(ANS – Madrid) – La schiavitù infantile continua a colpire milioni di bambini e bambine in tutto il mondo, anche se spesso rimane nascosta. In occasione della Giornata Mondiale contro la Schiavitù Infantile, che si celebra oggi, 16 aprile, “Misiones Salesianas”, la Procura Missionaria salesiana di Madrid, mette in guardia su una realtà che assume molteplici forme e ricorda che l’educazione e la protezione sono essenziali per spezzare questo circolo vizioso: sono bambini e bambine che non vanno a scuola, lavorano tutto il giorno, non hanno quasi tempo per mangiare e tanto meno per giocare… sono minori senza infanzia. E questa giornata deve ricordare a tutti di continuare a lavorare per porre fine a questa ferita ancora aperta nel XXI secolo.
A Saihaj piaceva andare a scuola. Ha 12 anni e sognava di diventare insegnante, ma da due anni lavora in un laboratorio tessile in India per aiutare la sua famiglia. Le sue giornate iniziano prima dell’alba e si protraggono per ore senza cambiare posizione e quasi senza riposo. “Mi piacerebbe non dover lavorare così tanto, ma se non lo faccio la mia famiglia non mangia”, spiega. La sua storia non è un’eccezione, ma il riflesso di una realtà strutturale che colpisce milioni di minori in tutto il mondo, la cui infanzia è interrotta dalla necessità e dalla mancanza di opportunità e alternative.
Secondo le stime delle organizzazioni internazionali, oltre 160 milioni di bambini e bambine lavorano in tutto il mondo, e circa la metà di loro lo fa in condizioni pericolose che compromettono la loro salute, il loro sviluppo e il loro futuro. In questo contesto, almeno 9 milioni di loro sono intrappolati in forme di schiavitù infantile: lavoro forzato, tratta a scopo di sfruttamento, matrimoni precoci o reclutamento in conflitti armati. Si tratta di situazioni che, sebbene spesso nascoste, comportano una grave violazione dei diritti fondamentali e perpetuano cicli di povertà difficili da spezzare.
La schiavitù infantile assume molteplici forme e si adatta anche a ogni situazione. Nelle zone rurali molti minori lavorano nell’agricoltura, nell’estrazione mineraria o nella pesca, spesso esposti a sostanze tossiche, carichi eccessivi o ambienti pericolosi. Nelle aree urbane altri sopravvivono nell’economia informale o cadono in reti di sfruttamento. La povertà, la disuguaglianza, le crisi umanitarie e la mancanza di accesso all’educazione sono, in tutti i casi, fattori determinanti che spingono le famiglie in situazioni estreme.
Scuola e accompagnamento: assi fondamentali per porre fine alla schiavitù infantile
“Quando un bambino entra nel mondo del lavoro, è molto difficile che torni a scuola se non c’è un accompagnamento costante e a lungo termine”, spiega il salesiano Emmanuel Chana, responsabile di numerosi progetti educativi nell’Africa Occidentale. “Non basta offrire un posto a scuola; è necessario lavorare anche con le famiglie, creare alternative economiche e rafforzare la comunità per evitare che ricadano in una situazione di sfruttamento”.
In America Latina molti bambini e bambine abbandonano la scuola per contribuire all’economia familiare in contesti urbani vulnerabili. Daniela, 13 anni, trascorreva gran parte della giornata vendendo prodotti per strada fino a quando ha iniziato a frequentare un centro salesiano. Lì non solo ha ripreso gli studi, ma ha trovato uno spazio sicuro dove sviluppare competenze, socializzare e recuperare una parte della sua infanzia. “Qui ho ricominciato a studiare e anche a giocare”, ricorda, mettendo in evidenza l’impatto che questi programmi hanno quando vengono affrontati in modo integrale.
In Asia la situazione delle ragazze presenta rischi specifici. Molte sono vittime di sfruttamento in ambito domestico o di matrimoni forzati in tenera età, il che limita radicalmente le loro opportunità di sviluppo. Di fronte a ciò, i programmi salesiani combinano educazione, sensibilizzazione e protezione, creando contesti in cui le ragazze possano conoscere i propri diritti e costruire alternative. Questo approccio preventivo è fondamentale per frenare dinamiche profondamente radicate in determinati contesti.
L’obiettivo non è solo combattere la schiavitù infantile, ma prevenirla offrendo opportunità
Misiones Salesianas affianca i salesiani in 138 Paesi dei cinque continenti con un modello di intervento che pone la persona al centro. L’educazione è l’asse principale, ma è integrata dal sostegno psicosociale, dal rafforzamento della comunità e dall’accompagnamento alle famiglie. L’obiettivo non è solo quello di salvare i minori da situazioni di sfruttamento, ma di impedire che vi ricadano, offrendo opportunità sostenibili che trasformino il loro ambiente.
Per questo motivo, la sensibilizzazione, l’impegno attivo e la corresponsabilità sono elementi chiave per progredire verso la sua eliminazione.
In occasione della Giornata Mondiale contro la Schiavitù Infantile, le storie di Saihaj e Daniela ricordano che dietro ogni cifra c’è una vita che potrebbe essere in pericolo. Ogni minore che torna a scuola rappresenta un passo avanti, ma la sfida rimane globale e urgente.
“La cosa più importante è che i bambini e le bambine si sentano tali e possano godere della loro infanzia”, conclude il salesiano.
Fonte: Misiones Salesianas



