(ANS – Juba) – Oltre 20.000 persone legate alla missione salesiana in Sudan del Sud hanno avuto accesso a una migliore alimentazione grazie a due spedizioni di aiuti arrivate nel Paese primo trimestre del 2026. La fornitura alimentare è frutto della collaborazione tra “Salesian Missions”, la Procura Missionaria salesiana con sede a New Rochelle, negli Stati Uniti, e “Rise Against Hunger”, ente no profit che aiuta le popolazioni vulnerabili nel mondo a raggiungere la sicurezza alimentare e promuove la resilienza.
La presenza salesiana in Sudan del Sud sostiene diverse scuole primarie frequentate da circa 7.000 bambini, tre scuole secondarie con circa 1.800 studenti e accoglie approssimativamente 5.900 sfollati interni che vivono nel campo salesiano. La missione comprende inoltre 50 parrocchie e stazioni missionari, nelle quali risiedono numerose famiglie vulnerabili e a basso reddito.
I pasti a base di riso fortificato forniti da quest’iniziativa benefica hanno svolto un ruolo fondamentale nel rispondere ai bisogni alimentari immediati, in particolare di bambini, studenti, famiglie sfollate e dei membri più poveri della comunità circostante.
Tra i beneficiari figurano gli sfollati accolti presso la missione salesiana a Juba, gli studenti della missione salesiana a Maridi, gli allievi della formazione professionale salesiana di Wau e Kuajok, i bambini che vivono in strada e le famiglie dei quartieri seguite dalla missione di Tonj, oltre agli studenti delle scuole primarie e secondarie e ai parrocchiani della missione di Morobo.
Il riso ricevuto viene utilizzato sia per i pasti scolastici quotidiani, sia come razione mensile per gli sfollati che vivono nel campo Don Bosco di Gumbo, a Juba, e anche come sostegno tempestivo per le famiglie povere delle parrocchie e dei quartieri assistiti dai salesiani.
Tra coloro che hanno ricevuto aiuto c’è Sunday, che vive nel campo per rifugiati di Gumbo, per il quale l’alimentazione è una sfida quotidiana:
“Alcuni giorni mangiavamo una sola volta, e a volte neanche quello. I nostri genitori e tutori erano costantemente preoccupati su come procurare il cibo, poiché molti donatori avevano interrotto il sostegno. Molti di noi dipendevano così da aiuti irregolari e, quando le scorte finivano, nella comunità si diffondevano tensione e paura”.
Sunday ha aggiunto:
“Quando finalmente è arrivato il riso ed è stato distribuito, ha fatto davvero la differenza. Per un periodo, le famiglie non hanno più dovuto preoccuparsi così tanto del pasto successivo. Anche a casa mia ora riusciamo a mangiare regolarmente, e questo ha portato sollievo e dignità”.
Un’altra beneficiaria è Mary, studentessa della scuola primaria salesiana di Gumbo. La condizione di sfollata ha reso la sua vita difficile, ma Mary continua a guardare al futuro con speranza. Il suo sogno è diventare insegnante.
“Nonostante le difficoltà, andare a scuola mi dà speranza. È un luogo dove posso imparare, giocare con i miei amici e sentirmi al sicuro. Ma molti giorni arrivavo a scuola senza aver mangiato nulla. Era difficile concentrarsi in classe e a volte mi sentivo troppo debole per partecipare pienamente. So che molti miei compagni vivevano lo stesso problema e questo influiva sul nostro apprendimento (…) Una mia amica ha raccontato che prima a volte restava a casa perché aveva troppa fame, mentre ora viene a scuola ogni giorno. Un altro amico ha detto che il riso aiuta anche i suoi fratelli più piccoli quando il cibo viene condiviso in famiglia. Tutti concordiamo sul fatto che ci siano stati cambiamenti positivi, anche se speriamo in un sostegno ancora maggiore”.
I salesiani in Sudan del Sud sono impegnati nell’offrire programmi assistenziali e servizi educativi in tutto il Paese. Essi garantiscono istruzione, servizi di sviluppo sociale, programmi nutrizionali e assistenza sanitaria ai giovani poveri e alle loro famiglie. Per molti, l’educazione offerta dalle scuole salesiane rappresenta l’unica opportunità per ricevere un’educazione e acquisire competenze necessarie per un futuro impiego.
Fonte: Mission Newswire



