Spagna – La comunità salesiana “Miguel Rúa” di Carabanchel ha una nuova statua di Don Bosco, ritrovata in uno dei luoghi più emblematici di Madrid

(ANS – Madrid) – Il mese di gennaio, periodo in cui la Famiglia Salesiana celebra San Giovanni Bosco, ha portato quest’anno un evento particolarmente significativo per la comunità “Miguel Rúa” di Carabanchel: la presentazione e la benedizione di una nuova immagine di Don Bosco nella cappella della comunità. Un’immagine che, più che nuova, è stata recuperata, poiché il suo arrivo è stato possibile grazie a un ritrovamento inaspettato in uno dei luoghi più emblematici della città di Madrid: El Rastro.

Una scoperta provvidenziale nel cuore di Madrid

La storia di questo ritrovamento ha un risvolto particolarmente commovente: la scultura è stata scoperta da un exallievo salesiano, che ha riconosciuto in essa l’iconografia caratteristica di Don Bosco. La sua intuizione, unita al suo affetto salesiano, lo ha spinto a comunicare la scoperta.

Il pezzo si trovava in un negozio di antiquariato del Rastro, il tradizionale mercatino di quartiere madrileno dove convivono ricordi, oggetti smarriti e tesori inaspettati. Nonostante la polvere accumulata e il passare del tempo, la scultura conservava un’inconfondibile forza espressiva: Don Bosco accompagnato da un giovane, in una composizione profondamente salesiana.

Dopo un processo di documentazione e studio, è stato confermato che si trattava di un modello in gesso realizzato intorno al 1974-1975 da Víctor González Gil (1912-1992), uno dei più importanti scultori spagnoli del XX secolo nel campo dell’iconografia religiosa e della scultura sacra pubblica. L’opera faceva parte del processo creativo del Monumento a Don Bosco di Astudillo (Palencia), inaugurato nel 1975. La firma dell’autore sull’immagine facilita notevolmente questa informazione.

Una coincidenza storica che parla al cuore salesiano

La scoperta acquista un significato ancora più simbolico se si ricorda che Víctor González Gil nacque a Talavera de la Reina (Toledo), città in cui dal 1914 al 1922 era presente una casa salesiana. Sebbene lo scultore fosse solo un bambino in quegli anni, la coincidenza storica è suggestiva: l’autore di una delle rappresentazioni più emblematiche di Don Bosco in Spagna è nato in un luogo dove, proprio durante la sua infanzia, i Salesiani svolgevano un intenso lavoro educativo e pastorale. È un dettaglio che invita a leggere questo ritrovamento come un piccolo cenno della storia: l’arte, la missione e la memoria salesiana si incontrano di nuovo.

Un’opera che rivela il processo creativo di un maestro

Questa immagine è un modello in gesso che è stato concepito come parte della tecnica creativa tradizionale di González Gil. Il suo valore patrimoniale è quindi eccezionale: permette di comprendere il processo creativo del monumento definitivo e di studiare il linguaggio artistico dell’autore, caratterizzato da un realismo umanizzato, un’espressività contenuta e un’iconografia chiara e pedagogica.

La scena – Don Bosco in piedi, accompagnato da un giovane che si appoggia a lui con fiducia – riassume magistralmente il nucleo del carisma salesiano: vicinanza, accompagnamento ed educazione integrale.

Da oggetto dimenticato a patrimonio vivente

Dopo essere stata acquistata al mercatino di El Rastro, la scultura è stata sottoposta a un processo di pulizia e restauro conservativo, nel rispetto della sua natura e delle sue caratteristiche originali. La comunità “Miguel Rúa” ha quindi deciso di darle una destinazione che unisse il suo valore storico alla sua funzione spirituale: installarla nella cappella comunitaria.

La benedizione di questa immagine ha avuto luogo durante l’Eucaristia comunitaria del lunedì, un momento abituale di incontro fraterno per la comunità “Miguel Rúa”. In questa occasione, la celebrazione ha assunto un carattere speciale grazie alla presenza anche dell’altra comunità salesiana di Carabanchel, quella del Sacro Cuore, che ha voluto unirsi al gesto e condividere la gioia per il recupero di questo bene patrimoniale. La presenza di entrambe le comunità ha rafforzato il senso di famiglia, continuità e missione condivisa che caratterizza la vita salesiana.

L’arrivo di questo “nuovo Don Bosco” assume dunque un significato importante: non è solo un’opera d’arte recuperata, ma anche e soprattutto un simbolo di identità, un frammento della memoria salesiana che torna a pulsare in un nuovo contesto. La sua presenza ricorda che il patrimonio non è solo un insieme di oggetti, ma una storia condivisa e un’eredità che si rinnova.

La comunità “Miguel Rúa” celebra così non solo la benedizione di un’immagine, ma il ritorno di un Don Bosco che torna ad accompagnare, come ha sempre voluto, coloro che dedicano la loro vita ai giovani.

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