(ANS – Parigi) – Nella veglia di Pasqua del 2026 sono stati letteralmente migliaia i giovani catecumeni che hanno ricevuto il Battesimo nelle chiese di tutta la Francia. Stando ai dati diffusi dalle diocesi, in totale sono stati ben 21.386 i battezzati adulti e adolescenti, in crescita rispetto allo scorso anno, quando 17.788 persone avevano ricevuto il battesimo. A commento di quest’interessantissimo fenomeno hanno dato la loro testimonianza tre giovani degli ambienti salesiani: Violette, Alexandre e Ana Cláudia.
I numeri del fenomeno
L’interesse verso la fede cattolica tra adulti e adolescenti in Francia è in crescita da anni e i battesimi amministrati nella notte di Pasqua sono un indice rilevante già da diversi anni. Già nel 2021, ad esempio, i battesimi adulti erano stati 4.895; ma questo significa, ancor più, che, in cinque anni, i battesimi adulti sono aumentati di oltre cinque volte.
Nel frattempo, anche la fascia demografica degli adolescenti è in forte crescita. Nel 2017, solo 1.385 erano gli adolescenti che avevano richiesto il battesimo. Quest’anno, invece, tale numero è salito vertiginosamente a 8.152. E, difatti, le generazioni più anziane rappresentano una piccolissima frazione del totale: solo l’1% dei battesimi degli adulti riguarda persone di età superiore ai 65 anni. Al contrario, i cosiddetti millennial e la Generazione Z dominano le statistiche: la stragrande maggioranza (82%) degli adulti che ricevono il battesimo ha un’età compresa tra i 18 e i 40 anni – con prominenza tra i membri della fascia 18-25 anni, seguiti da vicino dal gruppo di 26-40enni. A livello di genere, invece, le donne costituiscono il segmento più numeroso, rappresentando circa il 62% del totale.
Il fenomeno è così interessante che l’Arcidiocesi di Parigi ha convocato un concilio locale, che durerà un anno, per discuterlo e approfondirlo. Al tempo stesso, anche la Conferenza Episcopale Francese ha svolto un’indagine ampia sul tema (1.450 catecumeni intervistati, provenienti da 60 diverse diocesi), dalla quale è emerso che il 40% di essi aveva iniziato il proprio cammino verso il battesimo “a seguito di una difficoltà”, alla ricerca dunque di significati più profondi per la loro vita; e quasi un terzo degli intervistati (32%) ha affermato di aver vissuto una potente esperienza spirituale, che li ha portati a chiedere il Battesimo.
Le testimonianze dai giovani degli ambienti salesiani
Violette, studentessa 24enne di Lille, ha ricevuto il Battesimo nella Pasqua del 2024 e quest’anno ha ricevuto la Cresima: “Se trovare il mio posto nella Chiesa mi sembrava in primo luogo un compito difficile, ho avuto la fortuna di stringere amicizie molto belle mettendomi al servizio della comunità. Il primo passo, che si fa da soli, è quindi il più complicato. Ma incoraggio i giovani a prendere su di sé e ad osare: osate offrire il vostro aiuto al sacrestano o al sacerdote della vostra parrocchia, osate avvicinarvi agli altri giovani, ai gruppi di preghiera, ai cori, a un gruppo di musicisti per animare la Messa…
E se è vero che un cristiano solo è un cristiano in pericolo, le amicizie forgiate nell’amore di Cristo sono un aiuto prezioso per tenere la rotta nei momenti difficili. E prima di tutto, mettono in movimento! Oggi ho la gioia di avere come madrina di Cresima una studentessa che mi accompagnava nel mio catecumenato: prima sorelle nella fede, poi amiche, presto partiremo in pellegrinaggio sulle strade d’Italia”.
Alexandre ha 36 anni e lavora come insegnante presso l’istituto “Don Bosco Landser”, in Alsazia. “Poco dopo la fine della preparazione al matrimonio con il padre Pascal, salesiano a Landser, ho iniziato a sentire una sorta di chiamata interiore, come se una parte di me avesse bisogno di andare oltre in questo cammino ed è lì che ho cominciato a sentire la fede. Il Battesimo ha rappresentato, per me, non la fine del mio cammino, ma una tappa per andare ancora più lontano, sentirmi ancora meglio guidato, sia da Cristo ovviamente, ma anche dalla comunità che mi ha circondato durante la preparazione al battesimo e poi nella vita quotidiana. Da allora, continuo a camminare nel mio percorso di fede, ma con questa certezza che se questo tratto può essere difficile, non sarà mai da solo e che d’ora in poi ci sarà sempre qualcuno ad aiutarmi.
Oggi vivo il mio essere battezzato come una forza, un punto di riferimento che mi permette di rafforzare i legami con la mia famiglia, i miei amici e persino sul lavoro. Per quanto riguarda la mia famiglia e i miei amici, questo mi ha insegnato ad amare senza giudicare, a sostenere senza aspettare nulla in cambio. E sul lavoro, ho la fortuna di lavorare con i giovani, e essere battezzato mi dà una forza in più per tendere il mio cuore verso i giovani e i loro bisogni, senza arrendermi. Anzi, ho scoperto la forza che si può dare ad una persona credendo in lei!”.
Ana Cláudia, 23enne di Parigi, infine, ricorda con gioia di aver iniziato il catecumenato nella parrocchia salesiana “San Giovanni Bosco” di Parigi il 12 ottobre scorso. “Questa tappa fa seguito alla mia richiesta dei tre sacramenti dell’iniziazione cristiana: il Battesimo, la Cresima e la Comunione. Nata in una famiglia cattolica, ho sempre desiderato essere battezzata. Il desiderio di mia madre che diventassi la madrina del mio fratellino mi ha motivato ancora di più. Dio è sempre stato presente nella mia vita; mi ha mostrato il suo amore attraverso le persone incontrate e mi ha sostenuto nelle prove.
Il percorso compiuto mi ha permesso di comprendere meglio il messaggio del Vangelo e il ruolo della Chiesa, questo corpo di cui Cristo è il capo. Ho potuto rafforzare la mia fede durante gli incontri con la mia accompagnatrice e nel gruppo di catecumenato attraverso preghiere, condivisione e momenti di apprendimento.
Soprattutto, ho scoperto che essere cristiano significa vivere in comunità e conoscere parrocchiani così diversi gli uni dagli altri, la cui presenza rafforza la mia fede. Essa mi conforta nei miei dolori e mi guida verso la luce di Cristo. Ogni giorno chiedo di essere convertita per vivere come figlia di Dio e rinascere nel suo amore. Essere battezzata durante la veglia pasquale del 2026 mi ha riempito di una gioia immensa”.
Fonti : ACI Stampa, Don Bosco Aujourd’hui



