Spagna – Rifugiati: la fuga per salvare la vita, l’educazione per recuperare il futuro

(ANS – Madrid) – Più di 500.000 sfollati in tutto il mondo ricevono cura e sostegno dai Salesiani, negli insediamenti, nei campi e nelle zone di confine in cui sono presenti. Nella Giornata Mondiale delle Persone Rifugiate, che si celebra ogni anno il 20 giugno, la Procura Missionaria salesiana di Madrid – MISIONES SALESIANAS – ricorda che nessuno sceglie di essere rifugiato e invoca protezione, educazione e opportunità per chi è stato costretto a diventarlo.

Gendanie si trovava in campagna quando gli venne detto che il suo villaggio era stato attaccato. Corse a casa sua, ma non era rimasto nessuno. La sua famiglia era fuggita in canoa verso la Tanzania. Lui fece lo stesso. Poco dopo è arrivato al campo profughi di Kakuma, in Kenya, dove ha ritrovato la moglie e i figli.

La sua storia non è un’eccezione: è solo una delle milioni di vite perse a causa della guerra e della violenza. Lo è anche quella di Joseph, un bambino di 11 anni che è dovuto fuggire dalla sua casa, a Juba, nel Sud del Sudan, mentre vicino a lui fischiavano i proiettili e uomini armati entravano nelle case per saccheggiarle.

Secondo gli ultimi dati delle organizzazioni internazionali nel mondo, oltre 117,8 milioni di persone vivono da sfollate a motivo della violenza. Di queste, 41,6 milioni sono rifugiate (sfollate al di fuori del loro Paese), 9 milioni sono i richiedenti asilo e 68,7 milioni sono invece gli sfollati all’interno del proprio paese. Pur rappresentando un lieve calo rispetto agli anni precedenti, il dato riflette ancora una crisi umanitaria di vaste proporzioni.

I conflitti in Sudan, Congo, Sudan del Sud, Ucraina, Myanmar, Afghanistan o nel Sahel continuano a costringere intere famiglie a lasciare casa, scuola, lavoro e tutto ciò che faceva parte della loro vita ordinaria.

“Dietro ogni numero c’è una persona che è dovuto fuggire per aver salva la vita. Il nostro impegno è essere al loro fianco, accogliendo, proteggendo e offrendo opportunità per ricominciare. Quando qualcuno ha perso quasi tutto, anche una scuola e qualcuno che ascolta e tende la mano possono diventare il primo rifugio”, afferma da parte sua don Luis Manuel Moral, Direttore di “MISIONES SALESIANAS”.

I Salesiani in tutto il mondo assistono oltre 500.000 sfollati e rifugiati in diverse parti del mondo, come Sudan del Sud, Kenya, Uganda… Lo fanno con aiuti di emergenza, alimentazione, alloggio, accompagnamento psicologico e spazi sicuri, ma anche attraverso l’offerta di educazione e formazione professionale per bambini, ragazze, adolescenti e giovani.

A Kakuma, uno dei più maggiori campi profughi dell’Africa, e a Palabek, nel nord dell’Uganda, i salesiani vivono all’interno dei campi profughi, letteralmente accanto alla popolazione rifugiata. Lì lavorano affinché i minori possano continuare a frequentare la scuola, ricevere almeno un pasto al giorno e perché i giovani possano apprendere un mestiere nei centri di Formazione Professionale da loro condotti.

Questa realtà si riflette nel documentario “Palabek. Refugio de esperanza”, attraverso leq storie di Alice e Gladys, due giovani madri sfuggite dalla guerra per salvare la propria vita e quella dei loro figli; o quella di Lucy, giovane rifugiata a Palabek: “Abbiamo sofferto molto per la morte di mio padre e per essere in un luogo nuovo e sconosciuto, ma una domenica ho incontrato i missionari e io e la mia famiglia abbiamo ritrovato la gioia, la speranza e dei sogni per il futuro”.

Nella Giornata Mondiale delle Persone Rifugiate, che si celebra il 20 giugno, MISIONES SALESIANAS vuole ricordare che nessuno sceglie di essere rifugiato e che ogni persona ha il diritto di vivere in pace, con sicurezza e dignità. Mentre milioni di persone continuano a cercare rifugio, protezione e futuro, la Procura Missionaria salesiana di Madrid, interpretando il pensiero di tutta la Famiglia Salesiana, ribadisce la volontà di essere presenti accanto ad esse, per sostenerle ed accompagnarle verso un futuro migliore.

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