Stati Uniti – Celebrazione del Venerdì Santo al “Camp Savio”: un incontro che ha dato inizio a un percorso
(ANS – Bellflower) – Circa 200 giovani si sono riuniti venerdì 3 aprile, dalle ore 19 alle 21, presso la chiesa di San Domenico Savio per una riflessione sul Venerdì Santo organizzata dal “Camp Savio”. Quello che era iniziato come parte della normale formazione del venerdì per i volontari che parteciperanno alle attività estive è diventato, per molti, un profondo incontro con Dio e il loro primo passo per tornare in chiesa.
Con sede a Bellflower, “Camp Savio” è più di un programma estivo. Radicato nello spirito salesiano, forma i giovani come leader preparandoli al servizio durante un campo estivo di cinque settimane. La formazione per gli animatori inizia ogni anno a marzo, con incontri settimanali il venerdì incentrati sulla leadership e sulla crescita spirituale.
Questa serata, in particolare, è stata volutamente dedicata alla riflessione sul Venerdì Santo e sul rapporto personale che ogni giovane ha – o desidera avere – con Dio.
La serata si è svolta all’insegna della semplicità e della determinazione. Dopo un momento iniziale di silenzio e riflessione, i partecipanti si sono divisi in piccoli gruppi e hanno ascoltato a turno le storie di ex membri del “Camp Savio”. Ogni testimonianza verteva su un aspetto fondamentale della vita cristiana: sacrificio, perdono, amore, speranza, fede e fiducia.
La forza della serata risiedeva, appunto, nella sua autenticità. Justin, Lesley, JJ, Sam, Juanito e Zoey non hanno condiviso teorie astratte, ma esperienze vissute. JJ ha parlato di come si sentisse sopraffatto dall’incertezza e di come abbia scoperto una crescita inaspettata affidandosi a Dio. Sam ha riflettuto sul tradimento e sul difficile percorso verso il perdono. Altri hanno condiviso storie su come hanno imparato a fidarsi di Dio nei momenti di dubbio e delusione. Per tutta la serata, la chiesa è stata caratterizzata da un’insolita quiete. Quasi 200 adolescenti sedevano in un silenzio attento. L’assenza di distrazioni parlava da sé: stava accadendo qualcosa di significativo.
Al termine del lavoro in gruppo, i partecipanti si sono riuniti ancora per una riflessione comune e una preghiera serale. La serata si è conclusa con la “buonanotte” da parte di don Mike Gergen, il quale ha ringraziato i giovani per la loro generosità e disponibilità al servizio. Ha sottolineato la loro importanza per la comunità e li ha incoraggiati a continuare a approfondire la fede. Una domanda, alla fine, ha rivelato l’impatto profondo della serata: “Quanti di voi hanno partecipato per la prima volta questa settimana a una funzione o a un evento in chiesa?”, è stato chiesto, e quasi l’80 per cento dei presenti ha alzato la mano.
Per la maggior parte dei partecipanti, questa non è stata semplicemente un’attività, ma un punto di partenza. Ha messo in luce una realtà più ampia: molti giovani oggi non percepiscono immediatamente gli spazi ecclesiali come accessibili o rilevanti. Eppure, quando vengono invitati in ambienti caratterizzati dalla testimonianza dei coetanei, dall’autenticità e dalla comunità, rispondono positivamente.
In una cultura caratterizzata dal rumore digitale e da un senso di appartenenza frammentato, i giovani continuano a cercare – spesso in silenzio – un significato e un legame. Quando le iniziative pastorali li incontrano là dove si trovano, la fede non diventa un’idea astratta, ma un incontro vissuto. Questa serata non è stata improvvisata. Dal mese di dicembre, 17 animatori si sono preparati attraverso un processo di formazione strutturato, progettato per formare leader e per ideare esperienze significative. La loro preparazione ha reso possibile questo incontro.
Come spesso viene parafrasato San Giovanni Bosco: “Ama ciò che i giovani amano, e loro arriveranno ad amare ciò che tu ami”. Il Venerdì Santo al “Camp Savio” ha incarnato esattamente questa visione, non imponendo, ma accompagnando. Per molti, quindi, il viaggio è iniziato proprio lo scorso 3 aprile.