giovani trasformati ogni giorno.

Terra di vocazioni

L’Africa è oggi uno dei continenti più giovani del mondo, sia dal punto di vista demografico, sia ecclesiale. La presenza salesiana ha portato abbondanti frutti vocazionali.

Come ricorda don Innocent Bizimana, Consigliere per la Regione Africa Est e Sud, “L’Africa non ha soltanto accolto Don Bosco — lo ha abbracciato. I giovani di questo continente hanno riconosciuto in lui un padre, un maestro e un amico”. E poi continua: “La crescita delle vocazioni non è merito nostro. È la grazia di Dio che opera nel cuore dei giovani africani che desiderano donare la loro vita per gli altri”.

Le statistiche confermano questa vitalità: Tanzania, Angola, Zambia, Madagascar e Kenya continuano a registrare un numero costante di novizi e giovani Salesiani in formazione.

Le sfide del futuro

La crescita porta con sé non solo gioia, ma anche responsabilità. Come afferma con franchezza il Consigliere Regionale: “La nostra sfida più grande non sono i numeri. È la profondità — profondità di formazione, profondità di identità, profondità di comunione”.

La Regione è chiamata ad approfondire l’inculturazione del carisma di Don Bosco, permettendo al Sistema Preventivo di radicarsi nelle lingue, nei simboli, nella musica e nella vita comunitaria africana, non come semplice adattamento, ma come espressione autentica dello spirito di Don Bosco con «una voce africana e passi africani». Allo stesso tempo, restano priorità fondamentali il discernimento vocazionale attento, l’accompagnamento solido, una seria qualificazione accademica e professionale e la cura dell’identità salesiana. La rapida espansione richiede inoltre sostenibilità economica, trasparenza e amministrazione responsabile. Come ricorda don Innocent, la missione implica educare non solo i giovani, ma anche noi stessi, alla professionalità, alla responsabilità e a una visione di lungo periodo.

Presenze salesiane – Una benedizione per i giovani

Da Ivato ad Addis Abeba, da Nairobi a Luanda, da Dar es Salaam a Lusaka, il sogno di Don Bosco continua a dispiegarsi nell’Africa Est e Sud. Le case salesiane della Regione servono bambini di strada, rifugiati e giovani segnati dalla povertà e dai conflitti, accompagnano studenti nelle scuole tecniche e sostengono quanti discernono la vocazione al sacerdozio e alla vita religiosa.

Ciò che un tempo era un seme missionario è diventato oggi una realtà solida e dinamica: la presenza salesiana in Africa non è più fragile o sperimentale, ma una forza matura e missionaria nella Congregazione, capace di irradiare speranza e opportunità a migliaia di giovani.

«Da mihi animas»: l’anima dell’Africa salesiana

Al centro di tutto rimane la preghiera: «Da mihi animas, cetera tolle».

Don Innocent Bizimana conclude con speranza: “Se resteremo fedeli ai giovani e fedeli alla nostra identità salesiana, il futuro della Congregazione in Africa è luminoso. Il Signore ci ha benedetti e ora dobbiamo essere amministratori responsabili di questa benedizione”.

Per intercessione di Maria Ausiliatrice, di San Francesco di Sales, di San Giovanni Bosco e di tutti i santi della Famiglia Salesiana, possa l’opera di salvezza delle anime tra i giovani dell’Africa Orientale e Meridionale continuare a fiorire. Il sogno che un tempo si estendeva dal Sud America alla Cina oggi batte con forza in Africa, e dall’Africa raggiunge il mondo intero.

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