Angola – Ferito un missionario salesiano dopo un tentativo di rapina

(ANS – Benguela) – Il missionario salesiano don Luigi de Liberali è rimasto ferito durante un tentativo di rapina in una comunità salesiana a Benguela, in Angola, la notte del 7 gennaio scorso. Ricoverato e fuori pericolo, il missionario ha anche lamentato la crescente ondata di aggressioni negli spazi ecclesiali, invocando maggiore sicurezza e protezione.

In un’intervista rilasciata lunedì 12 gennaio ad ACI Africa, il salesiano 73enne, originario del nord-est italiano e parroco della parrocchia “Nostra Signora dei Navigatori” della comunità salesiana a Benguela, ha affermato di aver temuto il peggio: “Sono uscito dopo cena dalla casa della comunità, a circa 200 metri dall’ufficio, e ho trovato un uomo mascherato che mi aspettava: mi è venuto incontro e mi ha colpito alla testa con una barra di metallo. Ho pensato che sarei morto lì”.

L’ambiente in cui è avvenuta l’aggressione è piuttosto buio e i muri sono piuttosto bassi e privi di protezioni. L’assalto è costato al salesiano, da 17 anni in Angola, una profonda ferita alla testa che ha richiesto sei punti di sutura, oltre a contusioni e abrasioni in varie parti del corpo.

“L’aggressione è durata solo cinque minuti, ma è stata sufficiente per ferirmi gravemente – ha raccontato ancora il missionario –. Ho gridato per chiamare le guardie, ma erano lontane, mentre l’aggressore è fuggito saltando il muro, lasciando dietro di sé gli attrezzi che aveva intenzione di usare per entrare nel mio ufficio”.

Don de Liberali lamenta anche di aver notato una preoccupante serie di attacchi contro la comunità cattolica che serve: “Solo questo mese abbiamo registrato tre incidenti: uno alla Cappella del Santissimo Sacramento, un altro contro le Suore Figlie d’Africa a Calombo e ora questo attacco contro di me. Purtroppo, questa violenza si sta diffondendo in tutta l’Angola”.

Secondo il missionario, alcuni giovani considerano le chiese come bersagli facili a causa delle offerte, dei telefoni cellulari e di altri oggetti di valore custoditi dalle comunità religiose; tutto questa crea un clima di insicurezza sia per il clero, sia per la comunità in generale.

“È necessario far rispettare la legge e le istituzioni. Solo così l’Angola potrà essere un Paese sicuro, dove i cittadini, le scuole e le chiese non vivono sotto costante minaccia”, ha affermato.

“La società deve contribuire all’educazione dei giovani e offrire loro opportunità affinché non ricorrano alla violenza” ha concluso il salesiano.

Fonte: ACI Africa

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