(ANS – Campo Grande) – L’Istituto “São Vicente”, situato nel quartiere Lagoa da Cruz di Campo Grande, nello stato del Mato Grosso do Sul, in Brasile, ha ospitato nei giorni 13 e 14 giugno 2026 l’Incontro Nazionale della Famiglia Salesiana brasiliana. Ventotto rappresentanti dei gruppi che compongono il carisma salesiano nel Paese si sono riuniti per riflettere sulla missione condivisa e prepararsi a un evento di portata mondiale.
Il Sistema Preventivo come filo conduttore
Il tema centrale dell’incontro è stato “Approfondire e vivere il Sistema Preventivo di Don Bosco come Famiglia Salesiana”. La scelta non è stata casuale: l’incontro serve da preparazione al Congresso Internazionale sul Sistema Preventivo, previsto per l’aprile del 2027 a Roma, in occasione dei 150 anni di un documento scritto dallo stesso Don Bosco sulla sua metodologia pedagogica e spirituale.
Don Felipe Bauzière, Superiore dell’Ispettoria “San Domenico Savio” di Brasile-Manaus (BMA) e Ispettore referente per la Famiglia Salesiana in Brasile, ha sottolineato la dimensione del gruppo presente: “In Brasile siamo 15 gruppi diversi e nel mondo sono 32 (…). Questo è un momento essenziale per sentirci una famiglia salesiana più unita e camminare insieme”.
Una proposta di vita, non solo di educazione
Nel corso delle riflessioni, don Bauzière ha evidenziato come il Sistema Preventivo vada ben oltre le mura della scuola e si costituisce come una proposta esistenziale. “Don Bosco ha avuto intuizioni molto particolari proprio attraverso il Sistema Preventivo (…) C’è dentro non solo un’intera proposta pedagogica, ma anche una proposta spirituale”, ha affermato, collocando questa eredità come un modo di seguire Gesù Cristo nello stile salesiano. All’incontro era presente anche don Adalberto Alves de Jesus, Superiore dell’Ispettoria salesiana “Sant’Alfonso Maria de’ Liguori” di Brasile-Campo Grande (BCG).
Ritorno alle origini del Carisma
Suor Maria Américo Rolim, Ispettrice di riferimento delle Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA) per la Famiglia Salesiana, ha svolto un ruolo centrale nel coordinamento dell’evento, guidando i momenti di riflessione e la valutazione finale delle attività. Nel suo intervento, ha messo in luce come il Sistema Preventivo non debba essere considerato semplicemente una tecnica pedagogica, ma un’identità trasformatrice: “Non basta pensare che sia un metodo: è un modo di essere e di vivere che trasforma prima di tutto la nostra vita”.
Per la religiosa, questi incontri rappresentano un ritorno alle origini del carisma, e infatti ha paragonato l’esperienza a un “tornare sempre a casa, la casa dell’oratorio”. Anzi, ha sottolineato che, nonostante la diversità di ciascun gruppo, tutti condividono un’essenza comune: “Abbiamo un volto comune. E quel volto comune si chiama spiritualità salesiana”.
La partecipazione dell’Ispettoria di Campo Grande
Il Delegato ispettoriale per la Famiglia Salesiana nell’Ispettoria BCG, don Wagner Luís Galvão, ha ricordato che una delle grandi sfide odierne nel vivere il carisma salesiano tra i giovani è la convivenza con le diverse spiritualità che attraggono la gioventù alla Chiesa Cattolica. “Il carisma salesiano è capace di accogliere e convivere con i modi attuali con cui i giovani hanno scelto di vivere la fede. Tuttavia, tale accoglienza non rinuncia alla nostra identità carismatica salesiana”, ha affermato.
Le sfide del tempo presente
Don Bauzière ha anche indicato due punti che mettono in tensione la vita del carisma nel mondo contemporaneo. Il primo riguarda la presenza: “Questo significa vicinanza, familiarità, essere presenti. A volte ciò che chiamerei ‘il mondo con le sue esigenze’ – soprattutto quelle amministrative – rischia di travolgerci e toglierci questa presenza in mezzo alle persone”. Il secondo è l’identità spirituale, descritta come “la sfida di vivere la nostra spiritualità, la nostra identità oggi” di fronte a un mondo polarizzato e in costante trasformazione.
Una congregazione che bussa alle porte della Famiglia Salesiana
L’incontro ha visto anche la partecipazione di don Enésio Severino da Silva, rappresentante della Congregazione degli Joseliti di Cristo (SJC). Fondata nel 1950 nello stato brasiliano del Sergipe dal Servo di Dio don José Gumercindo de Jesus – in precedenza sacerdote salesiano – la congregazione è attualmente in fase di ammissione come membro ufficiale della Famiglia Salesiana. Don Enésio ha sottolineato che la congregazione preserva già nella vita quotidiana pratiche tipicamente salesiane, come le “buonenotti” – i momenti serali di riflessione e dialogo con i giovani –, le riunioni comunitarie informali chiamate “tertúlias” e l’applicazione del sistema preventivo negli ambienti educativi, mantenendo quello che lui ha definito “lo stile proprio di San Giovanni Bosco”.
La gioventù come orizzonte e sfida
Don da Silva ha parlato anche delle sfide della sua congregazione nell’applicare il carisma salesiano alla realtà brasiliana. Per lui, il lavoro con i giovani e gli adolescenti si rivela “molto impegnativo”, poiché i ragazzi sono “così bisognosi di punti di riferimento”. In questo contesto, ha affermato come Don Bosco rimanga un riferimento necessario, essendo uno dei patroni della sua congregazione. Il religioso ha inoltre sottolineato la necessità di rafforzare la dimensione istituzionale per preservare le radici lasciate dal fondatore, e ha ribadito che il Sistema Preventivo non si impara in un colpo solo: si tratta di uno stile di vita da testimoniare giorno dopo giorno.
Chiusura con Messa e rinnovato impegno
L’incontro si è concluso domenica 14 giugno con una valutazione delle attività condivise e una Messa conclusiva. Il momento ha rinnovato l’impegno dei gruppi presenti verso la cosiddetta “fedeltà creativa” al carisma salesiano, nello sforzo di essere, per la gioventù del Brasile, un punto di riferimento per una vita piena.
Euclides Brites
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