(ANS – Adua) – A più di tre anni e mezzo dalla fine ufficiale della guerra civile nella regione del Tigray, nell’Etiopia settentrionale, la situazione politica ed economica della zona resta estremamente fragile. Le tensioni tra attori regionali e federali, la persistente insicurezza e l’indebolimento delle strutture economiche continuano a plasmare, in negativo, la vita quotidiana della popolazione. La popolazione locale, insieme a circa un milione di sfollati interni lì residenti, dipende ancora fortemente dall’assistenza esterna. Molte famiglie continuano ad affrontare un futuro incerto: le opportunità di lavoro sono scarse, i mercati funzionano solo parzialmente e il sostegno statale è lungi dall’essere sufficiente.
In questo difficile contesto, i Salesiani di Don Bosco continuano a stare vicini alla popolazione sofferente. Nel centro “Don Bosco” di Adua vengono cotte ogni giorno circa 3.000 pagnotte, distribuite principalmente ai bambini che soffrono la fame.
La situazione è particolarmente drammatica nei campi per sfollati interni. Molte persone sono sfollate dopo la guerra civile e vivono ancora in rifugi provvisori. Le scuole, che normalmente dovrebbero fungere da luoghi di apprendimento, vengono utilizzate come alloggi di emergenza. Le famiglie vivono in condizioni estremamente anguste, spesso separate solo da coperte o lenzuola appese. In queste circostanze, molte persone stanno gradualmente perdendo la speranza in un futuro migliore.
“Senza un supporto esterno sarebbe molto difficile garantire un’assistenza regolare – ha spiegato don Trinh Kinh Luan, salesiano vietnamita in missione ad Adua –. Questo supporto ci consente di acquistare immediatamente la farina di cui abbiamo urgente bisogno per continuare a cuocere e distribuire il pane. In questo modo, i bambini e le madri affamati nei campi profughi possono ricevere cibo ogni giorno. Quanto riceviamo, quindi, non è solo un aiuto finanziario; è anche un profondo segno di speranza e solidarietà”.
Solo pochi giorni fa è arrivata ad Adua una nuova consegna di aiuti umanitari da parte dell’organizzazione umanitaria austriaca “Jugend Eine Welt”. Grazie ai 4.700 chilogrammi di farina arrivati, i Salesiani potranno continuare a cuocere migliaia di pagnotte nelle prossime settimane, contribuendo a garantire la sopravvivenza di molte persone bisognose.
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