(ANS – Madrid) – Secondo le Nazioni Unite, nel mondo sono ancora in corso più di 50 conflitti armati e si stima che circa 250.000 bambini e bambine siano coinvolti in gruppi armati. Minori privati della loro infanzia, costretti a combattere, esposti a violenze estreme e utilizzati come semplici ingranaggi della macchina da guerra. Per questo motivo, “Misiones Salesianas”, la Procura Missionaria salesiana di Madrid, ricorda che nessun bambino nasce per la guerra e lavora insieme ai salesiani di tutto il mondo per cambiare il loro futuro.
Il reclutamento di bambini e bambine è diventato una pratica abituale in numerosi contesti di conflitto. La loro obbedienza forzata e la facilità con cui vengono manipolati li rendono un obiettivo prioritario per i gruppi armati. “Sono minori a cui viene rubato il presente e viene condizionato il futuro”, ricordano i salesiani che lavorano con questi minori.
Da decenni, Misiones Salesianas, insieme ai salesiani, lavora per la protezione, il recupero e il reinserimento sociale dei minori colpiti dai conflitti armati. A tal fine, opera con un sistema basato sulla fiducia, la vicinanza e l’accompagnamento integrale del minore.
“L’educazione è lo strumento più potente per rompere il ciclo della violenza e restituire ai bambini e alle bambine l’opportunità di costruirsi una vita in pace”, ha affermato Luis Manuel, Direttore di Misiones Salesianas.
La Colombia è uno dei Paesi in cui questo lavoro ha una maggiore diffusione. Nonostante i progressi del processo di pace, il reclutamento di minori continua, soprattutto nelle comunità rurali e indigene. In questo contesto, i salesiani sviluppano programmi specializzati a Medellín e Cali, offrendo spazi sicuri per il recupero e il reinserimento di bambini e adolescenti che hanno abbandonato il conflitto armato.
Presso l’opera “Ciudad Don Bosco” di Medellín, dall’inizio del secolo più di 2.000 minori hanno partecipato al programma “CAPRE” (Casa de Protección Especializada), riprendendo gli studi e avanzando verso un progetto di vita lontano dalla violenza. A Cali, la “Casa Valdocco” ha accompagnato più di 800 adolescenti e giovani, con un’alta percentuale di processi conclusi con successo grazie alla formazione educativa e tecnica.
Oltre che in Colombia, i salesiani lavorano con minori vittime di reclutamento forzato nella Repubblica Democratica del Congo, nel Sudan del Sud, nella Repubblica Centrafricana, in Uganda, Myanmar, Siria e Ucraina, sviluppando programmi di protezione, assistenza psicosociale, educazione e reinserimento nella comunità.
In occasione della Giornata Internazionale contro il Reclutamento Forzato dei Minori, che si celebra oggi, 12 febbraio, Misiones Salesianas ricorda che nessun bambino nasce per la guerra e che la pace inizia garantendo educazione, assistenza e opportunità reali ai bambini e ai giovani più vulnerabili.
Per ulteriori informazioni, visitare il sito: www.misionessalesianas.org



