(ANS – Addis Abeba) – Oltre 2.500 famiglie in otto comunità dell’Etiopia hanno avuto accesso a una migliore alimentazione grazie alla collaborazione tra “Salesian Missions”, la Procura Missionaria salesiana con sede a New Rochelle, negli Stati Uniti, e “Feed My Starving Children”, un’ONG cristiana impegnata a “nutrire i figli di Dio affamati nel corpo e nello spirito”. Le famiglie beneficiarie sono state individuate tra quelle colpite dal conflitto in corso nella regione del Tigray.
Un salesiano ha spiegato: “La guerra civile è iniziata nel novembre 2020. Fino al raggiungimento dell’accordo di pace nel novembre 2022, ci sono stati scontri attivi tra l’esercito federale e le forze regionali, e centinaia di migliaia di persone sono morte da entrambe le parti. La carenza di cibo è iniziata intorno al novembre 2020, in coincidenza con l’inizio del conflitto nel Tigray; e con il progredire della guerra, l’accesso al cibo è peggiorato e ha contribuito ad aggravare la crisi umanitaria”.
I salesiani sono stati un’ancora di salvezza fondamentale per le persone colpite dalla guerra nel Tigray, operando principalmente attraverso comunità consolidate a Mekelle, Adigrat, Adwa e Shire. I salesiani hanno dato risposta alle esigenze umanitarie immediate, concentrandosi al contempo sulla ripresa e sulla resilienza della popolazione sul lungo periodo.
Nello specifico, questa donazione di aiuti è stata inviata in collaborazione con la piattaforma “Flexport.org”, che ha gestito la spedizione e ne ha sostenuto i costi. E d’altra parte “Salesian Missions” è intenzionata a collaborare con “Flexport.org” per ulteriori spedizioni di aiuti umanitari già in programma.
I salesiani hanno anche organizzato e distribuito cesti alimentari contenenti beni di prima necessità come grano, riso e olio a decine di migliaia di sfollati interni e famiglie che vivono in condizioni di carenza alimentare. Stanno portando avanti programmi per i più vulnerabili, in particolare i bambini malnutriti, le donne incinte e le madri che allattano, fornendo alimenti ad alto contenuto nutrizionale come la farina fortificata per combattere la malnutrizione acuta; e stanno anche fornendo articoli non alimentari come coperte, materassi e altri beni di prima necessità.
Con le infrastrutture danneggiate, i Figli di Don Bosco hanno intrapreso progetti per ripristinare l’accesso all’acqua potabile, e attualmente stanno lavorando per riparare i pozzi e i pozzi trivellati danneggiati.
Inoltre, i salesiani, come da carisma, stanno fornendo a bambini, ragazzi e anche ad adulti educazione e formazione professionale. Un salesiano ha spiegato: “L’educazione è sempre al centro di ciò che facciamo in queste comunità. Come salesiani abbiamo contribuito in modo determinante a rendere nuovamente funzionanti le scuole fornendo libri e penne, riparando le aule danneggiate e pagando stipendi incentivanti agli insegnanti che altrimenti non avrebbero potuto lavorare. Per i bambini che hanno perso anni di scuola, offriamo anche lezioni informali tra gli sfollati interni, allestendo spazi di apprendimento temporanei per aiutarli a recuperare. Ai giovani più grandi e agli adulti offriamo l’accesso alla formazione professionale con brevi corsi tecnici e professionali e kit di avvio per aiutarli a generare dei piccoli redditi”.
I salesiani erano presenti in queste comunità ben prima dell’inizio della guerra e continueranno ad esserci anche molto tempo dopo la sua fine. La fiducia di cui godono nelle comunità significa che i Figli di Don Bosco possono spesso operare quando le organizzazioni non governative internazionali non sono in grado di accedere al territorio. Ciò è stato fondamentale per valutare le esigenze nutrizionali e garantire che le spedizioni di cibo raggiungessero davvero le persone più bisognose.
Fonte: Mission Newswire



