Italia – Visita del Rettor Maggiore a Chiari, che esorta: “Abbiate il coraggio di sognare! Siate responsabili, liberi ed autentici”

(ANS – Chiari) – Venerdì 30 gennaio 2026, vigilia della Festa di Don Bosco, alle ore 11:00 (UTC+1), il Rettor Maggiore dei Salesiani di Don Bosco, Don Fabio Attard, ha presieduto la solenne concelebrazione di San Giovanni Bosco nel Palazzetto “Don Elia Comini”, presso l’Istituto salesiano “San Bernardino” a Chiari, in Provincia di Brescia. All’evento erano presenti i 700 allievi della scuola, con i loro insegnanti e formatori, le autorità civili e religiose e gli enti patrocinatori che finanziano gli eventi del Centenario.

I Salesiani di Don Bosco, infatti, misero piede a Chiari per la prima volta il 23 settembre 1926 per dare un luogo ai numerosi novizi e aspiranti dell’incipiente ispettoria Italia Lombardo-Emiliana (ILE) e da allora non hanno cessato di ripensare la formazione religiosa, culturale e civile delle giovani generazioni.

Durante la celebrazione eucaristica l’XI Successore di Don Bosco ha offerto tre principali spunti ai fedeli presenti. In primo luogo, ha sottolineato che “Don Bosco aveva il coraggio di sognare”.

“Nel sogno dei nove anni, quando Gesù gli affidò la missione di trasformare i ragazzi, tutto sembrava, a prima vista, impossibile” ha esordito il Rettor Maggiore. Eppure, lo stesso Gesù, alla domanda del giovane Giovannino, lo affidò a Maria, esortandolo a farsi “umile, forte e robusto” e così quel sognò divenne una realtà viva ancora dopo oltre un secolo e mezzo.

Questo ci ricorda che non conta tanto dove sei, ma dove vuoi arrivare. Dobbiamo avere il coraggio di sognare!” ha rimarcato il Rettor Maggiore.

Successivamente, Don Attard ha proposto una considerazione che è stata in un certo senso il passo successivo della prima: “Quando ho il coraggio di sognare, devo anche assumermi la responsabilità della mia vita”. Il futuro, infatti, si costruisce impegnandosi e lavorando insieme, con l’aiuto di tante persone. I giovani di oggi, soprattutto nei Paesi con maggiori opportunità, devono essere consapevoli di dover sognare e lavorare anche per quelli che non hanno le loro stesse possibilità.

“Sapete bene che molti ragazzi nel mondo non hanno le opportunità che avete voi… – ha proseguito il Rettor Maggiore –. Loro non possono sognare come voi. Per questo dovete assumervi la responsabilità di creare un futuro bello, non solo per voi stessi, ma anche per gli altri”.

Infine, come terza tappa della sua riflessione, il Successore di Don Bosco ha messo in luce l’importanza di essere autentici. “Una persona autentica è una persona libera. E Don Bosco era coerente: è stata la sua autenticità a spingerlo a dedicarsi pienamente al bene dei ragazzi” ha osservato il Rettor Maggiore, ricordando che dopo l’ordinazione al Santo dei Giovani non erano mancate neanche altre valide opportunità per compiere il suo ministero.

Eppure, Don Bosco scelse i giovani più bisognosi e scartati, quelli con cui nessuno voleva avere a che fare. Per questo, ha concluso, rimarcando che “in un mondo dominato da una cultura di controllo, sfruttamento e utilitarismo, c’è bisogno di persone autentiche. Il debole deve essere aiutato, non calpestato”; e ha invitato tutti i presenti, e specialmente i più giovani, ad essere liberi, autentici ed impegnati.

La presenza di Don Attard a Chiari, presso l’Istituto San Bernardino, alla vigilia della solennità liturgica di Don Bosco, ha suggellato la visita da lui fatta nello stesso luogo lo scorso anno, poche settimane prima di essere eletto Rettor Maggiore, e ha rinforzato i desideri di un territorio impegnato a offrire ai più piccoli e ai giovani strumenti di crescita sempre più in sintonia con il Vangelo e con le nuove sfide della società attuale.

 

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