RMG – XXV anniversario della beatificazione di Giuseppe Calasanz Marqués, SDB, e 31 Compagni martiri

(ANS – Roma) – L’11 marzo 2026 ricorre il 25° anniversario della Beatificazione di Giuseppe Calasanz Marqués, salesiano presbitero, e 31 Compagni, martiri, beatificati da Papa Giovanni Paolo II l’11 marzo 2001 a Roma, insieme a 232 martiri spagnoli, per aver dato la loro vita per Gesù Cristo. Quanto alla loro identità: 15 erano presbiteri; 8 coadiutori; 6 chierici; 2 Figlie di Maria Ausiliatrice; 1 operaio. Quanto all’anno della morte: 30 furono uccisi nel 1936, 2 nel 1938. Morirono dando esempio di perseveranza nella fede cristiana e di fedeltà al carisma salesiano, con sentimenti di fiducia in Dio e di perdono nei confronti dei loro uccisori.

In occasione della Beatificazione Papa Giovanni Paolo II nel corso dell’omelia così parlò di questi martiri: “Quanti esempi di serenità e di speranza cristiana! Tutti questi nuovi Beati e molti altri martiri anonimi hanno pagato con il proprio sangue l’odio per la fede e per la Chiesa scatenatosi con la persecuzione religiosa e con lo scoppio della guerra civile, quella grande tragedia vissuta in Spagna nel XX secolo. In quegli anni terribili molti sacerdoti, religiosi e laici furono uccisi semplicemente perché erano membri attivi della Chiesa. I nuovi Beati che oggi sono elevati agli onori degli altari non erano coinvolti in lotte politiche o ideologiche, non volevano intervenirvi… Essi morirono solo per motivi religiosi. Ora, con questa solenne proclamazione di martirio, la Chiesa vuole riconoscere in quegli uomini e in quelle donne un esempio di coraggio e costanza nella fede, aiutati dalla grazia di Dio. Sono per noi un modello di coerenza con la verità professata e al contempo onorano il nobile popolo spagnolo e la Chiesa”.

Merita ricordare che in questo gruppo sono annoverate le prime martiri delle Figlie di Maria Ausiliatrice suor Carmen Moreno Benitez e suor Amparo Carbonell Muñoz, fucilate all’alba del 6 settembre 1936, nell’ippodromo di Barcellona.

Qualche giorno prima, erano state arrestate insieme ad una terza religiosa, malata e appena uscita dall’ospedale, che venne rilasciata. Suor Carmen, 51 anni, e suor Amparo, 43 anni, avevano la possibilità di avere salva la vita. Decisero invece di rimanere con la consorella suor Carmen Xammar, appena operata e non in condizioni per viaggiare. La chiave di lettura della generosa donazione delle protomartiri, che morirono insieme non lontano dalla loro Casa religiosa, è la carità fraterna. Suor Carmen, con 28 anni di vita religiosa, e suor Amparo, con 13, nel momento del bisogno seppero unire l’esigenza concreta del servizio e all’imitazione evangelica di Gesù Cristo nel dono della vita per gli altri. A sostenerle in questo atteggiamento, oltre alla fede, c’era la buona intesa relazionale tra loro, che le rese forti e coraggiose nella prova vissuta e offerta.

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